Supinazione del calcagno, e infiammazione del legamento collaterale
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Supinazione del calcagno, e infiammazione del legamento collaterale

Correlazione tra eccessiva supinazione del calcagno, e infiammazione del legamento collaterale esterno

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Supinazione del calcagno, e infiammazione del legamento collaterale

Con una definizione grezza e poco professionale, si può dire che il nostro sistema scheletrico è paragonabile ad un palazzo. Di conseguenza, i piedi ne sono le fondamenta.
Per cui un'alterazione dell'anatomia e/o dell'appoggio plantare si ripercuoterà su l'apparato scheletrico sovrastante.
Anatomicamente il calcagno fa parte del "piede calcaneare", che insieme al IV°, V° metatarso e al cuboide viene definito piede statico o di equilibrio. Infatti i tre punti plantari, il calcagno, il I° e il IV° metatarso formano il triangolo posteriore o statico responsabile della corretta postura.

Le alterazioni posturali comportano tensioni e carichi non fisiologici a danno di muscoli, tendini, legamenti, capsule articolari, articolazioni, nervi , periostio ecc.
Per cui una eccessiva supinazione del calcagno dovuto a fattori congeniti, posturali e/o traumatici altera la fisiologica biomeccanica del piede e di tutta la struttura sovrastante.
Dal punto di vista meccanico la progressione del corpo nello spazio è la combinazione di rotazioni articolari.
L'elica è il sistema con cui avvengono le rotazioni interne ed esterne dell'arto durante la deambulazione, dovuto al contrasto delle forze esterne (ambientali) ed interne (muscolari), che si contrastano e infine si fondono per l'affermazione della condizione di equilibrio.
La deambulazione è costituita da una fase portante (quella che ci interessa), ed una fase oscillante.

Fase portanteAppoggio calcaneare (ricezione); al contatto del calcagno con la superficie di appoggio (ricezione), l'elica si rilascia per consentire la lassità del piede atta ad ammortizzare il peso del corpo ed ad adattarsi alla superficie stessa. Al tal fine l'artro inferiore ruota internamente così come l'astragalo, mentre il calcagno va in pronazione. L'assunzione del peso dalla parte del piede, è graduale ed è massima nel momento in cui la linea gravitaria cade nel centro della superficie podalica.
Appoggio totale (contatto); quando c'è il totale appoggio del piede, nel contatto con la superficie, la rotazione interna dell'artro si trasforma in rotazione esterna.
Ciò fa scattare il meccanismo che ha come sede l'articolazione sotto astragalica. Seguendo la rotazione dell'artro, l'astragalo ruota sul piano traverso pronando e risalendo al di sopra del calcagno. A sua volta il calcagno ruota internamente, spinando attorno all'asse di compromesso (asse momentaneo attorno al quale avviene processo di prono – supinazione) e il retropiede si verticalizza tramite l'avvitamento reciproco astragalo – calcaneare.
Ad un'eccessiva supinazione del calcagno (durante la deambulazione o la corsa) si accompagna una eccessiva intrarotazione di tutto l'arto, con perdita di assialità nel movimento di estensione del ginocchio con sovraccarico del PAPE.

Il punto d'angolo posteriore esterno (PAPE) è costituito dal LCE, dal tendine del muscolo popliteo, dal tendine del muscolo bicipite femorale e dal corno posteriore del menisco esterno. Sul PAPE agiscono delle forze che permettono lo slittamento all'indietro provocando la flessione del ginocchio. Il sovraccarico provoca infiammazioni e lesioni.
Esercizi consigliati: dondolo circolare di Bobath, esercizi che potenziano i flessori delle dita e in inversione del piede, propriocettivi, e esercizi di postura.