Amiloride
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Amiloride

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Amiloride

L'amiloride è il principale diuretico risparmiatore di potassio usato per trattare l'ipertensione e la fibrosi cistica, in Italia è contenuto nel Moduretic in associazione all'idroclorotiazide.

L'amiloride è un diuretico meno efficace della furosemide ma più sicuro,se si può parlare di sicurezza nell'uso dei diuretici, in quanto permette di mantenere il potassio e di conseguenza riduce il rischio di crampi muscolari e problemi cardiaci. Per questa ragione a volte viene utilizzato al posto della furosemide oppure assunto in associazione ad essa.

I casi di positività all'amiloride sono nettamente inferiori rispetto a quelli della furosemide e dell'acetazolamide, di conseguenza si presume che gli atleti generalmente preferiscono questi ultimi.

Clorotiazide, idroclorotiazide

Clorotiazide ed idroclorotiazide sono diuretici tiazidici ed agiscono inibendo il trasporto di NaCl nel tubolo distale. Queste sostanze sono generalmente poco utilizzati dagli atleti in quanto sono rintracciabili nelle urine fino a 5 / 6 giorni dopo l'assunzione, quindi vengono facilmente trovati nei test anti-doping. La loro azione è più blanda rispetto a quella della furosemide e probabilmente vengono poco utilizzati anche per questa ragione.

Gli antinfiammatori

un antiinfiammatorio o antiflogistico è una sostanza (o un particolare trattamento terapeutico) in grado di ridurre l'infiammazione. Queste sostanze riducono il dolore e gli eventi tessutali responsabili dei processi di ripristino di un tessuto offeso. Infatti l'infiammazione è un processo fisiologico innescato dal corpo per recuperare la piena funzionalità di un organo o tessuto danneggiati da un qualunque agente. Tale processo però, se non controllato, può determinare una serie di eventi dannosi a cominicare dal dolore intenso avvertito nella zona infiammata.

I farmaci anti-infiammatori sono diverse classi di sostanze che presentano azioni biochimiche differenti, costituite da molecole appartenenti a famiglie chimiche molto diverse fra loro ma con effetti simili: la riduzione dei sintomi di uno stato infiammatorio.

L'impiego di antinfiammatori in campo sportivo è assolutamente giustificato nel trattamento dei numerosi infortuni generati dalla pratica sportiva, soprattutto se a livello competitivo. Tuttavia in alcuni casi queste sostanze sono utilizzate non solo per trattare infiammazioni ed infortuni, ma anche per possibili azioni ergogene derivanti dalla loro assunzione.

L'infiammazione

Il processo infiammatorio consiste in una serie di eventi biochimici attivati per riparare un tessuto danneggiato o leso da questi agenti esterni. La risposta infiammatoria o flogosi, si realizza attraverso la produzione di numerosi classi di molecole di natura autacoide ( sostanza che genera una risposta direttamente sulla cellula che la rilascia e/o sulle cellule limitrofe) responsabili di modificazioni biochimiche di varia natura necessarie ad attivare i processi di risposta agli agenti esterni. La flogosi è un meccanismo di difesa non specifico innato, che costituisce una risposta protettiva, seguente all'azione dannosa di agenti fisici, chimici e biologici, il cui obiettivo finale è l'eliminazione della causa iniziale di danno cellulare o tissutale.

Le molecole autacoidi che realizzano questo processo sono chiamate eicosanoidi e sono derivati del metabolismo dell'acido arachidonico, pertanto le sostanze che interferiscono con questo processo metabolico hanno proprietà antinfiammatoria.

I fenomeni elementari, che costituiscono la risposta infiammatoria, comprendono vasodilatazione e aumento di permeabilità, che portano al passaggio di liquidi dal letto vascolare al tessuto leso ed infiltrazione di leucociti nell'area di lesione. L'infiammazione serve, dunque, a distruggere e confinare l'agente lesivo, ma allo stesso tempo serve a mettere in moto una serie di meccanismi che favoriscono la riparazione o la sostituzione del tessuto danneggiato, nonché a generare un abbassamento della soglia del dolore necessaria per impedire che la zona lesa venga sottoposta ad ulteriori stress che potrebbero danneggiarla maggiormente.

Clinicamente, i segni cardini dell'infiammazione sono: arrossamento, tumefazione, calore della parte infiammata, dolore, alterazione funzionale. Tutte manifestazioni locali di un aumentata vascolarizzazione e permeabilità dei tessuti necessarie a riparare la zona lesa. Questi eventi sono attivati dalla produzione locale di prostaglandine, principale eicosanoide prodotto a partire dall'acido arachidonico.

Tra le funzioni principale delle prostaglandine vi sono anche la trasmissione del segnale del dolore al cervello e la modulazione della temperatura corporea nell'ipotalamo.

Attività di alcuni eicosanoidi.

Rene, Stomaco, Utero, SNC, IpotalamoModulazione tono muscolatura liscia Aumento diuresi e natriuresi, Riduzione secrezione acida, Riduzione liberazione neurotrasmettitori Abbassamento rilascio neurotrasmettitori, Abbassamento soglia dolore, IpertermiaUtero, Vasi BronchiAumento tono muscolatura lisciaVasi, Stomaco, ReniVasodilatazione, Inibizione Aggregazione piastrinica, Secrezione muco gastrico, Aumento flusso ematico renale e filtrazione glomerulareBronchi, Vasi, Piastrine, CervelloBroncocostrizione, Vasodilatazione, Inibizione aggregazione piastrinica, Regolazione del sonnoPiastrine, Vasi, Polmone Corticale ReniAggregazione piastrinica, Vasocostrizione, Broncocostrizione, Riduzione flusso ematico renale e filtrazione glomerulare
EICOSANOIDE TESSUTI AZIONI BIOLOGICHE
PGE2
PGF2 α
PGI2
PGD2
TXA2

L'infiammazione, se pur un processo riparatorio per il corpo, se non controllata può portare a conseguenze negative quali dolori ed alterazioni dei tessuti, pertanto spesso in caso di infiammazione si utilizzano dei farmaci per attenuare i sintomi di questo processo.