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I risultati dei test del dolore e del test metabolico sono riassunti nella tabella seguente:

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Tabella complessiva dei dati. Figura 3.1
Figura 3.1 Tabella complessiva dei dati. I dati sono divisi per gruppo (ciclisti e controlli). Per ogni soggetto è riportata la soglia di percezione del dolore a riposo (PRE), subito dopo l'esercizio (POST) e quindici minuti dopo l'esercizio (POST 15) espressa in kg/mm2. Sono presenti i valori metabolici di massimo consumo di ossigeno (VO2max) normalizzato per chili di massa corporea (mlO2/min/kg) e la soglia anaerobica (SA) espressa in percentuale del VO2max. Inoltre per ogni gruppo è riportata la media dei valori, la deviazione standard, la mediana e il 25° e 75° percentile.

Risultati del test incrementale massimale

Come ci aspettavamo, i ciclisti hanno un massimo consumo di ossigeno (VO2max) più alto del gruppo di controllo (vedi Fig. 3.1) (ciclisti: 62,88 mlO2/min/kg; controllo: 46,44 mlO2/min/kg; p<0,05). Questo vuol dire che riescono ad utilizzare una maggior quantità di ossigeno e a produrre più energia dal metabolismo aerobico. Anche il valore di soglia anaerobica (SA) è maggiore: corrisponde all'83,32% della VO2.max nei ciclisti e al 74,99% della VO2.max nel gruppo di controllo (p<0,05). Più la percentuale di VO2.max a cui corrisponde la soglia anaerobica è alta, più tardi si inizia a sfruttare il sistema anaerobico per fornire energia, producendo acido lattico che causa la fatica. Una soglia anaerobica più alta corrisponde quindi ad una più alta intensità di esercizio sopportabile senza affaticamento. Questi dati ci confermano che tra i due gruppi c'è una differenza nel livello di allenamento.

Risultati del test del dolore

I risultati dell'analisi statistica (ANOVA) hanno evidenziato una differenza significativa nei valori di soglia del dolore registrati, in particolare:

  • Il fattore "tempo" presenta una differenza significativa nel t-test appaiato "post – pre", ma non in quello "post 15 – pre".
  • Il fattore "allenamento" non risulta significativo.
  • L'interazione tra i due fattori non è significativa.
Valori delle soglie di percezione del dolore. Figura 3.2
Figura 3.2 Valori delle soglie di percezione del dolore. Soglie a riposo (Pre), subito dopo l'esercizio (Post) e a quindici minuti dalla fine dell'esercizio (Post15) nei due gruppi.

Nei grafici si può notare che alla fine dell'esercizio, in entrambi i gruppi si evidenzia un aumento della soglia di percezione del dolore e quindi ipoalgesia. Mentre nel test del dolore effettuato quindici minuti dopo la fine dell'esercizio le soglie scendono ad un livello più basso rispetto alla misura a riposo denotando uno stato di iperalgesia. (Fig. 3.2) La soglia post esercizio risulta aumentata del 33,7% per i ciclisti e del 24,7% per il gruppo di controllo (p<0,05). La soglia post 15 ha una diminuzione di -1,7% per i ciclisti e di -21,2% per il gruppo di controllo. (Fig 3.3) Come affermato in precedenza, questa seconda variazione non è significativa al t-test.

Variazione percentuale della soglia di percezione. Figura 3.3
Figura 3.3 Variazione percentuale della soglia di percezione. Variazione della soglia subito dopo l'esercizio (Post - Pre%) e quindici minuti dopo la fine dell'esercizio (Post15 - Pre%).

In generale abbiamo notato che le soglie di percezione nei ciclisti sono più basse che nel gruppo di controllo (vedi Fig 3.2). Inoltre sembra che i ciclisti sviluppino una maggior analgesia dopo l'esercizio e un grado di iperalgesia minore con l'insorgere dell'effetto della fatica (vedi Fig 3.3). Il test statistico però non rileva differenze significative tra i due gruppi, il che ci consente di considerare tutti i soggetti come un unico gruppo. Un maggior numero di soggetti testati potrebbe risolvere questo problema, dato che il campione da noi esaminato è molto ristretto.

Tuttavia, analizzando i dati soggetto per soggetto, ci siamo accorti che due soggetti in particolare (un ciclista e un soggetto del gruppo di controllo) rispondono in maniera anomala al test del dolore con un andamento che si discosta di molto da quello degli altri soggetti. (Fig. 3.4) Non siamo in possesso di dati o ipotesi valide da permetterci di considerare questi soggetti come outliers. Abbiamo tuttavia rianalizzato i dati e ridisegnato i grafici rimuovendo questi due soggetti.

Ciclisti. Figura 3.4
Controllo. Figura 3.4
Figura 3.4 Andamento della soglia di percezione del dolore in tutti i soggetti. Il grafico riporta la variazione della soglia di percezione in tutti i soggetti. Si nota come nei due soggetti cerchiati l'andamento si discosta dalla media; nel ciclista l'andamento è addirittura invertito.

Senza questi soggetti, anche l'ipotesi dell'iperalgesia da affaticamento a quindici minuti dalla fine del test risulta significativa nel test statistico, con una diminuzione della soglia di percezione al di sotto del valore a riposo di -19,3% per i ciclisti e di -32,1% per il gruppo di controllo (p<,05). Inoltre, l'errore standard risulta molto più ridotto. (Fig. 3.5)

Variazione percentuale della soglia di percezione.  Figura 3.5
Figura 3.5 Variazione percentuale della soglia di percezione senza i due soggetti particolari. Questo grafico è lo stesso della figura 3.3, ma è stato disegnato dopo aver rimosso i due soggetti.