Anatomia del muscolo
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

Anatomia del muscolo

Il tessuto muscolare: composizione. Le fibre muscolari. Analisi della fibra al microscopio: le bande. Definizione e ruolo dei filamenti spessi e dei filamenti sottili. Differenziazione del muscolo per azione

Autore:
Ultimo aggiornamento:

Anatomia del muscolo

Il muscolo è componente fondamentale per il movimento del corpo umano.

Il tessuto mescolare è di tre tipi:

  • tessuto muscolare striato scheletrico
  • tessuto muscolare striato cardiaco
  • tessuto muscolare liscio

Il tessuto muscolare liscio è responsabile della motilità della parete dei visceri e dei vasi, la cui contrazione non avviene in modo volontario.

Il tessuto muscolare cardiaco costituisce la struttura contrattile miocardica, la cui attivazione è involontaria.

Invece il tessuto muscolare striato scheletrico forma i muscoli inseriti sullo scheletro ed è responsabile del movimento volontario.

Tessuto muscolare

Ogni muscolo è costituito da elementi di forma irregolare e cilindrica denominati fibre muscolari. La fibra origina dallo sviluppo embrionale e fetale da cellule chiamate mioblasti, le quali creano una massa citoplasmatica che prende il nome di sincizio.

Ogni fibra muscolare ha un numero di nuclei, localizzati nella zona periferica, che dipendono dalla sua dimensione.

Ciascun muscolo è avvolto da una lamina detta epimisio che termina formando il tendine, parte del muscolo che si inserisce sullo scheletro per consentire il movimento. Dall'epimisio partono fasci di tessuto connettivo che avvolgono i singoli fasci di fibre formando il perimisio. Da questo si distaccano setti connettivali che inglobano la singola fibra creando l'endomisio.

Il carattere distintivo del muscolo striato scheletrico e cardiaco è: la striatura trasversale, dovuta all'alternanza di bande evidenziabili al microscopio; e la striatura longitudinale, dovuta alla presenza di miofibrille.

La membrana plasmatica che avvolge la fibra è detta sarcolemma e gli spazi tra le miofibrille sono riempiti dal citoplasma, denominato sarcoplasma, sito di accumulo di ioni calcio.

Ipertrofia

Analizzando al microscopio la fibra del tessuto che essa è formata da una serie di bande. La banda A presenta una zona centrale chiara chiamata banda H e una zona più scura banda M. La banda I invece è divisa da una linea trasversale chiamata banda Z. Ciascun segmento, che va da una banda Z all'altra, è detto sarcomero: unità contrattile della fibra muscolare. Ciascuna unità è formata da due tipi di miofilamenti uniti da ponti trasversali: filamenti spessi (o miosina) e filamenti sottili (o actina).

I primi hanno un'estremità ad andamento rettilineo e un'estremità di forma globulare, che assumendo la forma a "mazza da golf" si legano all'actina.

I secondi (filamenti sottili) oltre all'actina presentano altre due proteine, la tropomiosina e la troponina. Quest'ultima è formata da tre sub unità proteiche, legate rispettivamente alla troponina, alla miosina e agli ioni calcio.

All'actina e alla miosina sono legate inoltre altre proteine che ne regolano il mantenimento della forma e della distribuzione. La mancanza di una di queste, come la distrofina, porta alla fragilità del sarcomero con conseguente rottura e degenerazione cellulare.

morfologia
Molecola

I muscoli scheletrici sono di varia forma e dimensione. Essi sono costituiti da una parte carnosa, detta ventre, e una parte terminale detta tendine. La parte che unisce queste due componenti prende il nome di giunzione miotendinea.

Il ventre è di colore rosso a causa della presenza di mioglobina, una proteina contenente ferro, responsabile di immagazzinare ossigeno e cederlo durante la contrazione. Il tendine è di colore bianco e si inserisce sullo scheletro, in un punto detto punto di inserzione, per permettere il movimento. Esistono per ciascun muscolo due punti di inserzione: uno fisso e uno mobile, cosi chiamati perché è quello mobile che nella contrazione si avvicina a quello fisso.

Il muscolo può essere definito: bicipite, tricipite o quadricipite a seconda dei ventri carnosi, aventi ciascuno un proprio tendine.

Secondo la direzione delle fibre, i muscoli si dividono in due tipi: quelli a fasci paralleli e quelli a fasci obliqui. I nastriformi, i fusiformi, gli appiattiti, sono quei muscoli a fasci paralleli che nella contrazione determinano un accorciamento associato ad un modesto sforzo di trazione, ma a velocità elevata. Quelli a fasci obliqui (triangolari, pennuti…) invece sono limitati nei movimenti maesprimono più forza.

Tipologie di muscoli

L'ultima differenza che caratterizza i muscoli è la loro azione. Se l'azione di due muscoli è di cooperazione, essi sono detti sinergici; se al contrario la loro azione è di contrasto, sono detti antagonista e antagonista, relativamente a chi esegue il movimento principale e chi quello opposto.

Agonist