Ritorno venoso
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Ritorno venoso

Il meccanismo di ritorno venoso. Caratteristiche funzionali dei vasi venosi, pressione sanguigna, valvole per la stabilità pressoria.

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Le vene, oltre a costituire la via di ritorno del sangue al cuore, svolgono precipue funzioni necessarie alla circolazione. La loro capacità di distendersi e contrarsi le rende un'efficace riserva di sangue da rendere disponibile in caso di bisogno al sistema circolatorio. Possono spingere il sangue in maniera unidirezionale mediante il sistema di pompa venosa e contribuire alla regolazione della gittata cardiaca. Il sangue torna all'atrio destro da tutto il sistema venoso, pertanto la pressione dell'atrio destro è definita pressione venosa centrale, riflettendosi sulla pressione venosa di tutti gli altri distretti.

La pressione nell'atrio desto è la risultante fra la capacità del cuore di pompare il sangue verso il ventricolo, e la tendenza del circolo venoso a ritornare nell'atrio. L'aumento del volume del sangue, l'aumento del tono dei vasi in tutti i distretti e la dilatazione delle arteriole sono tutti elementi che determinano variazioni pressorie nel circolo venoso e quindi nell'atrio destro e di conseguenza della gittata cardiaca, per le ragioni già viste a proposito della regolazione cardiaca. La pressione normale dell'atrio destro è di 0mmHg, e può elevarsi sino a 20-20mmHg in situazioni patologiche o in caso di trasfusioni.
Le grosse vene, in fase di rilascio, non offrono alcuna resistenza considerevole al ritorno ematico. Tuttavia la pressione esercitata su di esse da altri organi e tessuti indirettamente oppone grande resistenza al flusso sanguigno nei grandi vasi venosi. L'aumento pressorio dell'atrio destro tende a far accumulare sangue nelle vene e a distenderle. Nelle vene la pressione non sale fin tanto non si realizza l'apertura di tutti i tratti che non sono aperti, e di quelli collassati.

All'interno delle vene è possibile apprezzare la presenza di alcune valvole che consentono di stabilizzare la pressione venosa. In assenza di valvole infatti, per effetto della pressione idrostatica, a livello dei piedi si avrebbe, in posizione eretta, una pressione di 90mmHg. Il sistema valvolare invece, consente di spingere il sangue ad ogni contrazione e movimento muscolare, verso il cuore abbassando la pressione intravasale a circa 25mmHg in un individuo che deambula. Fermandosi ed assumendo la posizione eretta la pressione sale notevolmente in circa 30 secondi, facendo perdere dal 10 al 15% del volume ematico negli spazi tissutali.