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Tai Chi Chuan, l'elisir di lunga vita
credit: photobucket.com
Il Tai Chi Chuan, ormai diffuso in tutto il mondo è caratterizzato da tecniche "morbide", movimenti fluidi e continui, da non confondere con semplici movenze che non hanno a che fare con le arti marziali; il Tai Chi Chuan è un'arte marziale: le sue origini vanno ricondotte al Wudang Chuan, l'Arte di combattere codificata da Chan San Feng attorno al 1267 d.c.
Egli era un monaco taoista esperto di Shuai Jiao, di Kung Fu Shaolin e Chi Kung il quale, giunto ad un momento cruciale della sua vita, decise di continuare la pratica dello Shaolin Chuan, oltre che perseguire un intimo sviluppo spirituale, presso le montagne del Wudang.
Fatta questa premessa, si tratta di una disciplina il cui fine è insegnare al praticante la capacità di combattere in modo efficace e risolutivo oltre che essere un mezzo per studiare la corretta postura ed imparare a far fluire nel corpo l'energia interna chiamata “Chi”.
Il “Chi” è appunto l'energia a tutti noi trasmessa dai nostri genitori durante il concepimento, che risulta più o meno abbondante, in base al soggetto, al momento della nascita e va esaurendosi col passare degli anni.
Infatti ogni uomo nasce con una scorta di Chi: il Chi prenatale (Ching), che viene determinato dai nostri genitori al momento del concepimento, e il Chi post-natale (Zheng Chi) che si assume col respiro e col cibo.
Il Chi corre attraverso un sistema di canali, chiamati meridiani, sui quali si agisce tramite digitopressione o grazie all'utilizzo di aghi in determinati punti in cui il flusso è più in superficie.
L'azione su questi punti deve aver il fine di ristabilire l'armonia del flusso del Chi per ricreare l'equilibrio fra lo Yin e lo Yang corporeo.
Fra questi canali ve ne sono 12 principali che partono o arrivano alle dita delle mani o dei piedi.
Col sopraggiungere di eventi quotidiani, vizi, ed il semplice passare del tempo questa scorta di energia va esaurendosi. E' grazie al Tai Chi che siamo in grado di far tornare a fluire questa energia in tutti i meridiani corporei e a "reintegrarla".
L'errore che comunemente si tende a fare è quello di annullare l'aspetto marziale della pratica, rischiando, di conseguenza, che l'obiettivo salutare venga meno. L'importante è quindi capire che trascurando l'aspetto marziale di questa pratica è impossibile ottenere effetti positivi per la salute.
Risulta normale porci questa domanda: quali sono i benefici che otterremo praticando questa disciplina?
Innanzitutto il primo giovamento che si ottiene è quello di una migliore prestanza fisica e agilità; in secondo luogo, ma assolutamente non meno importante, è l'aspetto posturale: infatti la postura, per mezzo della quale andremo a lavorare, sarà la risultante di un'autotrazione a livello della colonna vertebrale che imporrà una posizione ideale del rachide all'interno dello spazio, conseguendo un reale giovamento delle normali funzioni fisiologiche degli organi, nonché un rinnovo del liquido sinoviale a livello dei dischi intervertebrali, prevenendo varie patologie, fra le quali quelle legate al processo di invecchiamento.
Un'altra peculiarità di quest'arte marziale è anche basata sulla mobilità a carico di tutte le articolazioni, che verrà stimolata durante le sedute di allenamento, andando da subito a favorire una migliore mobilità, agilità ed escursione articolare, aiutandoci a rimanere più attivi, forti e vitali.
Inoltre otterremo un miglioramento dello stato cardiovascolare, stimolato grazie dalla completa mobilizzazione di tutte le strutture corporee, degli arti superiori e degli arti inferiori tramite tecniche mirate all'ottenimento di una migliore coordinazione e concentrazione. Per esempio, sarà meglio concepita la capacità di associazione dei movimenti come l'unione tra la capacità d'equilibrio statico e di quello dinamico, la capacità di reazione, ecc.
Si troverà un beneficio anche a livello dell'apparato respiratorio: in conseguenza all'ottenimento di una postura corretta si favorirà anche la fisiologica espansione dei polmoni che sarà facilitata, grazie all'utilizzo della respirazione con tecniche mirate che la renderanno più redditizia e meno energicamente dispendiosa.
Ma come scegliere una Scuola di Tai Chi Chuan? Ormai è estremamente facile trovare un “corso” di Tai Chi Chuan; nonostante ciò, bisogna comunque rendersi conto che si può prendere un “abbaglio”, vale a dire che potremmo convincerci di praticare uno stile antico, mentre invece si stanno eseguendo semplicemente movenze carenti di significato applicativo e tradizionale.
Il Wudang Chuan assieme allo Shaolin Chuan, costituisce la vera struttura della pratica dell'intero Metodo Hu Jin, fondato da Sifu Franco Nocchi, ed esprime realmente la continua alternanza del duro e morbido, del veloce e del lento, dell'espansione e della contrazione, cioè l'essenza di quest'arte marziale.





