Contrazione muscolare e rieducazione
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Contrazione muscolare e rieducazione

La contrazione muscolare nel processo di rieducazione. La contrazione muscolare volontaria, la contrazione muscolare indotta.

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La contrazione muscolare volontaria è regolata dal SNC da cui parte lo stimolo che poi raggiunge gli organi effettori per mezzo del Sistema Nervoso Periferico. Per calibrare l'entità del movimento e quindi la forza espressa, varieremo il numero di unità motorie reclutate o la frequenza di attivazione delle stesse unità.

Contrazione volontaria indotta

La contrazione muscolare indotta da uno stimolo elettrico esterno origina per mezzo di un campo magnetico generato dall'apposizione, sulla cute, di elettrodi a differente polarità, elettricamente attivati per un dato tempo (t) e per una determinata intensità (I) di corrente. In questo tipo di contrazione, ovviamente, manca il controllo da parte del SNC. Inoltre la contrazione è sempre in isometria (al contrario di quella dinamica ottenuta volontariamente). Da ciò si può dedurre che, se per un'applicazione riabilitativa al fine del recupero funzionale, l'uso di un elettrostimolatore è da considerarsi ottimale, nel caso del transfer della forza acquisita, ad un lavoro di tipo dinamico, è chiaro che ci saranno evidenti problemi, proprio per la differente natura del lavoro.

L'aumento della forza si ottiene per modificazioni strutturali, quale l'ipertrofia indotta dallo stimolo allenante, e per ottimizzazione dello stimolo nervoso che riuscirà a meglio coordinare (ed a massimizzare) il numero delle fibre reclutate nel movimento.

L'aumento di forza a seguito di un trattamento elettrostimolante, lascerebbe pensare che sia dovuto ad un miglioramento dell'efficienza nervosa. Ottimi risultati possono essere ottenuti dal lavoro dinamico associato al trattamento con elettrostimolatore.

Secondo gli studi di Cometti sul potenziamento muscolare con l'ausilio di elettrostimolatori, risultati importanti si hanno dopo circa tre settimane di lavoro, la reattività migliora solo dopo un periodo di adattamento della forza acquisita, è indispensabile esercitare l'elasticità muscolare per evitare che possa regredire.Rieducazione muscolare

Atrofia

La rieducazione di un'atrofia riguarda in genere le fibre lente, maggiormente interessate da questo fenomeno. In questo caso seguiremo la seguente procedura: applicazione di corrente monopolare posizionando l'elettrodo piccolo sul punto motore, con una frequenza corrispondente alla tetanizazione delle fibre trattate (35 Hz) ad intensità elevata.

Recupero attivo

Il recupero attivo, con conseguente rimozione dei cataboliti, si ottiene tramite corrente monopolare, posizionamento dell'elettrodo grande ad una estremità del muscolo e l'elettrodo piccolo sul punto motore, bassa frequenza (5 Hz) .

Terapia fisica antalgica e antiflogistica Ionoforesi

Facilita la veicolazione farmacologia con l'ausilio di correnti continue o galvaniche a seconda della polarità del principio attivo. È utilizzata per fans, miorilassanti, anestetici locali e sali minerali.

Elettroanalgesia

Agisce sulle cellule nervose periferiche (sensibilità tattile, dolore, nocicezione). In questo caso la corrente elettrica è sfruttata per una stimolazione endorfinica.