Diuretici
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

Diuretici

Autore:
Ultimo aggiornamento:







Diuretici

I diuretici sono farmaci che aumentano la velocità del flusso urinario, favorendo l'eliminazione di acqua, ed elettroliti quali sodio, cloro e potassio. La maggior parte delle applicazioni cliniche dei diuretici è finalizzata alla riduzione dei fluidi extracellulari attraverso l'eliminazione di cloruro di sodio. La necessita fisiologica di questi interventi è spesso dettata dal fatto che tramite l'alimentazione, a causa di un eccessivo consumo di sale, il corpo tende ad accumulare sodio con conseguente accumulo di fluidi incompatibile con la vita, che può portare a disturbi cardiovascolari e respiratori.

I diuretici vengono usati in caso di edema, ipertensione ed insufficienza cardiaca

La classe dei diuretici è suddivisibile in diverse categorie caratterizzate da differenti siti d'azione, differente struttura chimica e da differenti effetti sull'escrezione di potassio.

Inibitori dell'anidrasi carbonica, (acetazolamide, doclorfenamide ecc.) agiscono inibendo l'attività dell'anidrasi carbonica, bloccano il riassorbimento di NaHCO nel tubolo prossimale con conseguente incremento dell'eliminazione urinaria di HCO3-, Cl-, K+ e Na+

Diuretici osmotici, (glicerina, mannitolo, urea ecc. ) queste sostanze vengono filtrate e riassorbite poco ed essendo idrofile richiamano acqua favorendone l'eliminazione, agiscono in misura limitata sugli elettroliti.

Diuretici dell'ansa, (furosemide, bumetanide, indapamide, torasemide ecc.) agiscono inibendo il simporto Na+, K+, 2Cl-, nell'ansa di Henle, che di conseguenza vengono eliminate favorendo anche l'eliminazione di acqua. Sono particolarmente efficace e vengono anche chiamati diuretici drastici.

Diuretici tiazidici,(benzotiazide, clorotiazide, idroclorotiazide, altizide ecc. ) agiscono inibendo il trasporto di NaCl nel tubolo distale.

Risparmiatori di potassio, (triamterene, amiloride ecc. ) agiscono favorendo l'eliminazione di NaCl e riducono la perdita di K bloccando il canale del sodio.

Antagonisti dell'aldosterone,(spironolattone, canrenone ecc. ) agiscono inibendo il legame dell'aldosterone con il suo recettore, di conseguenza l'aldosterone non riesce più a svolgere la sua funzione mineralcorticoide che favorisce la ritenzione di liquidi ed incremento della pressione.

I diuretici è doveroso chiarire subito che non favoriscono alcun tipo di prestazione, anzi uno squilibrio elettrolitico può portare a ridurre le capacità di contrazione muscolare, può portare a crampi, può alterare i processi di dispersione termica.

Effetti collaterali

Tra gli effetti collaterali che si possono presentare in seguito all'utilizzo di diuretici vi sono la disidratazione, l'ipokaliemia, l'iponatremia, l'acidosi metabolica, l'ipovolemia e l'iperuricemia. Se la disidratazione risulta particolarmente accentuata può generare ipotensione, vertigini, sonnolenza, stato confusionale, difficoltà motorie, palpitazione, incremento della densità ematica con il rischio di trombosi ed arresto cardiaco, insufficienza ed alterazioni della funzionalità renale con possibile collasso dei reni, coma e morte per complicanze cardiache e/o cerebrali (edemi, ischemie ecc. ). L'uso di diuretici pertanto risulta estremamente rischioso per un atleta che in condizioni di squilibrio elettrolitico si sottopone ad attività fisica intensa e va ad accentuare tale squilibrio aumentando il rischio di complicanze ed effetti collaterali.

Uso nello sport

Nonostante tutti questi rischio l'utilizzo di diuretici risulta particolarmente frequente nello sport e numerosi sono i casi di positività ai test antidoping per diuretici, in particolare il più comune risulta essere la furosemide (il Lasix).

