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Espressione e allenamento della velocità nei giovani e nei bambini -1-

Le caratteristiche della velocità nei giovani e nei bambini. Le linee guida per l’allenamento ideale, sfruttando le fasi sensibili ed i protocolli di allenamento migliori nelle varie tappe dell’età evolutiva.

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La velocità è normalmente classificata nel gruppo delle capacità condizionali. In realtà è una di quelle caratteristiche la cui ottimale determinazione trae influenza sia dalle capacità coordinative che da altre capacità condizionali. Un po’ come accade per la mobilità articolare. Tale precisazione non è un superficiale desiderio di puntualizzare, quanto la premessa che ci aiuta a comprendere come, la possibilità di allenare e migliorare la velocità, è meno estesa di quanto non accada con altre capacità condizionali pure, come la forza o la resistenza.

L’espressione della velocità è fondamentalmente determinata dal controllo di tipo nervoso e dalla distribuzione di fibre esplosive all’interno dei muscoli, quindi di un parametro geneticamente determinato. Anche la forza muscolare (a sua volta dipendente dal controllo nervoso e dalla struttura muscolare) influenza fortemente la velocità dell’individuo. Non a caso le differenze in termini di rapidità nei due sessi, sono essenzialmente imputabili proprio alla differenza di forza applicabile.
Il dato certo è l’evidente importanza della velocità in termini generali, e le ripercussioni specifiche nelle discipline sportive.
Ci riferiamo alla velocità parlando di quelle azioni, esercizi e attività, in cui è richiesto di spostare una massa (che può essere rappresentata anche dal proprio corpo) in tempi brevi. In ambito sportivo è possibile identificare varie espressioni della velocità (o della forza veloce, o forza esplosiva). Ad esempio nella corsa sui 100 metri, nel lancio del giavellotto, nel nuoto, ecc. E’ evidente dunque la possibilità di individuare differenti modi di essere veloce.

Alcuni autori preferiscono per tale ragione effettuare una distinzione tra:

- velocità, ossia capacità di spostare una massa in breve tempo (es.: getto del peso), ma anche di reagire prontamente ad uno stimolo (es.: repentino cambio di direzione alla vista dell’avversario). Zaciorskij la definisce come la capacità di compiere azioni motorie in uno spazio di tempo minimo rispetto alle condizioni esistenti(1) ;

- rapidità, vale a dire la capacità di eseguire efficacemente un’azione motoria nel più breve intervallo di tempo, ad esempio dribblare un avversario. E’ interessante, parlando di rapidità, osservare come alcuni autori evidenzino il ruolo dei processi cognitivi al fine di ottenere una prestazione ottimamente rapida(2), tanto più se parliamo della sua evidenza negli sport di situazione. Hahn la definisce come la capacità di un soggetto di eseguire azioni motorie con la massima intensità in un periodo di tempo minimo rispetto alle condizioni date(3);

- esplosività, cioè la capacità di vincere con facilità il peso e l’inerzia del proprio corpo, es.: salto in lungo.

Fatte tali dovute precisazioni, in questa sede utilizzeremo i termini di cui sopra come sinonimi, e ci occuperemo soprattutto dell’intervento nervoso e muscolare al fine dell’essere veloci, tralasciando il pur interessante coinvolgimento di natura cognitiva.

Tuttavia, anche riferendoci alla velocità in modo generico, occorre effettuare delle distinzioni tra:
a) velocità motoria ciclica, apprezzabile ad esempio in un nuotatore, tipica di chi deve eseguire un elevato numero di gesti, sempre uguali fra loro, contro resistenze generalmente non elevate, e a grande velocità;

b) velocità motoria aciclica, individuabile a titolo d’esempio nell’azione di un pugile, pertanto tipica di situazioni che richiedono variabilità nell’esecuzione dei gesti, ma una’azione particolarmente repentina, generalmente anche in questo caso contro resistenze non elevate;

c) velocità resistente (o resistenza alla velocità), vale a dire la capacità di essere veloci per lungo periodo senza compromissione dei gesti, della loro tecnica e della loro efficacia. Racchiude in se entrambe le definizioni usate per la velocità motoria ciclica e aciclica e, la sua espressione, è in massima parte caratterizzata dalle performance del sistema nervoso;

d) velocità di azione, o velocità massimale, evidente nel compimento di un gesto tecnicamente rispondente alle esigenze di chi lo esegue;

e) velocità di reazione, evidentemente in risposta ad uno stimolo che richiede un’azione conseguente, è in massima parte influenzata da fattori nervosi. Per definirla con le parole di Hahn (op. cit) è la capacità di trasformare quanto più velocemente possibile stimoli in movimenti;

f) velocità complessa (o multifattoriale), ossia tutte le situazioni in cui l'espressione della velocità è fortemente influenzata dai parametri di forza e/o resistenza.

Nella pratica sportiva, come nella vita di tutti i giorni, le diverse circostanze richiedono un differente impiego di una di queste forme di velocità. Così se evitare di subire un goal, o schivare un passante che attraversa incauto, esige grande velocità di reazione, per vincere in uno sprint, o prendere al volo un autobus, sarà importante una buona velocità resistente.

Tratto da: Il Giovane Campione, di De Pascalis Pierluigi, Aracne Ed., 2010.

(1) V.M. Zaciorskij, Le qualità fisiche dello sportivo, Atletica Studi, 1974
(2)M. Grosser, Schnelligkeitstraining, Grundlagen, Methoden, Leistungssteuerung. Programme. BLV Verlagsges, Monaco, 1991
(3) E. Hahn, L’allenamento infantile. Problemi, teoria dell’allenamento, pratica, Società Stampa Sportiva, Roma, 2005

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