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Le differenze tra Kung Fu tradizionale e moderno
Le origini del Kung Fu sono molto antiche ed i loro prodromi risalgono al 2700 aC, ma la vera genesi del Kung Fu Tradizionale deve essere fatta risalire al 520 dC nel Monastero di Shaolin: qui il Kung Fu venne codificato in un'unione perfetta di aspetti marziali, disciplinari, etici e religiosi. Il Kung Fu tradizionale non deve essere confuso con il Wu Shu moderno che nacque quando Mao Tse Dong, nel 1949, avendo da poco formato la "sua" repubblica popolare, proibì la pratica delle Arti Marziali in quanto "espressione del passato non in linea con il pensiero ideologico".
Molti Maestri portatori della tradizione furono addirittura uccisi, mentre altri riuscirono a salvarsi fuggendo in occidente o in altre nazioni orientali.
Ma in piena "Guerra Fredda", dove lo sport era uno dei campi di battaglia preferiti da parte dei "compagni sovietici", il governo comunista cinese valutò che era più opportuno sfruttare a proprio vantaggio una pratica così capillarmente radicata nel popolo piuttosto che tentare di reciderne le radici, e decise di fare delle Arti Marziali, per l'appunto, uno "sport di educazione e di controllo del popolo".
I pochi Maestri tradizionali sopravvissuti all'epurazione del '49 furono richiamati nei palazzi governativi, e fu chiesto loro di riesaminare le pratiche tradizionali con l'obiettivo di privarle di tutti gli aspetti più marcatamente marziali: iniziò allora la massificazione della pratica.
La risultante di questo scrupoloso "arrangiamento" dei vari stili tradizionali, fu la creazione da un lato di forme di più facile apprendimento ed eseguibili da una platea di "utenti" - soprattutto anziani - più vasta possibile (il tai chi chuan semplificato ne è l'esempio più calzante), dall'altro il proliferare di forme più ginniche, spettacolari e acrobatiche ma quasi del tutto prive di ogni aspetto marziale: questo è il Wu Shu.
Al giorno d'oggi si ha una visione assai distorta delle Arti Marziali e siamo portati a considerarle come delle forme di attività fisica da finalizzare solo alla difesa personale e al combattimento, oppure come semplice fitness.
Questi paradigmi sono estremamente riduttivi, se non sbagliati, con radici antropologiche e sociali diverse dalle Arti Marziali.
Sulla scia del filone new age la società ha imparato a vedere in alcune delle Discipline Marziali Tradizionali, come il Kung Fu, una fusione fra le gestualità tradizionali e l'esigenza competitiva del combattimento sportivo; tutto ciò ha prodotto molti sport da combattimento (full contact, kick boxing, ecc.).
In realtà il Kung Fu tradizionale ( e non il Wu Shu moderno) era parte integrante di una visione cosmologica ben precisa, visione che vedeva e vede tuttora l'uomo intento, con la sua forza, a cercare una propria collocazione all'interno dell'Armonia Universale, nell'unione di mente, corpo e spirito.
I monaci Shaolin eressero il "sistema Kung Fu" come una solida struttura le cui fondamenta erano costituite dai principi delle religioni etiche orientali (confucianesimo, buddhismo, taoismo); il Kung Fu tradizionale è fondato sull'equilibrio, sia nel combattimento che nell'agire quotidiano, tra yin e yang, le due forze opposte che regolano l'universo e tutto ciò che ad esso appartiene: lento e veloce, duro e morbido, quiete e movimento ecc.
Ogni gesto, ogni atteggiamento, ogni postura del vero praticante marziale, è un complesso rituale ricco di simboli profondi, in stretta connessione con gli elementi della Natura, simbolicamente avvolto ed integrato nella natura stessa.
Questo legame è stato mantenuto per diversi secoli anche nelle diverse connotazioni che le Arti Marziali hanno assunto nel tempo anche fuori dai confini della Cina.
Come stanno a significare al giorno d'oggi le varie cinture colorate collocate in un contesto di "Kwoon" o "Dojo" (luoghi di pratica) la palese occidentalizzazione avvenuta in nome del "grande record", questo mutamento modifica fondamentalmente l'Essenza stessa de sapere originario, nonché il modo di trasmissione ed i valori inerenti l'intera Disciplina.
Per concludere, in relazione a quanto fin ora scritto, è importante capire che la cultura occidentale, in definitiva, ha tendenzialmente snaturato le Arti Marziali mettendole solamente al servizio delle proprie esigenze culturali mediatiche e produttive.
Il Kung Fu Tradizionale, per considerarsi tale, deve essere ricco di tecniche e metodiche eugenetiche, finalizzate, cioè, al conseguimento della salute prima che alla formazione del combattente.





