Effetti delle amfetamine
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

Effetti delle amfetamine

Autore:
Ultimo aggiornamento:







Effetti delle amfetamine

Le amfetamine aumentano la concentrazione, la motivazione e le capacità motorie, riducono il senso di affaticamento, prevengono la fatica e tolgono l'appetito. è ovvio che questi effetti sono cercati nello sport per vincere una competizione, in particolare nelle discipline ad impegno anaerobico danno i migliori risultati, in quanto il maggior rilascio di neurotrasmettitori determina anche una maggiore capacità di attivare la contrazione muscolare. L'iperattivazione nervosa garantisce una maggiore frequenza di scarica di impulsi a livello della placca neuromuscolare, ciò determina una contrazione più vigorosa e di conseguenza il muscolo genera una maggiore forza. Pertanto le discipline ad impegno anaerobico, dove la forza di contrazione è determinante per il risultato finale, beneficiano maggiormente delle proprietà dell'amfetamina.

L'uso di amfetamine è seguito da un periodo di depressione mentale e stanchezza a causa dell'elevata stimolazione fisica che avviene sotto l'effetto di queste sostanze.

Le amfetamine sono eliminate con le urine e sono ritracciabili anche 48 ore dopo l'assunzione.

Sono considerate sostanze d'abuso in quanto vengono usate per dimagrire, per studiare, per svago, sono sostanze usate nei rave party e nelle discoteche per ottenere l'effetto sballo e per ballare tutta la notte proprio per l'effetto energizzante e di contrasto della fatica. Spesso vengono associate con alcool per aumentarne gli effetti disinibitori.

Le amfetamine vengono usate in campo sportivo prima delle competizioni perché permettono di migliorare le performance degli atleti aumentando la capacità di utilizzare le risorse del corpo. In pratica, secondo le teorie evoluzionistiche, il corpo ha una riserva energetica utilizzabile solo in caso di necessità per la sopravvivenza, le amfetamine permettono di utilizzare anche questa riserva eliminando il senso di affaticamento ed incrementando l'attività dell'organismo stimolando il sistema cardiovascolare alzando frequenza cardiaca e la capacità ventilatoria.

La maggiore disponibilità di catecolammine aumenta frequenza cardiaca, pressione ed atti respiratori, migliora il microcircolo a livello muscolare determinando pertanto una maggiore ossigenazione e disponibilità di substrati nei tessuti muscolari determinando così una maggiore capacità di sostenere sforzi fisici. Inoltre anche l'azione nervosa che determina eccitazione, lucidità, motivazione e grinta spinge l'atleta oltre i propri limiti.

Ovviamente oltre a presentare rischi di dipendenza le amfetamine hanno una vasta gamma di effetti collaterali che vanno da quelli comportamentali come, agitazione, nervosismo, insonnia, psicosi ecc., a quelli fisici come disturbi cardiovascolari, palpitazioni, tachicardia, scompensi cardiaci, aritmie, disidratazione ecc. Presentano anche una certa neurotossicità e possono causare danni cerebrali in quanto l'eccessiva deplezione delle riserve di catecolammine nei recettori presinaptici, che insorge in seguito ad una elevata assunzione di amfetamine può portare alla morte del neurone stesso.

Amfetamine e tutte le sostanze con attività simile sono considerate dal regolamento antidoping come sostanze vietate prima delle competizioni. Ovviamente per l'azione ergogena ed i possibili rischi legati alla loro assunzione gli atleti non possono prendere questi composti prima di una competizione, mentre l'utilizzo delle stesse in momenti lontani da una gara non ha alcuna utilità, dato che il rischio di sovraffaticare l'organismo in seguito all'assunzione di amfetamine e derivati rende controproducente usare questi farmaci in momenti diversi dalle competizioni. Per queste ragioni stimolanti quali le amfetamine sono vietati solo prima delle competizioni.

I principali studi riguardanti l'impiego delle amfetamine (benzedrine) nello sport risalgono agli anni sessanta e queste ricerche mostrano come già bassi dosaggi di queste sostanze (14/30 mg) permettano di aumentare forza e resistenza, mentre sembra che ad alti dosaggi gli effetti collaterali prendano il sopravvento e gli atleti diventano agitati, perdono la concentrazione e portano il corpo ad un grave stato di affaticamento che porta a ridurre le capacità di performance. Quale sia precisamente questa dose non è chiaro e può variare tra i soggetti. Risulta inoltre che al disotto dei suddetti dosaggi (almeno 14/15 mg) le amfetamine non migliorano le capacità fisiche.

Riassumendo gli effetti delle amfetamine sono:

  • Miglioramento dei tempi di reazioni sotto sforzo
  • incremento forza e resistenza
  • incremento dell'accelerazione
  • aumento della resistenza lattacida
  • incremento delle capacità aerobiche
  • incremento della volontà dell'atleta
  • stimolo del metabolismo e dimagrimento

Le amfetamine sono assorbite bene per via orale, pertanto questo risulta il metodo d'assunzione più utilizzato. Assunte secondo questa modalità vengono assorbite dall'intestino e raggiungono il picco della loro attività tra i 40 e i 120 minuti, tuttavia a volte vengono assunte per via parenterale o per via nasale (sniffate) nel primo caso la sostanza entra direttamente in circolo, nel secondo viene assorbita dagli epiteli polmonari ed i tempi di inizio d'attività si riducono a pochi minuti.

Secondo alcune statistiche riguardanti i risultati dei test antidoping condotti tra il 2003 ed il 2007 i positivi all'amfetamina e suoi derivati sono in aumento rispetto agli altri stimolanti.