Sindrome tunnel carpale da attività lavorativa
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Sindrome tunnel carpale da attività lavorativa

Sindrome del tunnel carpale da attività lavorativa. Motivazioni e risultati di un sistema di sorveglianza

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Dalle schede di dimissione ospedaliera 2001-2005 di Brescia sono stati selezionati 1.558 casi di età compresa tra i 18 e 64 anni, con esclusione delle asalinghe (20% circa del totale).
637 (68% femmine e 31,4% maschi) sono stati arruolati nello studio.
Si é stimata la probabilità di un origine professionale della sindrome del tunnel carpale attribuendo i 637 casi alle categorie di esposizione probabile, possibile, improbabile con risultati rispettivamente pari a 44,4%, 36,6% e 19%; nella prima categoria, la frequenza delle donne é del 78,8%.
Tra i 283 casi di sindrome del tunnel carpale giudicati ad esposizione professionale probabile solo 11 erano stati notificati come malattia professionale.

Malattie per le quali è d'obbligo la denuncia
È stato aggiornato l'elenco delle malattie per le quali, in presenza del fattore di rischio lavorativo, è d'obbligo, per il medico, l'inoltro della denuncia ai sensi dell'art 139 del D.P.R. 1124/65.
Si tratta del D.M. 11 dicembre 2009, pubblicato in G.U. 74 dell'1 aprile 2010.
Rispetto al precedente elenco sono state aggiunte alcune patologie soprattutto legate all'esposizione con sostanze chimiche e vengono modificati alcuni numeri di codifica.

Profili di rischio: asfaltatori
L'ISPESL pubblica una ricerca condotta al fine di realizzare ed implementare strumenti operativi di supporto al processo di valutazione e gestione dei rischi nelle piccole e medie imprese.
Lo studio riguarda il comporta degli asfaltatori su un campione di 206 aziende, comprendenti la produzione di conglomerato bituminoso, l'asfaltatura di strade e l'asfaltatura di marciapiedi.
Interessanti i risultati sull'esposizione a cancerogeni (idrocarburi policiclici aromatici). Come in altri lavori precedenti, non si è riscontrata una reale esposizione a tali sostanze rispetto alla popolazione generale se non in isolati singoli casi nell'attività di produzione di conglomerato bituminoso, nell'asfaltatura strade e marciapiedi (monitoraggio ambientale).

La sorveglianza sanitaria in relazione al rapporto di lavoro Sintetizzo a chi spetta l'obbligo della sorveglianza sanitaria in relazione al tipo di rapporto di lavoro.
Lavoratore subordinato: datore di lavoro.
Lavoratori a progetto e co.co.co: datore di lavoro.
Lavoratori distaccati: datore di lavoro che utilizza i lavoratori.
Cooperative: datore di lavoro.
Telelavoro: datore di lavoro.
Lavoratori autonomi (art. 2222 c.c.): possono beneficiare della sorveglianza sanitaria (a loro discrezione)
Lavoratori somministrati: datore di lavoro che utilizza i lavoratori.
Componenti di imprese famigliari, soci di società semplici operanti nel settore agricolo, artigiani, piccoli commercianti: possono beneficiare della sorveglianza sanitaria ( a loro discrezione e con oneri a loro carico).
Studenti, stagisti, tirocinanti, ecc.: datore di lavoro.
Socio lavoratore di società: datore di lavoro.
Lavoratori socialmente utili: datore di lavoro.
Associato in partecipazione: datore di lavoro.
Volontari dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile: datore di lavoro.
Addetti ai servizi domestici e famigliari: esclusi dalla sorveglianza sanitaria.

Segnalo anche una situazione anomala che crea problemi interpretativi: il malcostume di fittizi rapporti di lavoro autonomo (art. 2222 c.c.). Vengono spesso instaurati consulenze fittizie che invece di fatto, sono un rapporto di lavoro continuativo, svolto a tempo pieno, all'interno dell'azienda e con l'utilizzo di strumentazioni aziendali. Se essi svolgessero effettivamente un'attività libero professionale non dovrebbero essere sottoposti a sorveglianza sanitaria. Rimane tuttavia il dubbio legata all'anomala applicazione del contratto di lavoro

L'elenco sicuramente non è esaustivo. Ricordo in ogni caso che la sorveglianza sanitaria e quindi la nomina del medico competente devono essere attivati solamente qualora siano stati presenti dei rischi per la salute previsti dal nostro ordinamento:
Pertanto se le figure sopra elencate non sono esposte ad un rischio non solo non si deve ma non é ammesso attivare la sorveglianza sanitaria nel rispetto di quanto previsto dallo Statuto dei Lavoratori.