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Salto in alto
Le fasi del salto in alto, l'evoluzione, la descrizione, la tecnica e la didattica del suo insegnamento.
Salto in alto
Il salto in alto, nel corso degli anni, ha subito diverse modificazioni, volte a migliorare l’aspetto tecnico e la capacità di effettuare un salto sempre più in alto. Si è quindi passati dal salto frontale, alla forbice semplice e doppia, all’Horine, al ventrale ed in fine si è approdati al fosbury, ritenuta a tutt’oggi la tecnica più vantaggiosa sotto l’aspetto tecnico e biomeccanico, oltre a favorire un più rapido e naturale apprendimento.
Il salto in alto si divide in 4 fasi:
- Rincorsa
- Stacco
- Valicamento
- Atterraggio
Obiettivo della rincorsa è quello di consentire lo stacco più efficiente, fermo restando che, le impostazioni della rincorsa, dipendono dalle caratteristiche dell’atleta. La rincorsa si compone di due fasi, una prima rettilinea ed una seconda, in prossimità del punto di stacco, curvilinea. Nella prima notiamo un aumento nella lunghezza del passo, nella seconda un aumento della frequenza. Nell’ultimo appoggio, l’atleta, effettua il caricamento abbassando il suo baricentro, operazione accentuata per effetto dell’inclinazione del corpo.
Lo stacco è la fase critica dell’esercizio, il cui obiettivo è la massima elevazione. Nel momento di stacco il piede dovrà avere la sua base d’appoggio orientata secondo il suo asse, e senza rotazioni, mentre, il tallone, anticiperà leggermente la pianta nella fase d’appoggio. Avremo l’accortezza di realizzare una distensione completa dell’arto di spinta, una buona verticalità del gesto ed una sinergia con gli altri arti (a seconda della tecnica utilizzata). L’azione che consente all’atleta di disporsi con il dorso all’asticella è data dall’azione di flesso-adduzione dell’arto inferiore libero. L’azione di richiamo degli arti inferiori sul bacino segna la conclusione del valicamento, e prepara l’atleta all’atterraggio sulla regione dorsale della colonna vertebrale.
La didattica del salto in alto
In seguito allo sviluppo dei prerequisiti necessari (stacco, salto ecc.), procederemo proponendo i vari tipi di salto, o meglio le varie tecniche per effettuarlo, sino a giungere ad un primo approccio della tecnica fosbury.
Molto importante sarà stimolare i ragazzi con esercizi che migliorino la presa di coscienza nella fase di volo, al fine di acquisire la capacità di intervento sui distretti corporei, correggendo la traiettoria e rendendo il valicamento più facile.
Durante la caduta bisognerà cercare di giungere sul materasso con la regione dorsale, mantenendo le gambe leggermente divaricate, al fine di evitare un brusco contatto fra queste ed il volto nella fase di richiamo.
Durante l’azione didattica, utilizzeremo varie tecniche di salto, al fine di evitare eccessive e ripetute sollecitazioni dell’articolazione tibio-tarsica. Infine appronteremo una serie di esercizi volti a limitare e correggere i vari errori, i più comuni dei quali si riscontrano nella corsa e nello stacco.
Nelle gare di salto in alto ricordiamo che l’atleta ha un minuto per iniziare il salto dal momento in cui viene chiamato; il salto è ritenuto valido dietro la convalida del giudice, anche se successivamente a questa l’asta dovesse vibrare. A parità di altezza, vince l’atleta che l’ha eseguita prima (nelle 3 prove a disposizione per ogni salto). In caso di parità anche tra questo, vince l’atleta che ha commesso meno errori. Solo se tutto è in parità si esegue lo spareggio.
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Il salto in alto a cura di M. Astrua, O. Motta







