Patologie osteoarticolari
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Patologie osteoarticolari

Analisi delle principali patologie osteoraticolari: fratture, lussazioni, lesioni tendinee, borsiti, tendiniti.

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Fratture ossee La frattura ossea può essere provocata da traumi o stress ripetuti. La frattura può essere chiusa o esposta, in questo secondo caso è ad elevato rischio d'infezione e può altresì essere completa o incompleta, in rapporto alla sua estensione. La "saldatura" ossea avviene mediante la formazione di un callo osseo che verrà successivamente ridimensionato. La frattura può comparire anche nell'ambito di una lussazione, tipici i casi dell'articolazione coxo femorale.

Lussazione La lussazione è la fuoriuscita di un osso dalla sua sede articolare, pertanto i capi ossei che la compongono sono dislocati fra loro. Nelle sublussazioni la perdita di contatto è solo parziale. La sintomatologia è altamente dolorosa, provocando anche impotenza funzionale e deformità della regione interessata. Qualunque tentativo di riduzione dev'essere preceduto da esame radiografico. In caso di ritardo nell'operazione di riduzione possono insorgere numerose complicanze a carico della muscolatura o dei tendini, sino alla necrosi per interruzione dei vasi nutritizi. La terapia prevede immobilizzazione dell'arto dopo la riduzione della lussazione. Le lussazioni più frequenti sono quelle di spalla, gomito, dita, anca e ginocchio.

Tendinite e lesioni tendinee

In un muscolo, oltre alla sua parte carnosa (ventre muscolare) possiamo quasi sempre individuare una parte tendinea, generalmente posta alle estremità, che consente l'inserzione del muscolo sui segmenti ossei.
I tendini sono costituiti da tessuto di natura fibrosa, con fasci a decorso parallelo. In mezzo alle fibre collagene possiamo reperire anche delle fibre elastiche in grado di attenuare le tensioni nella fase di avvio della contrazione.
L'intero tendine risulta avvolto dal peritenonio, una lamina che si continua con il periostio in sede di inserzione ossea e, sul versante opposto, con il perimisio che avvolge la parte carnosa del muscolo.
La struttura tendinea deve la sua grande capacita di trasmissione della forza alle fibre collagene, in grado di orientarsi in virtù della direzione in cui viene esercitata la trazione.
La tendinite rappresenta l'infiammazione del tessuto fibroso di un tendine. Nella sua forma acuta o cronica è spesso imputabile a sforzi fisici (anche di natura sportiva) particolarmente intensi.
Naturalmente anche eventi traumatici (o microtraumi ripetuti) come anche infezioni o malattie autoimmuni, possono determinare lo stato infiammatorio.
Se l'infiammazione interessa sia il tendine che la sua guaina di rivestimento (il peritenonio) si è in presenza si una tenosinovite.
La sintomatologia è quella tipica delle infiammazioni, e certamente gesti ripetuti numerose volte (come nelle discipline sportive cicliche) rappresentano importanti fattori di rischio.

Tendiniti e lesioni tendinee possono essere dovute anche a fenomeni non traumatici causate da scompensi metabolici, insufficienza renale, diabete, gotta, o da patologie infiammatorie croniche come l'artrite reumatoide. Le lesioni di natura traumatica (parziali o totlai) richiedono quasi sempre l'intervento chirurgico.

Borsite La borsite è una infiammazione dolorosa di una borsa sierosa un piccolo sacco che si trova tra muscoli e tendini, sopra un'articolazione. La sua funzione consiste nel permettere lo scorrimento tra i muscoli e i tendini, mantenendo "oliato" il meccanismo e migliorando così il movimento articolare. si produce accumulo di una quantità anormale di liquido e la sacca borsale si gonfia.
La borsite del ginocchio, detta anche "ginocchio della lavandaia", è la conseguenza dello sforzo e della pressione a cui sono sottoposte le relative articolazioni dalla prolungata posizione in ginocchio su una superficie dura.
Gli individui che, sempre per necessità di lavoro, tengono a lungo i gomiti appoggiati sulla scrivania possono contrarre la borsite del gomito.
La borsite dell'alluce, che, in alcuni casi, si manifesta improvvisamente e senza motivo apparente, è dovuta a irritazione cronica del dito in questione; per esempio in seguito alla pressione esercitata da una scarpa troppo stretta.
Il dolore della borsite si può alleviare con applicazioni di compresse umide, calde o fredde, e con somministrazione di aspirina; bisogna, poi, evitare qualsiasi tipo di pressione sulla parte malata.
Se il dolore o il gonfiore sono notevoli, è meglio consultare il medico, il quale può drenare, cioè far uscire, dalla sacca borsale il liquido in eccesso. L'esame radiologico, infine, può rivelare la presenza nell'articolazione di depositi di calcio, che, in tal caso, devono essere asportati.