Il Taping neuromuscolare non è solo un nastro colorato
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Il Taping neuromuscolare non è solo un nastro colorato

Taping neuromuscolare: cos'è, come si applica e perché. Quali sono gli effetti del taping neuromuscolare? Campi di applicazione: edemi linfatici, condizioni post-traumatiche, muscoli contratti

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Il Taping neuromuscolare non è solo un nastro colorato

Dapprima una novità, poi una moda resa famosa da Mario Balotelli negli Europei 2012, oggi è un'applicazione in cui si ripongono non poche aspettative. Mi riferisco al Taping neuromuscolare. Il padre di questa tecnica è il Dr. Kase, il quale esordisce per la prima volta durante le Olimpiadi di Seul nel 1988, con la squadra di pallavolo giapponese.

Entriamo di più nel dettaglio: applicare il taping neuromuscolare consiste, apparentemente, nell'utilizzare un taglio di nastro adesivo sulla cute; in realtà questo nastro è uno strato di cotone spesso pochi millimetri che presenta una superficie adesiva acrilica con un disegno ad onde, particolare tattico al suo fine.

Il Tape utilizzato, affinchè svolga a pieno la sua funzione, deve riportare alcune caratteristiche: è elastico in lunghezza, precisamente del 40% (stima compatibile col grado di elasticità della pelle); a seconda della qualità disponibile sul mercato, è anche resistente all'acqua. Inoltre è ipoallergenico e traspirante.

I micro rilievi ad onda posti sulla superficie adesiva sono essenziali per la funzionalità dell'applicazione: unitamente al movimento del corpo e delle strutture interessate, il Tape provoca dei micromovimenti che vanno ad agire sui recettori cutanei sia in superficie che negli strati sottostanti, scatenando una risposta muscolare riflessa. Infatti, è partendo da questo meccanismo che il nastro permette di sollevare la cute e dilatare gli spazi interstiziali. Ciò è possibile perché nel momento in cui viene applicato (da tecnico esperto che va a ricercare il movimento articolare), il tape forma delle pieghe (convulazioni) che rappresentano la sua principale caratteristica.

Le conseguenze sono molteplici, eccone alcune:

  • Migliora la circolazione sanguigna
  • Diminuisce la pressione negli strati sottostanti la cute
  • Aumenta l'assorbimento dei liquidi

Nel momento in cui si applica e a seconda del caso clinico, il tape presenta vari gradi di tensione, in relazione all'effetto ricercato (inibitorio/ eccitatorio).

Dopo tale premessa, possiamo comprendere come, parlando di Taping neuromuscolare, ci riferiamo ad una tecnica non invasiva, in quanto non reca alcun disagio alla persona sulla quale viene applicata. Il fondamento di tale applicazione, infatti, sfrutta la "componente meccanica e sensoriale" che il corpo stesso già possiede; il Tape mette l'organismo nella condizione di auto guarirsi, decongestionando la zona trattata.

I campi d'applicazione sono vari: è un'alternativa al trattamento farmacologico, in quanto non contiene alcun principio attivo e ciò consente il trattamento a chiunque (bambini, anziani, donne in stato interessante…).

Possono essere trattati edemi linfatici, condizioni post-traumatiche, muscoli contratti e rappresentano una tecnica di affiancamento ai tradizionali programmi fisioterapici che mirano a ridurre i tempi di recupero o a migliorare le performance sportive.

Grazie alla funzione di compressione e di decompressione, il Tape svolge disparate funzioni sull'organismo; in particolare, diminuendo la pressione sottocutanea, diminuisce lo stato d'infiammazione, stimolando la guarigione della zona interessata; riduce il risentimento muscolare, sensibilizzando il tono e la fascia connettivale. È stato provato, inoltre, che il Tape è utile come strumento per ottimizzare i disallineamenti causati da eventuali traumi. E ancora, confermato non solo da sportivi, il Tape neuromuscolare aiuta a potenziare i canali deputati al drenaggio linfatico, a ridurre l'eccessivo calore nel tessuto e ovviamente a ridurre il dolore.

Concludo affermando che il taping deve essere utilizzato da mani esperte, che sappiano riconoscere l'utilità dell'applicazione e la tecnica, in quanto, sebbene si tratti di un "nastro di cotone", è fondamentale saperlo utilizzare per non arrecare ulteriore danno, distinguendo i gradi di tensione, la zona da trattare, i vari tagli da applicare e talvolta cedere a strumenti più potenti ai fini della guarigione.