Attività fisica e subacqua per soggetti asmatici
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Attività fisica e subacqua per soggetti asmatici

Approccio all'attività fisica, al nuoto, e all'attività subacquea da parte di soggetti asmatici. Rischi e precauzioni.

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Lo sforzo fisico può causare crisi asmatiche specialmente nei bambini (che eseguono facilmente sforzi fisici più intensi e duraturi degli adulti). Gli sport che provocano l'asma più facilmente sono quelli che determinano un aumento rapido ed intenso della respirazione. Anche se il nuoto è uno degli sport meno asmigeni è talvolta sconsigliato negli asmatici perché un eccesso di cloro contenuto nell'acqua delle piscine può scatenare una vera crisi d'asma. Il luogo in cui avviene lo sforzo può inoltre condizionare la comparsa dei sintomi. In particolare la corsa in un parto per un allergico alle graminacee può determinare la somma di due stimoli: aspecifico e allergico.

Per verificare la tolleranza allo sforzo e scatenare l'attacco si sottopone il paziente ad una corsa libera per 8 minuti circa, se il soggetto soffre d'asma da sforzo 5 minuti dopo la fine della prova avrà il culmine della broncocostrizione, per effetto della perdita delle sostanze broncodilatatorie secrete durante lo sforzo. L'asma può perdere durata e intensità nel corso del tempo.

In linea di massima si può ragionevolmente affermare che le attività sportive che comportano più facilmente iperventilazione e che sono caratterizzate da intensità elevata e da una durata di 7-8 muniti, possono più facilmente scatenare l'asma. A parità di tipo di esercizio e di durata e intensità dello stesso, un ambiente caldo e umido appare più protettivo. L'importanza di questi fattori ambientali è dimostrata dal fatto che attività diverse tra di loro, quali ad esempio corsa e ciclismo, in uguali condizioni di temperatura ed umidità, inducono lo stesso grado di broncoostruzione.

Asma ed attività subacquea

La costrizione bronchiale dell'asma ha due effetti:
- il primo è che diminuisce la quantità d'aria che viene movimentata dentro e fuori i polmoni. Questo riduce la capacità di esercizio fisico, specialmente in un subacqueo, che già presenta una riduzione della capacità respiratoria causata dalle resistenze dei sistemi di respirazione subacquea e dall'aumento della densità del gas respirato in profondità.

Secondariamente, la riduzione del calibro delle vie aeree può provocare l'intrappolamento d'aria nei polmoni durante la risalita. Se il gas intrappolato si espande ad un ritmo maggiore di quanto non ne venga eliminato con l'espirazione attraverso le vie aeree ristrette, si può avere la rottura del tessuto polmonare, con embolia gassosa arteriosa o pneumotorace. Un altro problema relativo all'asma e all'immersione è l'aumentata tendenza delle vie aeree degli asmatici alla broncocostrizione quando vengono esposte a condizioni ambientali che sono tipiche dell'immersione: respirazione di aria fredda e secca, inalazione accidentale di acqua salata.