Carenza di coenzima Q10 e terapia ipolipidemizzante
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Carenza di coenzima Q10 e terapia ipolipidemizzante

Il CoQ10 in fisiologia e patologia. Ruolo e fabbisogno di coenzima Q10, patologie che ne determinano una carenza. La terapia ipolipidemizzante.

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Il CoQ10 (Ubidecarenone), scoperto nel 1957 nell'Università del Wisconsin da Crane e coll., è un essenziale componente della catena respiratoria mitocondriale, dove funziona da tramite obbligato tra le deidrogenasi flaviniche e i citocromi nella produzione di nucleotidi ad elevata energia (ATP).

Inoltre, come abbiamo dimostrato dal punto di vista "clinico" in numerose ricerche, il CoQ10, potente antiossidante (scavenger dei radicali liberi), regola la fluidità delle membrane ed interviene favorevolmente nelle catene respiratorie non-mitocondriali .
Per quanto attiene all'impiego terapeutico, a prescindere da quello in ambito di patologia di pertinenza cardiologica, i benefici ottenibili con il trattamento a base di CoQ10 sono stati dimostrati in altre condizioni patologiche e non (impiego negli atleti), come ad esempio in pazienti affetti da miopatie mitocondriali, da AIDS ed in altri.
Largamente diffuso in natura, il CoQ10 è presente in molti tessuti animali e vegetali che vengono assunti attraverso i consueti regimi dietetici. Nei mammiferi i livelli tessutali di CoQ10 dipendono sia dall'apporto esogeno sia dalla biosintesi endogena, dove un ruolo importante è svolto dalla HMG-CoA-reduttasi, un enzima importante delle prime tappe di produzione del colesterolo nel fegato. Le possibili cause di deficit mitocondriale di CoQ10 sono state ampiamente studiate da numerosi autori, che hanno osservato nel contempo come la velocità dell'attività globale della catena respiratoria mitocondriale è limitata dalla quantità di CoQ10 disponibile.
A queste varie cause noi abbiamo aggiunto la terapia con statine, sopra riferita, limitatamente a pazienti in terapia ipolipidemizzante attuata con statine.
Appare assai interessante riferire che tutti i soggetti ultra-novantenni, di entrambi i sessi, da noi osservati, mostrano o mostravano livelli "tessutali" di ubidecarenone perfettamente normali, suggerendo una associazione tra longevità e livello tessutale di questo coenzima.
Da quanto brevemente riferito si comprende la vastità dei sistemi biologici coinvolti negli studi attuali al fine di contribuire alla comprensione della funzione del CoQ10, la cui carenza, fino all'avvento della Semeiotica Biofisica, era accertata e diagnosticata quantitativamente con metodiche sofisticate, come la biopsia muscolare e cardiaca, la determinazione dell'attività enzimatica mitocondriale nelle piastrine, il dosaggio plasmatico e piastrinico del CoQ10, certamente non utilizzabili di routine da parte del medico di base e che non sempre corrisponde ai valori tessutali.

D'altra parte, soltanto il tempestivo, facile e quantitativo riconoscimento "clinico" della carenza di CoQ10, fin dal momento iniziale e asintomatico, rappresenta la necessaria premessa per il rapido intervento terapeutico sostitutivo, indispensabile per il raggiungimento dei risultati ottimali ed il monitoraggio terapeutico, come ha dimostrato il grave effetto collaterale della terapia ipolipidemizzante mediante statine, oggi utilizzate su vastissima scala.