Ipertrofia e apparato cardiorespiratorio
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Ipertrofia e apparato cardiorespiratorio

L'allenamento finalizzato all'ipertrofia è un alleato nella prevenzione delle patologie cardiache. L'allenamento permette la riduzione della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, sia per l'aumento della massa muscolare che per la diminuzione di quella grassa

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Ipertrofia e apparato cardiorespiratorio

Una delle componenti della condizione e forma fisica è la funzionalità cardiorespiratoria.

Uno stile di vita attivo aumenta la qualità della vita stessa. Un aumento dell'attività fisica globale è associato alla diminuzione del rischio di malattie cardiache.

Un'attività intensa, come quella per l'ipertrofia, accresce l'efficienza cardiorespiratoria.

L'apparato cardiocircolatorio è importante per stimolare la capacità del cuore di pompare sangue alla muscolatura e agli organi. Il rischio globale di un problema cardiovascolare è maggiore per coloro che mantengono abitudini sedentarie. Dati statistici dimostrano la correlazione diretta esistente tra scarso livello di funzionalità cardiorespiratoria e rischio elevato di incorrere in malattie cardiache o morte.

I problemi cardiovascolari rappresentano la causa maggiore di mortalità nei paesi occidentali e molti tra coloro che sopravvivono subiscono gravi limitazioni.

Le patologie di origine cardiaca sono numerose:

  • Aterosclerosi
  • Coronopatia cardiaca
  • Embolia
  • Attacco di cuore
  • Ipertensione
  • Infarto del miocardio
  • Ictus
  • Trombosi

La coronopatia cardiaca è la principale causa delle morti premature; il colesterolo (LDL) è una delle più pericolose sostanze che ostruiscono le arterie. Se le arterie si induriscono e si ispessiscono, potrebbero non essere più in grado di fornire ossigeno al muscolo cardiaco. La parte di arteria che si è ristretta potrebbe anche dividersi del tutto e generare infarto del miocardio.

L'ipertensione è il disturbo più frequente e può provocare insufficienza coronaria e ictus. Quest'ultimo non è altro che l'ostruzione dei vasi sanguinei del cervello, ed è provato che un'attività fisica regolare ne riduce il rischio.

Per valutare l'efficienza dell'apparato cardiorespiratorio si misurano: la frequenza cardiaca (FC); la pressione arteriosa(PA); e la massima potenza aerobica(VO2MAX).

La frequenza cardiaca indica il numero di battiti del cuore al minuto. Il ritmo sinusale è il normale ritmo del cuore con valori dai 60 ai 100 battiti al minuto. Se i battiti sono meno di 60 si dice bradicardia, se sono più di 100 si rileva tachicardia.

La pressione arteriosa è la pressione esercitata dal sangue sulle pareti dei vasi. Si differenzia in pressione sistolica, la pressione esercitata durante la contrazione; e diastolica, quella esercitata sui vasi durante la fase di riposo del ciclo cardiaco.

Il lavoro cardiaco è proporzionale al prodotto della frequenza cardiaca e pressione sistolica.

L'allenamento permette di abbassarle entrambe, dando cosi alle arterie coronarie la possibilità di soddisfare più facilmente le richieste di ossigeno del cuore.

Per l'apparato cardiocircolatorio si considerano anche altri due importanti parametri: il VO2 o consumo di ossigeno; e il VO2MAX o massimo consumo di ossigeno. Il primo si misura sottraendo il volume di ossigeno espirato al volume di ossigeno inspirato. Il numero dei litri di aria espirati o inspirati al minuto è detta ventilazione polmonare.

La massima potenza aerobica indica invece la massima quantità di ossigeno che può essere utilizzata nell'unità di tempo da una persona, durante un allenamento intenso, ed è direttamente collegata alla capacità massima del cuore di far affluire sangue ai muscoli.

Un allenamento ad intensità elevata coinvolge tutto l'apparato cardiorespiratorio. Aumentando la massa muscolare, come già detto, si riduce la massa grassa che potrebbe creare danni a questo sistema. Aumentando il volume muscolare, l'organismo ha bisogno di più ossigeno che li alimenti e più capacità del cuore ad inviarlo.

Un allenamento intenso provoca cosi, all'inizio un aumento dei parametri respiratori (quali fc, pa, vo2 e vo2max), poi in seguito genera un adattamento che migliora la funzionalità del sistema cardiorespiratorio globale.