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Le basi dell'osteopatia
Chi è e come opera l'osteopata, le basi del trattamento osteopatico e le sue caratteristiche
Osteopatia
Con sempre maggiore frequenza sentiamo amici o conoscenti che raccontano di essere andati dall’osteopata. Ma chi è l’osteopata? E cosa fa ?
Nella mia personale visione delle cose il termine: “medicina alternativa”suona come qualcosa di strano, fumoso, senza basi scientifiche, per dirla semplicemente: qualcosa in cui bisogna credere. “Alternativa “ è quella cosa mistica,spirituale, esotica che evoca, nella mia mente, atmosfere, viaggi, luoghi lontani…
L’osteopatia non ha niente a che vedere con tutto ciò. E’ una disciplina estremamente seria, basti pensare che negli Stati Uniti d’America è equiparata ad una Laurea in Medicina ed in Europa gli stati che non la riconoscono sono davvero pochi (Oltre all’Italia solo Spagna e Grecia, ma in Italia posso citare diverse ASL che si avvalgono dell’opera dell’Osteopata ); i terapisti sono figure sanitarie che ampliano il loro percorso professionale con questo studio.
L’Anatomia, e la Fisiologia sono affrontati con una didattica di carattere universitario e la Biomeccanica viene affrontata con un rigore che difficilmente trova eguali in altri campi .
Il concetto Osteopatico di trattamento considera il paziente come un’entità indivisibile tra il corpo (l’osteopatia Strutturale basata sullo studio della Biomeccanica e della Fisiologia articolare), gli organi interni (l’osteopatia Viscerale basata sulla Anatomo-Fisiologia degli organi interni appunto) e il sistema somato-emozionale del paziente che, non dimentichiamolo, è una persona, non un’automobile, soggetto a vari stati d’animo, emozioni, sentimenti, rancori ecc.
In Italia per coloro che sono interessati a questo percorso di studio, a cui sono ammessi Medici, Fisioterapisti, Massofisioterapisti , Laureati in Scienze Motorie, diplomati ISEF, svolto con riconosciuta serietà esiste il riferimento delle più estese organizzazioni di categoria: l’ U.P.O.I (Unione Professionale Osteopati d’Italia) e il R.O.I. (Registro degli Osteopati d’Italia) le quali riuniscono soltanto scuole (e quindi gli Osteopati che queste formano) che adottano una didattica svolta secondo la normativa internazionale.
La IBO (Istituto Belga-Italiano di osteopatia) con sedi a Lucca e Benevento, derivata dalla BELSO (Belgian School of Osteopathy)di Bruxelles , è un Ente forte di una equipe di Osteopati Italiani provenienti direttamente dal Belgio dove vivono e lavorano e dove l’osteopatia è medicina ufficiale, e garantisce l’uso di una didattica interamente preparata in questo paese, capofila in Europa nel riconoscimento di questa forma terapeutica.
Che cosa studia un aspirante Osteopata?
Nelle scuole si realizza un percorso di tipo universitario ed un addestramento clinico severo che interessa vari aspetti della Anatomia e della Fisiologia. Dal punto di vista della osteopatia Strutturale (che si occupa cioè dell’apparato muscolo-scheletrico) il terapista entra in possesso di un bagaglio clinico di vario genere; a partire da basi gettate da Fisiologi come Kapandji Fryette o Mitchell; ai test articolari usati anche in ortopedia, ai test muscolari (p.es. Kendall) allo studio delle fasce ( p.es. Jones) e logicamente le tecniche manipolative: HVT (higt velocity trhust. ossia tecniche di alta velocità e ridotta ampiezza); le Togoll (tecniche senza l’interposizione di un braccio di leva) e tecniche neuro-muscolari (MET: muscolar energy tecnics).
In osteopatia Viscerale, dove la relazione tra struttura e funzione degli organi interni è forte quanto gli elementi costituenti il sistema muscolo-scheletrico, lo studio occupa anatomia ,topografia, morfologia, funzioni, mobilità degli organi interni senza trascurare l’aspetto patologico e, per quanto concerne la parte clinica, palpazione, test di mobilità e,ovviamente, la componente manipolativa.
Leggermente diverso è il discorso riguardante l’Osteopatia Craniale o somato-emozionale per la quale la comunità scientifica Italiana rimane in una posizione di diffidenza, dimenticando che nel resto d’Europa le cose non sono esattamente così. In altri paesi Europei , primo tra tutti il Belgio, esistono studi universitari che, oltre ad averne dimostrato inoppugnabilmente le basi, avallano questa forma terapeutica; del resto ritengo improbabile pensare che paesi come gli USA, l’Inghilterra e la Francia, solo per citarne alcuni, siano esattamente degli sprovveduti in materia di ricerca, sviluppo e progresso rispetto al nostro paese.
Il movimento delle ossa craniche che costituisce la base di questo metodo sviluppato dal medico statunitense William Garner Sutherland agli inizi del ‘900 è stato dimostrato anche se in molti ambienti viene ancora negato. Esso possiede un’ampiezza di circa 25 micron e per apprezzarlo è necessario un addestramento manuale serio e costante.
L’osteopatia sta comunque conoscendo un periodo di notevole popolarità in Italia. Non siamo ovviamente ai livelli di paesi dove questa forma terapeutica vanta una tradizione molto più radicata rispetto a noi; però è doveroso constatare che il numero dei pazienti che si affidano a questa forma terapeutica è in costante aumento, come pure il numero dei terapisti che intraprendono il percorso di studi .Una indagine realizzata confrontando lo stato delle cose tra l’Italia e una realtà simile alla nostra come quella Francese (vicinanza di posizione geografica, religione, similitudini culturali, storiche , ecc.) ha evidenziato che se l’osteopatia dovesse conoscere una diffusione simile a quella vantata dai nostri cugini d’oltre alpe, non basterebbero 10 anni per formare il numero di terapisti necessari ad affrontare la richiesta.
Infatti vengono stimati molto al di sotto dei 500 il numero di osteopati che tutte le scuole (UPOI e ROI) sfornano in Italia ogni anno contro gli oltre 6000 (e in costante aumento) operanti in Francia.
Nella foto: Bruno Ingannamorte docente all'Istituto Belga-Italiano di Osteopatia di Lucca nel corso di una tecnica dorsale.





