BMI, adulti e bambini
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BMI, adulti e bambini

L'Indice di Massa Corporea viene utilizzato per classificare gli individui (adulti e bambini). Analisi del rapporto tra mortalità e BMI. Possibilità di scaricare in formato PDF le tabelle BMI di Cacciari e i Cutoffs proposti da Cole

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BMI, adulti e bambini

L'indice di massa corporea (BMI) si ottiene dividendo il peso in kg del soggetto con il quadrato dell'altezza espressa in metri.

Il BMI è usato per classificare gli individui come sottopeso, normopeso e sovrappeso; è utilizzato per individuare i soggetti a rischio di obesità e a rischio di malattie cardiovascolari; inoltre può servire per monitorare i cambiamenti della massa corporea legati al grasso nella popolazione a livello clinico (Roger, 2012; WHO, 1998).

Nella popolazione adulta, il BMI è un indice significativo delle malattie cardiovascolari e del diabete di tipo II (Freedman, 2012; Janssen, 2002).

Quando il BMI aumenta e quindi si entra nella condizione di sovrappeso o obesità, aumentano anche il rischio di complicanze cardiovascolari tra cui ipertensione, ictus, diabete, cancro, malattia di Alzheimer, calcoli biliari, apnea del sonno, artrosi e malattie renali.

Un valore di BMI considerato normale, è associato a una buona sopravvivenza dei pazienti ed è molto utilizzato negli studi come screening nella popolazione per identificare il rischio cardiovascolare individuale.

Il BMI, nonostante questo, è limitato come indice di obesità, perché non tiene conto della costituzione fisica (longilinea, media, robusta) e delle masse muscolari del soggetto. La percentuale di massa grassa è il vero indicatore per determinare il peso forma. Utilizzarlo, quindi, come indice di obesità potrebbe portare a una classificazione errata del soggetto.

Anche perché da alcuni studi è emerso che il BMI non è la misura migliore per valutare il grasso addominale (Camhi, 2011); altri indici antropometrici devono essere usati per accedere alla distribuzione del grasso in quelle determinate zone, come la circonferenza addominale o il rapporto circonferenza addominale - altezza (Ashwell, 2005).

In aggiunta, fattori come:

  • età
  • etnicità
  • struttura corporea
  • livello di attività fisica
  • tipo di struttura

influenzano il rapporto tra il BMI e la percentuale di massa grassa.

BMI e rischi per la salute

L'Organizzazione Mondiale della Salute definisce soggetti obesi, individui con un BMI di 30 kg/m2 o più, sovrappeso tra 25 kg/m2 e 29,9 kg/m2, normopeso tra 18,5 e 24,9 kg/m2 e sottopeso inferiori di 18,5 kg/m2 (WHO, 1998).

Rischi di comorbilità in relazione al BMI
Classificazione BMI Rischio di comorbilità
Sottopeso < 18.50 Basso (ma forte rischio di altri problemi clinici)
Range normale 18.50 - 24.99 Medio
Sovrappeso ≥ 25.00
Preobesità 25.00 - 29.99 Aumentato
Obesità classe I 30.00 - 34.99 Moderato
Obesità classe II 35.00 - 39.99 Alto
Obesità classe III ≥ 40 Molto alto
Grafico 1: Correlazione BMI e rischio di mortalità. Bray, 1992
Grafico 1: Correlazione BMI e rischio di mortalità. Bray, 1992

L'uso del BMI, nel valutare il rischio di salute, presuppone che il peso sproporzionato di alcune persone sia dovuto all'eccesso di massa grassa.

Fattori per la valutazione dell'obesità

Comunque, esistono diversi dubbi sul più appropriato cutoff per la valutazione dell'obesità (Deurenberg, 2001). La relazione tra BMI e la percentuale di massa grassa è basata anche sull'età, sesso, etnia e struttura corporea (Camhi, 2011). Per un'appropriata valutazione del BMI è necessario dire che gli individui più anziani hanno una percentuale di massa grassa maggiore rispetto ai giovani, mentre i giovani adulti maschi hanno una percentuale di massa grassa minore rispetto alle giovani adulte. I bianchi, inoltre, hanno una percentuale di massa grassa superiore e un BMI maggiore, a parità di sesso ed età, rispetto a quelli di altre etnie (Camhi, 2011).

Questi risultati suggeriscono che l'uso di un cutoff del BMI universale per definire l'obesità (di 30 kg/m2) potrebbe non essere appropriato. I valori di cutoff per etnia specifica devono essere stabiliti considerando la relazione tra BMI e la percentuale di massa grassa e per i rischi di mortalità in relazione al BMI per specifici gruppi etnici (Antoine-Jonville, 2012).

Nell'infanzia e nell'adolescenza il BMI si caratterizza per una notevole variabilità, legata soprattutto al sesso e all'età, quindi, è opportuno prendere come riferimento le tabelle dei percentili piuttosto che un valore assoluto come si fa normalmente con gli adulti.

Nella creazione di questi grafici, i limiti di normalità sono ottenuti dividendo il range dei dati raccolti in 100 parti, chiamati percentili. Questa divisione è operata in modo tale che una data proporzione dei bambini campioni si trovi sopra o sotto misure particolari in età specifiche. I percentili del BMI nell'infanzia e nell'adolescenza disponibili in letteratura sono riferiti a popolazioni differenti, perché tale parametro può influenzare in maniera non trascurabile i range di normalità.

In Italia, per esempio sono molto utilizzate le tabelle BMI di Cacciari (2006), che tengono conto delle notevoli variazioni tra le diverse aree geografiche Italiane, proponendo valori standard diversi.

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