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L’attività motoria per il benessere e l’efficienza fisica
Il ruolo benefico dell'attività fisica è enorme, soprattutto sotto il profilo della prevenzione di problematiche cardiocircolatorie, respiratorie ed osteomuscolari.
L’attività motoria per il benessere e l’efficienza fisica
Il concetto di fitness è strettamente legato alla condizione di benessere psicofisico di un individuo. L’attività motoria rappresenta uno dei primissimi step per la prevenzione di numerose patologie gravemente invalidanti e perfino con decorso fatale. Patologie tipiche delle condizioni di sedentarietà, ma anche comuni dell’età adulta ed anziana.
La regolare attività sportiva, anche di lieve entità, lì dove sussista il parametro della costanza, si rivela dunque uno strumento idoneo a migliorare le condizioni di benessere ed efficienza fisica, con ripercussioni che inevitabilmente coinvolgono anche la sfera del sociale. Una perdita di funzionalità infatti, spesso si associa ad atteggiamenti di chiusura, stati d’ansia e depressione, che provocano una ulteriore inattività del soggetto, che preferisce chiudersi in una condizione dalle limitate relazioni esterne. La medesima cosa può avvenire in soggetti che, pur in assenza di limitazioni funzionali tipiche dell’età adulta, si trovano a gestire condizioni di sovrappeso più o meno marcato derivanti dall’inattività. In questo caso la composizione corporea, non solo diviene un primario fattore di rischio organico, ma genera una condizione di malessere psicologico derivante dal timore degli sguardi e del giudizio altrui, dalla non accettazione del proprio corpo, da una mancata corrispondenza a quelli che sono, volenti o nolenti, i canoni estetici imposti nella nostra epoca.
L’attività motoria pertanto diviene la premessa fondamentale per il raggiungimento di una condizione di fitness, o di quello che più comunemente viene definito come una condizione di benessere fisico e psicologico. Inoltre la costante pratica di attività motorie, e il graduale incremento della loro intensità, diviene un efficace strumento nel limitare le cattive abitudini di vita che concorrono ad incrementare i rischi di inefficienza fisica e/o di rischio per la propria salute. E’ difficile trovare uno sportivo praticante che abusa di alcolici, fumo, e che non controlli anche minimamente la propria alimentazione. In altri termini dall’inserimento di una regolare attività sportiva, si assiste poi ad una serie di fenomeni “a cascata” che incrementano ulteriormente le condizioni di benessere per l’individuo.
Questi cambiamenti accelerano la constatazione che le proprie condizioni fisiche stanno migliorando e, il raggiungimento dei risultati, è l’input migliore affinché si prosegua con costanza verso le nuove abitudini.
I principali benefici imputabili alla regolare attività fisica sono soprattutto a carico del sistema cardiocircolatorio, respiratorio ed in relazione alla composizione corporea. Ma, l’elemento forse ancor più interessante, è che l’avvio all’acquisizione di tali benefici, non richiede strenue sedute allenanti. Per un sedentario già un minimo impegno, come può essere una camminata giornaliera di 30 minuti, associato a piccoli cambiamenti delle abitudini di vita, consente di beneficiare degli effetti positivi dell’attività. E’ ovvio che, man mano che dal sedentario ci si sposta verso soggetti con una vita più attiva, il carico di lavoro dovrebbe subire degli incrementi proporzionali, che possano portare a sedute trisettimanali di attività aerobica, associate ad un paio di giorni alla settimana in cui si preferisce il lavoro con i sovraccarichi. Incremento dell’impegno che riguarda non solo chi ha uno stile di vita attivo, ma anche l’ipotetico sedentario che, dopo una prima fase di attività molto blanda, dovrà provvedere ad un graduale incremento finalizzato ad un continuo processo di miglioramento della sua condizione.
L’altro dato di fatto non trascurabile risiede nel constatare che non è mai troppo tardi per avviare questi cambiamenti, l’organismo risponde positivamente alle sollecitazioni motorie anche in età adulta, a patto che si rispettino i fisiologici tempi di recupero e l’intensità del lavoro sia commisurata alla propria condizione fisica.
La gamma di patologie che è possibile efficacemente prevenire attraverso la regolare attività fisica è realmente strabiliante, e tra queste spiccano l’aterosclerosi e l’arteriosclerosi, alcune malattie polmonari, le coronaropatie, l’obesità, l’osteoporosi, il diabete, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia. Per non parlare della prevenzione di traumi secondari, non per gravità, ma in quanto conseguenza della perdita di efficienza fisica, come ad esempio i traumi da caduta.
Partendo da questo presupposto è inevitabile considerare che, essendo le problematiche cardiache la prima causa di morte nei paesi occidentali, ed essendo le cause dei problemi cardiaci strettamente connesse con gli stili di vita, la sedentarietà ed il conseguente basso livello di forma fisica, sono a pieno titolo ritenuti fattori di rischio primari.
Esiste un semplice test capace di valutare, per ciascun soggetto, il rischio di incorrere in un infarto. Il test è accessibile da questo link.
Il test tiene conto di 8 variabili. Di queste 8, la metà può essere facilmente migliorata attraverso l’esercizio fisico (peso corporeo, sedentarietà, colesterolemia e pressione sistolica), abbattendo di fatto il rischio di incorrere in un evento avverso quale è l’infarto.
Tratto da: A scuola di fitness, di De Pascalis Pierluigi, ed. Calzetti Mariucci.






