Cortisolo
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

Cortisolo

Gli effetti del cortisolo nell'organismo ed implicazioni nella pratica sportiva. L'effetto catabolico.

Autore:
Ultimo aggiornamento:

Cortisolo

Il cortisolo (o idrocortisone) è uno dei più importanti glucocorticoidi.
È prodotto in seno alle ghiandole surrenali ed è fondamentale nel metabolismo dei carboidrati e nei processi di adattamento allo stress, ma è anche un potente antinfiammatorio con azione antiimmunitaria.

Svolge un ruolo gluconeogenico capace di incrementare sino al 50% il quantitativo di glucosio ematico.
Il processo gluconeogenico è possibile poiché stimola la conversione in glucosio delle proteine e degli acidi grassi di riserva, cui segue lo stoccaggio sottoforma di glicogeno o la liberazione nel circolo ematico.

L'aggressione degli acidi grassi diviene più marcata soprattutto nelle situazioni di carenza di zuccheri circolanti, o nelle discipline sportive di lunga durata.

Nel dettaglio induce il catabolismo proteico e la conseguente liberazione di aminoacidi che, nel fegato, sono poi convertiti in glucosio.
Sulla gluconeogenesi espleta un'azione analoga a quella del glucagone o del GH.
Per tali ragioni è un cattivo alleato nella pratica sportiva, soprattutto di sport finalizzati all'incremento delle masse muscolari, vista la sua azione catabolica sulle proteine, capace di indurre un bilancio negativo dell'azoto.

L'azione antinfiammatoria è possibile poiché è in grado di stabilizzare le membrane dei lisosomi, contenenti enzimi litici, la cui rottura avviene durante il processo infiammatorio.
La rottura delle membrane lisosomiali induce liberazione di istamina e quindi l'edema.

Proprio la peculiare dote antinfiammatoria porta al suo utilizzo nella forma sintetica (il cortisone) anche in ambito sportivo, per evitare i fastidi degli stati flogistici.

Resta inteso che sviluppa azioni contrastanti che non lo rendono utilizzabile per lunghi periodi e, non meno grave, può indurre all' instaurarsi del diabete.
La sua azione è infatti antagonista all'insulina, ed è in grado di contrastare l'assunzione cellulare di glucosio.

L'intensità dell'allenamento è uno dei fattori determinanti nel rilascio di cortisolo, al punto che, al crescere del carico allenante (intensità o durata) cresce la liberazione di cortisolo.

L'aspetto molto interessante, ma certo prevedibile, è che al crescere del livello atletico del soggetto, quindi a seguito di un adattamento allenante, il rilascio di cortisolo, a parità di lavoro, diminuisce rispetto ad un soggetto sedentario o scarsamente allenato
cortisolo