Attività fisica e prevenzione del cancro
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Attività fisica e prevenzione del cancro

Tra i tanti benefici dell'attività fisica c'è la prevenzione del cancro, in particolar modo il cancro del colon e del seno

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Attività fisica e prevenzione del cancro

Gli ultimi due decenni di studi epidemiologici hanno prodotto una grande quantità di prove sui benefici di un’attività fisica, da moderata a vigorosa, in relazione al rischio di cancro in diversi organi e ad altre malattie croniche.

Oltre un terzo delle morti per patologia neoplastica e circa l’80% delle morti per malattie cardiache, ictus e diabete di tipo 2, potrebbero essere prevenute attraverso l’eliminazione di alcuni importanti fattori di rischio come la sedentarietà, una dieta malsana, il fumo di sigaretta e l’abuso di alcol. Infatti, solo il 5-10% dei tumori è da attribuire a suscettibilità genetica, mentre la restante parte è provocata da tali fattori e da stili di vita scorretti79.

L’attività fisica, infatti, influenza numerose funzioni dell’organismo umano potenzialmente correlate con il rischio di tumori:

  • La funzionalità cardiovascolare
  • La motilità intestinale
  • La produzione di ormoni
  • Il bilancio energetico
  • La funzionalità immunitaria
  • La produzione di antiossidanti
  • I meccanismi di riparo del DNA

Tuttavia, nonostante la ricerca sugli effetti dell'attività fisica sul rischio di cancro sia iniziata negli anni ottanta, non è ancora chiaro se l’effetto preventivo dell’attività fisica sia significativo79.

Diversi studi hanno confermato una relazione inversa tra l’attività fisica e l'incidenza del cancro. Il livello di evidenza scientifica per il rapporto tra attività fisica e cancro è stato classificato in una scala a 4 categorie:

  1. Convincente
  2. Probabile
  3. Possibile
  4. Insufficiente80

L'evidenza epidemiologica più significativa è stata dimostrata nel caso del cancro del colon80(Tabella #001).

Il cancro del colon e del retto è una delle patologie oncologiche più frequenti (1,2 milioni di casi nel mondo nel 2008, pari al 9,7% di tutti i casi di cancro negli uomini e nelle donne) e la quarta causa di morte (0,61 milioni, pari all’8,1% di tutte le morti per cancro79). Un basso consumo di fibre e folati di origine prevalentemente vegetale, un elevato consumo di grassi animali e carne rossa ed una storia familiare di cancro al colon rappresentano i principali fattori di rischio per questa patologia. Tuttavia è stato dimostrato che l’inattività fisica svolge un ruolo cruciale nel suo sviluppo81.

Inoltre, la revisione di diversi studi epidemiologici relativi al cancro del colon e del retto dimostra una riduzione del rischio di cancro nelle donne e nei maschi fisicamente attivi80.

In particolare è stato dimostrato che l’attività fisica aerobica, di intensità moderata o vigorosa, per 3-4 ore settimanali determina una riduzione media del 30% del rischio sia in soggetti sani79 che in soggetti con elevato indice di massa corporea o elevati valori di glicemia82

Tuttavia, nonostante la forte associazione trovata per il cancro del colon, tutti gli studi concordano sulla mancanza di una associazione tra attività fisica e cancro rettale80.

Il rischio diminuisce all’aumentare del periodo di tempo in cui si svolge attività fisica. Viceversa, un comportamento sedentario può essere considerato come un possibile predittore del rischio di cancro al colon83.

Un'altra importante patologia neoplastica che sembra essere efficacemente prevenuta dalla pratica di attività fisica è il cancro al seno. Nonostante l'evidenza di un'associazione tra attività fisica e cancro al seno non è né forte né coerente come quella trovata per il cancro del colon, può comunque essere classificata come convincente, poiché più di 20 studi condotti in tutto il mondo hanno mostrato un'associazione con significative riduzioni del rischio80 (Tabella #001).

Il carcinoma della mammella è il tumore più frequentemente diagnosticato tra le donne di tutto il mondo, con 1.383.500 nuovi casi di cancro annui e 458.400 morti nel 200884. Esso è conosciuto come un tumore ormone-correlato ed è associato ad una maggiore esposizione ad estrogeni82. Tuttavia, il cancro al seno è comunque considerato una patologia multifattoriale. Tra gli altri fattori di rischio che aumentano la probabilità di sviluppare cancro al seno sono particolarmente rilevanti l’obesità ed uno stile di vita sedentario84.
Infatti, il rischio di cancro al seno diminuisce significativamente nei soggetti fisicamente attivi del 30-40%80. Come nel caso del cancro del colon, è stato dimostrato che la riduzione del rischio è direttamente proporzionale alla durata del periodo della propria vita in cui è stata svolta attività fisica79.

Per altri tipi di patologie oncologiche, a causa del numero limitato di studi, non è possibile definire un possibile ruolo dell’attività fisica (Tabella #001).
Un dato degno di nota è che le attività a lungo termine e di maggiore intensità producono un effetto protettivo maggiore rispetto alle attività di breve durata o bassa intensità80. Inoltre, mentre nella maggior parte degli studi condotti l’attività fisica è stata svolta tardivamente, i maggiori benefici si hanno quando ancora il processo di carcinogenesi è nelle fasi iniziali.

Tabella #001 Sintesi delle principali evidenze epidemiologiche sull’associazione tra attività fisica e cancro

Organo interessato dalla patologia oncologica Numero di evidenze che testimoniano una riduzione del rischio in rapporto al totale Riduzione media del rischio Livello di scientificità delle prove*
Colon 43 di 51 30% Convincente
Seno 32 di 44 30-40% Convincente
Prostata 17 di 30 10-30% Probabile
Endometrio 9 di 13 30-40% Possibile
Stomaco 4 di 15 - Insufficiente
Ovaie - - Insufficiente
Pancreas - - Insufficiente
*Le evidenze sono definite "convincenti" se sono state dimostrate sperimentalmente; le evidenze sono definite "probabili" se vi è una relazione causale molto probabile; le evidenze sono definite "possibili" quando è possibile che esista una relazione causale; infine, le evidenze sono definite "insufficienti" quando, a causa del limitato numero di studi, non è possibile fare una valutazione che abbia significato statistico.
Adattata da: C. M. Friedenreich, "Physical Activity and Cancer Prevention: Etiologic Evidence and Biological Mechanisms", J. Nutr, 2002