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Doping: metodologie vietate e sostanze farmacologicamente attive, 2

Analisi dei principali metodi dopanti e delle categorie farmacologiche vietate, attive nel migliorare la performance atletica. Descrizione dei meccanismi d'azione ed analisi degli effetti collaterali. - Parte 2-

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Diuretici

Potenziano l'escrezione urinaria dell'acqua e del sodio.
Gli effetti collaterali sono iperglicemia, riduzione del volume plasmatico circolante, ipopotassiemia con turbe cardiache che possono arrivare anche al blocco.

I diuretici possono essere assunti a scopo dopante per tre ragioni:
- ottenere una rapida riduzione del peso corporeo (per gli sport dove esistono limiti di peso);
- produrre una rapida riduzione della concentrazione dei farmaci dopanti nelle urine;
- accelerare i processi di eliminazione delle sostanze dopanti nell'organismo.

Autoemotrasfusione ed eritropoietina

Per autoemotrasfusione (AET) (anche indicata con i termini: doping
ematico, emodoping, eritrocitemia indotta) si intende il prelievo di sangue da un atleta e la successiva reinfusione nello stesso individuo di globuli rossi (più raramente di sangue intero) al fine di aumentare la capacità del sangue di trasportare ossigeno.

Per molto tempo è stata utilizzata la emotrasfusione omologa, cioè la trasfusione di sangue compatibile con quello del soggetto ricevente, ma proveniente da un altro individuo. Tale tecnica è stata abbandonata perché dipendeva necessariamente dalla presenza di un donatore ed esponeva maggiormente ai rischi infettivi e di incompatibilità legati alla trasfusione. Gli sport nei quali è stata prevalentemente usata o sperimentata l'autoemotrasfusione sono quelli di fondo, a prescindere dalla specialità (sci, maratona, ciclismo) essendo attività fisiche la cui pratica è resa possibile grazie a fonti energetiche di tipo ossidativo, che utilizzano, cioè, l'ossigeno del sangue.

La necessità di ridurre al minimo le complicanze legate alla trasfusione di sangue e il notevole sviluppo delle tecniche di biologia molecolare e di ingegneria genetica hanno reso disponibile l'eritropoietina, un fattore di crescita di origine renale che regola la produzione dei globuli rossi.

L'effetto collaterale più importante delle trasfusioni di sangue è il rischio di infezioni, che è stato ridotto dalla sostituzione della trasfusione omologa con l'autoemotrasfusione ed eventualmente dall'uso dell'eritropoietina.

Eritropoietina ricombinante. In seguito all'isolamento e alla purificazione dell'eritropietina da urine umane nel 1977, è stato possibile negli anni Ottanta identificare il gene da cui dipende la sintesi di questo ormone ed ottenerne il prodotto mediante tecniche di ingegneria (eritropoietina ricombinante o epoietina).

E' prudente non sottovalutare i pericoli potenziali di questo farmaco, legati essenzialmente all'aumento dell'ematocrito e della viscosità del sangue: ipertensione, insufficienza cardiaca, ictus cerebrale, infarto miocardico.

Secondo una indagine promossa nel 1988 dal CONI e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, il 7% degli atleti italiani ricorrerrebbe a pratiche di autoemotrasfusione. Queste percentuali si raddoppiavano se il doping veniva considerato come fatto occasionale.

Grande scalpore suscitò nel 1985 la rivelazione del Comitato Olimpico Statunitense secondo cui 7 dei 24 membri della squadra olimpica ciclistica USA, tra cui 4 premiati, avevano ricevuto trasfusioni di sangue per migliorare le loro prestazioni nelle Olimpiadi di Los Angeles.

Condannato dalla Commissione Medica del Comitato Internazionale Olimpico nel 1976, il ricorso alla autoemotrasfusione è oggi ufficialmente vietato, insieme a quello dell'eritropoietina.

Betabloccanti

In seguito alla messa a punto di adeguate analisi antidoping, il Comitato Internazionale Olimpico nel 1985 ha decretato il bando sportivo di questi prodotti in specialità quali il pentatlon moderno, i tuffi, il tiro con l'arco e le armi da fuoco, ed il salto con gli sci.

I laboratori accreditati dal comitato Nazionale Olimpico dal 1986 al 1989 hanno eseguito annualmente da circa 39 mila a 52 mila analisi, con una positività totale per tutti i prodotti proibiti oscillante attorno al 2%: solo una trentina di riscontri hanno riguardato i beta-bloccanti per ciascuno dei primi due anni, per poi scendere ad otto e sei, rispettivamente nell'88 e nell'89 .

Gli effetti collaterali sono:
- scompenso cardiaco;
- disturbi della conduzione elettrica;
- ipotensione;
- ischemie periferiche;
- broncospasmo;
- ipoglicemia;
- depressione psichica;
- allucinazioni, insonnia, astenia;
- impotenza sessuale;
- notevole senso di affaticamento.