Autofagia e plasticità muscolare
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Autofagia e plasticità muscolare

Viene analizzato il tema dell’ Autofagia nel muscolo scheletrico in relazione all’esercizio fisico, ed in particolar modo, in relazione all’esercizio di Endurance che recentemente è stato dimostrato rappresenta uno stimolo che induce Autofagia nei tessuti

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Muscoli, atrofia, sarcopenia - muscolo scheletrico

Nella presente trattazione verrà analizzato il tema dell' Autofagia nel muscolo scheletrico in relazione all'esercizio fisico, ed in particolar modo, in relazione all'esercizio di Endurance che recentemente è stato dimostrato rappresenta uno stimolo che induce Autofagia nei tessuti, ma per il quale i meccanismi sottostanti e/o le componenti coinvolte non sono del tutto note. Nel pr

Muscoli, atrofia, sarcopenia - muscolo scheletrico - seconda parte

Meccanismo energetico della contrazione muscolare Quando un muscolo si contrae, viene compiuto un lavoro per il quale è richiesta una gran quantità di energia. Il lavoro viene svolto qualunque sia la funzione per cui il muscolo è predisposto a contrarsi: mantenimento della postura in posizione ortostatica, lavoro fine delle dita di un artigiano, spinta in alto di un saltatore etc.

Atrofia e sarcopenia

Con il termine "Atrofia" (dal greco atrophía, a- privativa + tréphein "nutrire" = "senza nutrimento") si definisce la riduzione, in condizioni sia fisiologiche che patologiche, del volume di tessuti o di organi a seguito della diminuzione del volume delle singole cellule o della sostanza intercellulare. Il restringimento delle cellule è determinato dalla perdita di organelli , cit

Atrofia e sarcopenia - seconda parte

Il sistema autofagia-lisosoma Ha un ruolo fondamentale nel turnover delle componenti cellulari sia in condizioni normali che in risposta a vari stimoli, come stress cellulare, deprivazione di nutrienti, aminoacid starvation e citochine (Mizushima et al., 2008). L'autofagia è un fenomeno fisiologico che si verifica nel digiuno prolungato, consistente nel consumo da parte dell'orga

Apoptosi

Il termine "Apoptosi" è stato usato per la prima volta da Kerr et al. nel 1972 per descrivere una forma di morte cellulare morfologicamente distinta dalla necrosi. L'apoptosi è stata da allora riconosciuta e considerata come un processo di morte cellulare geneticamente programmata, con caratteristiche morfologiche distinte e meccanismi biochimici energia-dipendenti (Ranger et al.,

Autofagia

L' autofagia (dal greco: 'auto' senso di sé e 'phagein' significato mangiare) è il processo mediante il quale componenti della cellula vengono consegnati ai lisosomi per la loro degradazione. È un processo omeostatico che avviene in tutte le cellule eucariote e costituisce un importante meccanismo nel turnover cellulare per eliminare organelli danneggiati , patogeni intra

Autofagia e apoptosi a confronto

Autofagia ed apoptosi rappresentano processi fisiologici ben distinti all'interno della cellula. L'apoptosi è la forma di morte cellulare programmata (morte cellulare di Tipo I) meglio conosciuta. Essa si verifica attraverso l'attivazione di enzimi catabolici mediante cascate di segnale, che portano alla rapida demolizione delle strutture cellulari e degli organelli. La macroauto

Autofagia nel muscolo

L'esercizio influenza l'omeostasi della cellula muscolare modificando l'ambiente intra- ed extracellulare, compromettendo lo stato energetico e allungando le membrane. Questi fattori di stress conducono ad un rimodellamento del muscolo attraverso eventi di trascrizione e di trasduzione finalizzati a far fronte ad ulteriori modifiche dell'omeostasi cellulare indotte dall'esercizio.

Autofagia nel muscolo - risultati

Regolazione del sistema autofagia-lisosoma. Innanzitutto è stato esaminato se, quando l'esercizio era combinato con il digiuno, ci fosse un maggior aumento delle proteine correlate all'autofagia (Fig1) e dei geni correlati all'autofagia (Fig.2). Come marker della presenza di AP nella cellula è stata considerata la forma lipidated di LC3b (LC3b-II), già ampiamente usata (Barth S,

Discussione e conclusioni

Discussione In questo studio gli autori hanno dimostrato che effettuare un esercizio di endurance a bassa intensità dopo una notte di digiuno causa un aumento dell'autofagia nel muscolo scheletrico di entità maggiore di quello che si verifica nei topi che effettuano lo stesso esercizio ma in una condizione di sazietà. Questo maggiore aumento dell'autofagia sembra essere mediat