Il controverso studio di Paoli
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Il controverso studio di Paoli

Il controverso studio di Paoli che sembrerebbe confermare l'ipotesi del dimagrimento localizzato. Non è stato possibile, però, trovare lo studio in letteratura ma solo su alcuni siti web

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Il controverso studio di Paoli

I vari fautori on line della Spot Reduction fanno spesso riferimento per confermare la loro teoria ad uno studio effettuato da due ricercatori, il Dottor Antonio Paoli e il Dottor Marco Neri.

Ricercando questo studio on line si trovano numerosi siti web che ne parlano con tanto di referenza; per avere la referenza sicura ho chiesto personalmente tramite e-mail allo stesso prof. Antonio Paoli, il quale mi ha inviato questa citazione: Dussini N, Martino R, Neri M, Paoli A, Velussi C. Multifactorial analysis of circuit-training induced regional fat reduction Eur J Physiol, 424:R159-R188, 1994.

Purtroppo però non sono riuscito a trovare tracce né dell'abstract né dello stesso giornale citato. Infatti sebbene esista un "pflugers archiv european journal of physiology" e un "european journal of applied physiology", non sembrerebbe esistere un semplice "European journal of physiology", tuttavia in nessuno dei due giornali è presente questo testo.

Ho anche chiesto allo stesso Paoli se mi potesse inviare l'abstract ma non mi ha più risposto. Riporterò comunque questo testo come è raccontato nei vari siti web.

Lo studio è stato avviato in collaborazione con l'Istituto di Fisiologia di Padova. Sono stati quindi selezionati due gruppi di soggetti, il primo di studio ed il secondo di controllo. I gruppi eterogenei di uomini e donne - con età compresa dai 17 ai 30 anni - sono stati scelti in due differenti palestre, fra frequentatori non troppo principianti, nè troppo avanzati: persone che si allenavano dagli 8 mesi ai due anni.

Nel particolare i gruppi erano così composti: gruppo di controllo (15 maschi 13 femmine) gruppo di studio (16 maschi 14 femmine). Il gruppo di studio ha svolto per 6 settimane un allenamento a circuito aerobico dove venivano stimolati a rotazione i gruppi muscolari da controllare, dove si pensava si potesse determinare il dimagrimento. In pratica le persone si alternavano 3/5 minuti su di una stazione a bassa intensità (tipo step o cyclette) per passare subito a fare una serie per ogni distretto muscolare interessato. Si riprendeva quindi con un'altra stazione aerobica e poi con altri esercizi funzionali a quei settori muscolari.

Il gruppo di controllo ha invece svolto un programma di aerobica con l'ausilio delle macchine, svolgendo anche esercizi, ma in quantità minore, sui medesimi gruppi muscolari esercitati dal gruppo di studio. Ad entrambi i gruppi è stato inoltre richiesto di continuare ad alimentarsi in modo normale. Per verificare il dimagrimento sono state rilevate le pliche cutanee sia all'inizio che a fine delle 6 settimane. Le pliche sono state prese nelle seguenti zone: tricipite-sottoscapolare- lombare-pettorale-ombelicare-iliaca-gionocchio-quadricipitale.

Il risultato è stato molto evidente: in pratica entrambi i gruppi sono dimagriti, ma il gruppo di studio ha ottenuto un'eccellente diminuzione delle pliche cutanee soprattutto sulle zone prese di mira dal circuito (tricipiti, addome, fianchi).

Il lavoro è stato presentato al Congresso Nazionale di Fisiologia del 1993 organizzato dalla (SIF) ed è stato accettato e pubblicato nel 1994 dall' European Journal of fisiology. C'è da dire che, come abbiamo già detto nelle ultime pagine, il plicometro trae in inganno quando si tratta di valutare la Spot Reduction, e non può essere considerato poi così attendibile.

A seguito della pubblicazione dell’articolo, il Dott. Paoli, ha ritenuto opportuno fornirci una sua replica che volentieri pubblichiamo. L'abstract è stato pubblicato sul Pflügers Archiv - European Journal of Physiology (o semplicemente una delle due denominazioni). Mi sorprende che venga ancora citato il lavoro è molto datato e fatto con i mezzi allora disponibili (molto pochi); sicuramente se dovessi rifarlo ora lo strutturerei in maniera diversa, in fin dei conti sono passati quasi vent'anni. Studi recenti (come quello della Bente) sembrano confermare le nostre ipotesi ma sicuramente non possiamo affermare con certezza l'esistenza di una "spot reduction" così come non possiamo escluderla definitivamente. C'è da sottolineare però che la peculiarità dello studio non era tanto il lavoro localizzato ma quanto l'inserimento di questo all'interno di un'attività di endurance. Detto questo invito ancora a prendere in considerazione lo studio con le dovute cautela e ricordare che comunque si tratta di un lavoro ormai ventennale che sarebbe da rifare con altri mezzi. Cordialmente Prof. Antonio Paoli. Professore Associato - Dipartimento di scienze Biomediche - Università degli Studi di Padova