Esercizio fisico e percezione del dolore
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Esercizio fisico e percezione del dolore

Il dolore è un mezzo, attraverso il quale il nostro organismo ci segnala un danno tissutale, spingendoci a ritirarci dalle situazioni potenzialmente dannose e proteggendo una parte danneggiata del corpo mentre guarisce

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Esercizio fisico e percezione del dolore

Nell'esercizio fisico, il dolore e la fatica sono delle sensazioni spiacevoli, ma ci indicano fino a che punto possiamo spingerci con il nostro corpo senza subire dei danni. Imparare a conoscere queste sensazioni ci permette di sapere cosa sta succedendo nel nostro organismo e ci consente di superare i nostri limiti senza rischiare traumi o infortuni. Il dolore non è un meccanismo molto studiato in correlazione all'attività sportiva, forse perché, essendo una sensazione strettamente personale e legata anche alle nostre esperienze di vita, risulta un parametro molto difficile da valutare. Si è scoperto però, che l'attività fisica diminuisce la percezione del dolore. In questo capitolo si spiega che cos'è il dolore, come si manifesta, come viene regolato e quali sono i mezzi per studiarlo e misurarlo. Inoltre si mostrano alcuni dei meccanismi alla base della modulazione del dolore durante l'attività sportiva e si spiegano le modalità e le finalità del test fisico che è stato usato nell'esperimento.

Che cos'è il dolore?

Il dolore è un mezzo, attraverso il quale il nostro organismo ci segnala un danno tissutale, ci spinge a ritirarci dalle situazioni potenzialmente dannose, a proteggere una parte danneggiata del corpo mentre guarisce, e a fare esperienza di quali siano i futuri potenziali pericoli. Il massimo dolore si risolve tempestivamente una volta che lo stimolo viene rimosso e il corpo è guarito, ma a volte il dolore persiste nonostante la rimozione dello stimolo e la guarigione apparente del corpo. Altre volte il dolore si manifesta in assenza di qualsiasi stimolo rilevabile, danno o malattia.

Se questo importante meccanismo non funzionasse o non fosse presente, come nel caso dell'insensibilità congenita al dolore (CIPA)1, il nostro corpo non sarebbe in grado di riconoscere uno stimolo potenzialmente dannoso e non saremmo capaci di evitarlo, con conseguenze devastanti su tutto l'organismo. Il dolore non può essere descritto semplicemente come un fenomeno sensoriale, bensì deve essere visto come l'insieme di più componenti:

  • Una parte percettiva (la nocicezione) che costituisce la modalità sensoriale che permette la ricezione ed il trasporto al sistema nervoso centrale di stimoli potenzialmente lesivi per l'organismo. Inoltre comprende anche l'elaborazione a livello cerebrale dell'informazione nocicettiva, cioè la componente sensoriale-discriminativa del dolore (riguardante ad esempio la valutazione della sede, della durata e della intensità della sensazione dolorosa).
  • Una parte esperienziale (quindi del tutto privata, la vera e propria esperienza del dolore) che è lo stato psichico collegato alla percezione di una sensazione spiacevole. L'esperienza del dolore è molto variabile sia interindividualmente che intraindividualmente ed è la somma dei seguenti fattori: dimensione affettiva e cognitiva, esperienze passate, struttura psichica, fattori socioculturali.2

Classificazione del dolore

Secondo la definizione della IASP (International Association for the Study of Pain - 1986):

"Il dolore è un'esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole associata a danno tissutale, in atto o potenziale, o descritta in termini di danno."3

Questa definizione evidenzia come il dolore non sia solo una spiacevole sensazione percettiva, ma sia, più in generale, un percorso emotivo negativo. Possiamo classificare il dolore in base a questi criteri:4

  • Durata
    Il dolore è di solito transitorio e dura fin quando lo stimolo nocivo viene rimosso o la patologia è guarita. Alcune condizioni dolorose possono però persistere per anni. Il dolore che dura da molto tempo si chiama dolore cronico, e il dolore che si risolve in fretta si chiama dolore acuto. Vari marcatori temporali sono stati utilizzati per segnare il passaggio tra dolore acuto e dolore cronico. I più recenti suddividono il dolore acuto quando dura meno di 30 giorni, subacuto tra un mese e sei mesi, cronico quando dura più di sei mesi.
  • Localizzazione
    In base all'origine, il dolore può essere suddiviso in viscerale, somatico profondo e somatico superficiale. Il dolore viscerale origina da una sofferenza degli organi ed è spesso estremamente difficile da localizzare perché, data l'organizzazione anatomica delle fibre viscerali e cutanee, l'attivazione dei recettori viscerali viene spesso percepita come sensazione cutanea (dolore riferito). Il dolore somatico profondo è dato dalla stimolazione dei nocicettori di legamenti, tendini, vasi sanguigni, fasce e muscoli. È un dolore sordo e non ha una localizzazione precisa, come in una distorsione o una frattura. Il dolore somatico superficiale è causato dall'attivazione dei nocicettori della pelle o di altri tessuti superficiali. È ben definito, pungente e chiaramente individuabile.
  • Tipologia
    Per quanto riguarda le modalità di insorgenza del dolore possiamo parlare di: dolore nocicettivo, dolore neuropatico e dolore psicogeno. Il dolore nocicettivo è causato dalla stimolazione dall'esterno, delle fibre nervose periferiche che rispondono a stimoli che superano la soglia della "benignità" e possono diventare dannosi. Le categorie più comuni di dolore nocicettivo sono: dolore meccanico, termico e chimico (vedi oltre). Il dolore neuropatico è causato da un danno o una disfunzione che colpisce qualsiasi parte del sistema somatosensoriale. Causa sensazioni anomale come disestesia, ipereccitabilità dei neuroni nocicettivi, bruciori, formicolii e intorpidimento. Può essere periferico, dovuto ad una lesione dei nervi periferici, un'infezione batterica, carenze vitaminiche; oppure centrale, dove le principali cause sono: lesioni del midollo spinale, sclerosi multipla, fibromialgia e cancro5. Il dolore psicogeno è quella forma di dolore causato, aumentato o prolungato da fattori mentali, emotivi o comportamentali. Mal di testa, mal di stomaco o mal di schiena sono talvolta diagnosticati come psicogeni.6
    È importante notare che la nocicezione ed il dolore non sono la stessa cosa. Il dolore è la percezione di sostanze irritanti, urenti, pungiformi, proveniente da una parte del nostro corpo. La nocicezione è il processo sensoriale che fornisce i segnali che poi localizzano il dolore.7