I diuretici sono utilizzati dagli atleti per diverse ragioni:

  • Favorire la perdita di peso in caso di discipline che presentino categorie di peso
  • Mascherare l'uso di altre sostanze proibite favorendone l'eliminazione tramite le urine
  • Perdere peso in sport dove bisogna spostare rapidamente il corpo (nuoto, salti ecc. )
  • Disidratare il corpo per renderlo esteticamente più asciutto e gradevole nelle discipline in cui è importante l'aspetto dell'atleta, in primis il body building e le attività affini, ma anche la danza

Nel 2008 i diuretici sono stati circa l'8% di tutti i test positivi all'antidoping, nel 2009 il 5,5% e nel 2010 oltre il 7%. Tutte le classi di diuretici sono state rintracciate dai test ed i prinicipi attivi più comunemente trovati sono stati l'idroclorotiazide e la furosemide, con un incidenza nettamente superiore agli altri diuretici.

Nel corso degli anni, il numero totale di casi è in aumento, ma questa tendenza è probabilmente dovuta al miglioramento dei metodi di rilevamento.

Il codice anti-doping permette l'utilizzo di diuretici tramite deroghe su richiesta di atleti e medici per fini terapeutici presentando documentazione medica appropriata, per esempio in caso di ipertensione. Tuttavia se l'urina dell'atleta contiene un diuretico in associazione con un'altra sostanza esogena inclusa nella lista delle sostanze proibite il test è considerato positivo, in quanto si presume che il reale uso dell'atleta sia motivato dal voler mascherare un altro principio attivo.

Alcuni studi (Caldwell) che hanno confrontato l'effetto di differenti metodi per favorire la perdita di peso: esercizio fisico, sauna e diuretici; hanno mostrato una diminuzione di 2,3 ± 0,8 kg dopo l'esercizio, 3,5 ± 0,8 kg dopo la sauna e 3,1 ± 0,8 kg dopo la somministrazione di furosemide. Lo stesso studio ha evidenziato che la variazione di volume del plasma negli atleti è -0,9% dopo l'esercizio, -10,3% dopo la sauna e il -14,1% dopo la somministrazione furosemide. Questi dati dimostrano  che l'azione dei diuretici per favorire la perdita di peso sia quella che porta a maggiori rischi per la salute, infatti una diminuzione del volume plasmatico comporta rischio di eventi ischemici e possibili disturbi alla circolazione, soprattutto in condizioni di esercizio fisico, nonché riduzione delle capacità dell'atleta di sostenere lavoro e pertanto perdita di performance atletica.

La maggior parte dei diuretici, ad eccezione dei risparmiatori di potassio porta ad ipokaliemia con conseguente comparsa di crampi muscolari e possibili aritmie cardiache, altro rischi cui va incontro l'atleta usando queste sostanze.

D'altra parte, l'abuso di diuretici risparmiatori di potassio, può portare a iperkaliemia e di conseguenza espone gli atleti al rischio di aritmie maligne.

Anche dopo la reidratazione la resistenza muscolare e le prestazioni sono notevolmente compromessa dall'uso dei diuretici, in quanto lo squilibrio elettrochimico indotto, per essere riequilibrato, richiede parecchio tempo.

Ulteriori studi eseguiti sui corridori di differenti distanze (Armb) hanno verificato che i diuretici riducono la prestazione e questo effetto risulta correlato al quantitativo di peso (liquidi) persi, infatti a dosaggi più alti con conseguente maggiore perdita di peso la riduzione della prestazione è maggiore. Inoltre anche il tipo di prestazione determina l'entità dell'effetto, in quanto per distanze più lunghe il calo di prestazione è risultato maggiore.

Altri studi su lottatori (Caldwell) hanno portato a risultati simili: i diuretici peggiorano le prestazioni atletiche in generale. Come già detto la disidratazione altera le capacità aerobiche, la forza di contrazione muscolare e diminuisce l'efficienza metabolica con effetti negativi su qualunque tipo di prestazione. Inoltre vi è il rischio che l' abuso di diuretici porti ad alterazioni dei glomeruli di filtrazione renale con conseguenze sulla funzionalità renale stessa, tali effetti dipendono anche dal meccanismo d'azione delle diverse classi di diuretici.

Bisogna infine aggiungere che non ci sono dati sufficienti per stabilire i possibili effetti di un trattamento a lungo termine con diuretici sulla capacità di esercizio.

Per la moltitudine di motivi elencati, gli inconvenienti legati all'assunzione di diuretico superano i di gran lunga o presunti vantaggi potenziali di riduzione di peso e di diluizione delle urine.