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Tecniche di rilassamento: il training autogeno
Training autogeno
Il Traning autogeno
Messo a punto dal Tedesco J.H. Schultz nel 1932 il Training Autogeno è un metodo di auto-addestramento che insegna a produrre volontariamente nel proprio organismo dei fenomeni di distensione somatici e psichici, in particolare:
- Diminuzione del tono muscolare
- Distensione viscerale
- Vasodilatazione
- Regolazione del sistema neurovegetativo
Sebbene la pratica di questo metodo porti effettivamente ai risultati promessi solitamente non lo consiglio per alcuni semplici motivi:
- Apprendere il metodo richiede una quantità notevole di tempo (almeno nove mesi), con altri metodi si possono ottenere gli stessi risultati più rapidamente
- Alcuni autori evidenziano possibili pericoli insiti nella pratica delle metodiche cosiddette autogene, riferendosi soprattutto a possibili stati di dissociazione o sonnambulici
Nota: Diversi atleti hanno riportato considerazioni favorevoli sul T.A. ma solo in casi in cui esso era l’unica tecnica (del genere) applicata. Essi erano quindi privi di qualunque parametro di confronto.
Il rilassameto di Jacobsen
Per quanto riguarda il Jacobsen e tutta la serie di metodi da esso derivati, sono d’accordo con Thérèse Berterhat (una delle più famose allieve della Mézière), la quale sostiene che tale metodo non tiene conto delle reali caratteristiche del funzionamento muscolare umano ed evidenzia inoltre macroscopiche lacune in fatto di anatomia. Personalmente posso sottolineare alcuni punti:
- Non conosco persone, nemmeno tra gli atleti professionisti, che riescano a contrarre e decontrarre volontariamente e completamente i muscoli con le modalità richieste da questo metodo
- Non sono tenuti minimamente in considerazione alcuni ovvi e basilari principi come, ad esempio, il concetto di catena muscolare
- Una cosa è il grado di tono percepito, un'altra è il grado di tono reale: è abbastanza facile ingannare il sistema propriocettivo e credere quindi che un muscolo sia rilassato quando invece non lo è
Nota: L’utilità del metodo, più che nel miglioramento del recupero, può manifestarsi grazie al fatto che può migliorare la sensibilità alla contrazione muscolare e la capacità di gestirla coscientemente.
Per il miglioramento generico delle nostre possibilità di recupero risultano, a mio avviso, molto più pratici alcuni semplici accorgimenti ed esercizi “indiretti” che, anche se nell’immediato non producono effetti eclatanti sui parametri fisiologici, favoriscono comunque il crearsi di tutta una serie di risultati che facilitano effettivamente il recupero.
Non dimentichiamo che il rilassamento è comunque un fenomeno naturale; è l’ovvio bilanciamento dell’attività fisica e mentale.
Il rilassamento, come molte altre “azioni” umane è anche un esperienza soggettiva; per cui metodi, che funzionano poco per alcuni possono rivelarsi invece ottimi per altri.
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