Cibo e regolazione ormonale - seconda parte
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Cibo e regolazione ormonale - seconda parte

La regolazione ormonale attraverso gli alimenti: Introduzione alla dieta metabolica e caratteristiche principali.

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Cibo e regolazione ormonale - seconda parte

Una particolarità determinante e' che, a differenza di tutte le altre diete, la dieta metabolica, incrementa di molto il consumo di proteine e di grassi evitando gli stati perenni di fame e affaticamento che caratterizzano e determinano il fallimento di tutte le diete a stretto regime calorico.
La fase di ricerca del "minimo di carboidrati per il benessere" è fondamentale per il proseguo della "dieta metabolica"; ciascuno di noi troverà il proprio livello di bisogno carboidratico che potrà essere da un minimo di 30 gr.pro/die, ad anche 100 gr. dipenderà dalla capacità del soggetto di trasformare il suo metabolismo da quello glucidico a quello lipidico.
Una volta determinato questo minimo, si potrà seguire un'alimentazione molto gradevole e gratificante in quanto tutti i cibi sono ammessi, dalla carne al pesce ai formaggi, poi al fine settimana si potrà fare un abbondante carico di carboidrati.
È importante mantenersi attivi, fare movimento, camminare, salire le scale, andare in bicicletta, sollevare pesi, fare esercizio fisico, consumare calorie che saranno fornite dai depositi di grasso in quanto il livello degli zuccheri nel sangue sarà preservato per le funzioni del cervello.Poiché sono aumentati gli enzimi lipolitici il grasso diventerà la principale fonte di energia, e questa non e' una dieta chetogenica in quanto il minimo di carboidrati assicura l'acido ossalacetico che permette la combustione dei grassi nei mitocondri, ed inoltre il carico di carboidrati al fine settimana permette una buona scorta di glucosio per i primi tre giorni a seguire. Questo lavoro mi ha interessato e lo sperimentato su me stesso e su alcuni frequentatori della palestra che seguo e il protocollo ha dato ottimi risultati. Infatti dopo aver fatto delle analisi cliniche che ci informavano dello stato di salute prima di iniziare, controllando i parametri di colesterolo, trigliceridi, azotemia, abbiamo iniziato con la ricerca della quota minima di carboidrati per il benessere quotidiano, diminuendo il consumo di pane e pasta, incrementando il consumo di verdura, formaggi, carne, pesce e frutta secca che abbiamo mangiato durante la giornata, questo ha permesso una buona dose di magnesio utile per le contrazioni muscolari durante gli allenamenti con i pesi che nel protocollo erano effettuati ogni 5 giorni per una durata di 40-45 min. non di più per evitare aumenti notevoli dell'ormone catabolico cortisolo. Inoltre la frutta secca in particolar modo mandorle, noci e arachidi, mangiati come spuntini innalzando la colecistochinina (CKK) un ormone peptidico prodotto dall'apparato gastrointestinale e rilasciato dall'organismo, che, e' stato dimostrato in numerosi studi, influenza lo stato di sazietà, l'inibizione verso il proseguimento del consumo del cibo.

I grassi e le proteine, ma non i carboidrati, aumentano la produzione naturale della CKK e pertanto possono inibire il consumo di cibo.
Si potrà obiettare che un eccessivo aumento di proteine e di grassi potrebbe aumentare il colesterolo di tipo LDL nel sangue per l'aumentata quantità di grassi saturi, ma in realtà questo, almeno dalle analisi che abbiamo rifatto a distanza di sei mesi dall'inizio della "dieta metabolica"e delle strategie di allenamento che continuerò ad illustrare, non e' avvenuto, anzi i parametri di colesterolo sono diminuiti di diversi punti, ma di questo chiarificherò meglio in seguito.

Tornando al pericolo dei grassi saturi alimentari bisogna sfatare questa idea in quanto, in un corpo dinamico, che fa' quotidianamente attività fisica, questi grassi saturi contribuiscono ad un'utilizzazione ottimale degli acidi grassi essenziali in quanto permettono una migliore utilizzazione degli importantissimi EFA, inoltre potenziano il sistema immunitario e veicolano le vitamine A-D-E-K chiamate appunto liposolubili.