Patologie cardiache nello sport
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Patologie cardiache nello sport

Le patologie cardiache negli sportivi. La morte improvvisa da sport, prevenzione, cause, diagnosi, intervento.

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L'esame della pericolosità dello sport praticato, per l'individuo che sceglie di intraprenderlo, è essenziale, per evitare fenomeni di morte improvvisa da sport (fenomeno comunque non frequente). Le cause di questa grave manifestazione sono estremamente variabili e dipendono dalla popolazione in esame. Prevalgono le malattie congenite in età giovanile e quelle degenerative in età più avanzata.

La degenerazione papilacea della parete del ventricolo dx che si assottiglia e si dilata sottoponendo il soggetto a rischio di angina. Esistono due forme di questa patologia, una geneticamente determinata, l'altra come conseguenza di interventi chirurgici eseguiti in età giovanile. Tra gli atleti è responsabile del 22% dei decessi.

Le aritmie vengono divise in atriali o ventricolari, oppure vengono distinte in bradiaritmie, la cui evidenza è un rallentamento esagerato del battito cardiaco, e in tachicardie, che provocano invece un'accelerazione anche esasperata del battito. Le forme atriali sono genericamente identificate come benigne, benché alcune siano estremamente invalidanti, per esempio le tachicardie parossistiche. Difficilmente comunque queste patologie possono portare a morte improvvisa, a meno che non sussistano delle particolari anomalie nelle vie di conduzione, come la cosiddetta sindrome WPW, che provoca una desincronizzazione elettrica del ventricolo.
Le forme ventricolari sono solitamente all'origine di una malattia cardiaca. Nei giovani possono nascondere una cardiopatia aritmogena del ventricolo destro, una cardiomiopatia ipertrofica, un'origine anomala delle coronarie, oppure una miocardite, il prolasso della mitrale, o ancora una cardiomiopatia ischemica giovanile. Esistono inoltre morti cardiache aritmiche, senza cioè che vi sia una causa organica, ma genetica: per esempio la sindrome del QT lungo, oppure la sindrome di Brugada. In ogni caso, per mettere in allarme un cardiologo basta anche solo un elettrocardiogramma di base. Come dicevo prima, la ricerca medica si sta impegnando per poter allargare la possibilità alla pratica sportiva a quante più persone possibili con aritmia. Naturalmente la difficoltà sta nello stabilire quanto lo sport può essere pericoloso o meno per un cuore con aritmia.

Per alcune di queste patologie la moderna aritmologia si può giovare anche di un intervento di ablazione transcatetere: le aritmie vengono riconosciute ed eliminate definitivamente con un intervento a torace chiuso. Attraverso speciali cateteri, che arrivano al cuore per via venosa, le aritmie vengono "bruciate" da una sorta di raggio in radiofrequenza che provoca una piccola cicatrice nel cuore nel punto esatto in cui ha origine il circuito dell'aritmia. A volte l'aritmia è un fenomeno transitorio dovuto a squilibri elettrolitici: in questi casi basta riequilibrare gli ioni e l'aritmia scompare.