Variazione delle curve di accrescimento
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Variazione delle curve di accrescimento

La variazione delle curve di accrescimento in risposta al processo di adattabilità all'ambiente. Le variazioni geografiche dei caratteri misurabili.

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Molteplici studi hanno evidenziato l'importanza dell'ambiente in cui un individuo si accresce, rispetto al suo fenotipo, alla rapidità di accrescimento e all'inizio della maturazione. Ricerche effettuate presso i neri dell'Africa sub-sahariana e sui neri americani, hanno dimostrato come l'iniziale vantaggio nell'accrescimento (durante i primi due anni di vita), tenda a scomparire rispetto a quello dei bianchi. Già intorno al terzo anno, infatti, assistiamo ad un rallentamento della crescita, sino ad un superamento da parte dei bianchi sui neri. Determinante in questo processo sono le carenze alimentari. Anche perché, altri studi effettuati su popolazioni di neri americani appartenenti a ceti più abbienti, dimostrano un maggiore accrescimento sia rispetto ai bianchi, sia rispetto ai genitori e nonni immigrati in quella regione, e anche il cranio dolicocefalo, tende leggermente a mutare. L'insorgenza della pubertà, un tempo influenzata da fattori climatici, è ora largamente sottoposta a fattori di tipo alimentare. Tutto ciò dimostra come il programma genetico deve, suo malgrado, adattarsi ai fattori ambientali e quindi, conoscere il genotipo di un soggetto, non aiuta a prevedere il suo fenotipo. Inoltre un genotipo "ottimale" per un ambiente, può non rivelarsi tale per un altro.

Le variazioni geografiche dei caratteri misurabili

Che ci sia uno stretto legame tra la variabilità dei fattori fisici e l'ambiente geografico nel quale si vive è assodato. Naturalmente, la maggior parte dei caratteri fisici, non sono correlazionabili a fattori ambientali. Mentre, il fattore ambientale che maggiormente influenza i caratteri che tendono a variare in relazione alle aree geografiche, è il clima in rapporto tanto alla latitudine che all'altitudine.I caratteri fisici che maggiormente presentano una variabilità geografica intesa come adattamento al luogo e come soluzione ottimale ad un dato problema funzionale sono: il rapporto tra superficie (statura) e massa (peso); forma del cranio; proporzione degli arti rispetto al tronco, la pigmentazione. Le variabili di questi caratteri sottostanno ad alcune regole: in una specie a grande dispersione geografica, la variante morfologica di maggiori dimensioni, è più evidente nelle zone molto fredde; nelle aree geografiche più fredde sono presenti varietà morfologiche con arti più corti; nella stessa specie, la pigmentazione decresce con la latitudine. La corrispondenza tra morfologia e clima sembra affermarsi sin dai tempi dell'uomo di Neandertal.
Il rapporto massa/superficie è tra i più rilevanti nello studio dell'incidenza ambientale sul fenotipo. Per quel che riguarda l'altezza (distanza tra vertex e piano d'appoggio), ricordiamo brevemente quanto le sue dimensioni siano aumentate (soprattutto nell'ultimo secolo) in relazione alle migliorate condizioni alimentari del genere umano. Tuttavia bisogna tener presente che non potrà esserci una sua evoluzione continua, in rapporto al continuo miglioramento di suddetta situazione, poiché, una volta eliminati i fattori di nutrizione negativa che limitavano l'espressione genotipica, si è prodotto il massimo aumento auspicabile. In merito alla superficie, è altresì importante ricordare la sua importanza nella dispersione del calore prodotto (circa il 97% viene disperso dalla superficie cutanea), che consente così di mantenere l'equilibrio omeotermico. I processi attraverso i quali il meccanismo di dispersione si attua sono di due tipi: uno di tipo passivo (attraverso fenomeni di conduzione, convenzione, ed evaporazione), e l'altro che implica consumo di energia: la sudorazione.Nei climi tropicali quest'ultima è il meccanismo più funzionale per disperdere calore, tuttavia è da considerare che, per avere la sensazione di benessere, il sudore deve evaporare e ciò, nelle regioni equatoriali, è quasi impossibile a causa dell'alto tasso di umidità.

Il numero di ghiandole sudoripare diffuse sul corpo e potenzialmente funzionanti è comunque pressoché identico tra le popolazioni equatoriali e le altre, ciò che può variare è il numero di ghiandole attive. Ciò si realizza attraverso processi di adattamento climatico e non per un dato programma genetico.