Gli effetti collaterali
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Gli effetti collaterali

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Gli effetti collaterali

L'uso di steroidi anabolizzanti comporta il rischio di comparsa di numerosi effetti collaterali. Molti atleti sottovalutano la reale pericolosità dell'uso di questi composti in quanto alcuni dei possibili effetti nocivi si possono manifestare molto tempo dopo il termine della loro assunzione, di conseguenza non si pensa che alcuni problemi fisici possano derivare, o perlomeno venire peggiorati, dall'uso di sostanze negli anni precedenti alla loro comparsa. Questo è il caso per esempio dei problemi al cuore che verranno meglio descritti nelle prossime righe.

Il primo rischio riguarda la possibilità di sopprimere l'attività gonadica endogena portando ad ipogonadismo di tipo secondario, ovvero causato dalla mancanza di stimolo a livello ipotalamico, con conseguente perdita di libido, fertilità ed impotenza transitoria. L'uso di testosterone e di suoi analoghi genera un feed-back negativo sull'asse HPTA andando di conseguenza a deprimere quella che è la normale produzione di androgeni endogena. Questa riduzione dell'attività gonadica dipende da fattori quali durata dell'uso di steroidi, tipologia di steroidi e quantità di steroidi utilizzati. In alcuni casi non viene percepita dall'atleta tuttavia secondo alcuni studi può durare fino ad oltre 2 anni dopo il termine di assunzione. Inoltre questa depressione può arrivare fino alla completa soppressione della funzionalità testicolare.

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Il grafico evidenzia come UNA SOLA INIEZIONE di 100 mg di nandrolone (steroide anabolizzante presentato in seguito) alteri i livelli ematici di testosterone per circa 20/25 giorni, viene inoltre mostrato come questo valore cambia in funzione del tipo di estere (fenilpropioinato o decanoato) e del sito di iniezione (Minto). Il testosterone prodotto dal corpo si riduce drammaticamente nel giro di 3/4 giorni e rimane ad un quarto del livello precedente l'iniezione per altri 10/20 giorni. Altro dato forse ancora più interessante è che per riportare alla normalità i livelli di testosterone occorrono fare passare circa 20/25 giorni dal momento dell'iniezione. Ciò accade dopo solo una iniezione di 100 mg di nandrolone, mentre un atleta generalmente prende uno o più steroidi per un ciclo di diverse settimane.

L'effetto anabolizzante di queste sostanze agisce anche sulla muscolatura cardiaca portando ad ipertrofia ventricolare cardiaca e rimodellazione del miocardio, aumentando il rischio di insorgenza di diverse patologie cardiache quali infarti, aritmie e morte cardiaca, si calcola che il rischio di patologie coronariche, che possono sfociare in infarto, incrementi di 3/6 volte negli utilizzato di steroidi, a causa dell'incremento di colesterolo ed alterazioni del miocardio. I problemi cardiaci causati dall'abuso di steroidi spesso non sono di facile determinazione, in quanto i primi si possono manifestare anche molti anni dopo di quando vengono utilizzate queste sostanze, pertanto spesso non si pensa che possono essere correlati. Tuttavia il fatto che ci sia una maggiore incidenza di certi eventi dimostra palesemente la correlazione.

L'uso di steroidi anabolizzanti da parte delle donne porta a sviluppare in loro le caratteristiche maschili quali cambiamento del timbro della voce, crescita del pelo e della barba, ipertrofia de clitoride ed altri effetti che tendono a fare acquistare alla donna alcune delle caratteristiche sessuali maschili. Questo fenomeno è noto anche come irsutismo.

Un ulteriore effetto è la comparsa di rigonfiamenti dolorosi sotto i capezzoli definita ginecomastia. La ginecomastia è caratterizzata dallo sviluppo delle ghiandole mammarie nell'uomo a causa della eccessiva presenza di estrogeni conseguenti all'alto livello di ormoni maschili.

Come già accennato gli estrogeni sono prodotti a partire dal testosterone, pertanto una eccessiva quantità dello stesso ne determina una maggiore produzione, in quanto tale conversione è di natura enzimatica e gli enzimi aumentano la loro attività se aumenta la concentrazione dei substrati. In questo caso l'aromatasi produce maggiori estrogeni in seguito alla maggiore presenza di testosterone o di alcune molecole con struttura simile.

Gli estrogeni agiscono poi sui loro recettori presenti nella ghiandola mammaria facendola gonfiare e determinando la comparsa della ginecomastia.

Un effetto non del tutto dimostrato è l'incremento di aggressività, definito anche "rabbia da steroidi". Secondo alcuni studi è possibile che l'azione di steroidi in alcune aree cerebrali determini cambiamenti di tipo comportamentale, scatenando nell'utilizzatore una maggiore aggressività.

Spesso sotto l'azione di steroidi anabolizzanti ad alti dosaggi si verifica ipertensione arteriosa, con valori pressori che possono raggiungere anche oltre i 200 mmHg per la sistolica ed i 120 per la diastolica con il conseguente rischio di emorragie, epistassi e problemi cardiaci come aritmie ed infarti. Anche la frequenza cardiaca può risultare accelerata fino a sfociare in palpitazioni.

La ritenzione idrica è un altro effetto negativo generato dalla incremento di estrogeni e progesterone derivanti dall'uso di steroidi, in quanto le cellule sotto l'azione di questi ormoni tendono a trattenere liquidi, rendendo il corpo più pesante e più gonfio.

L'ipertrofia ed il cancro alla prostata sono un ulteriore possibile conseguenza dell'eccessiva presenza di androgeni nel corpo. la prostata è una ghiandola maschile la cui funzione principale è quella di produrre il liquido seminale, per tale ragione è particolarmente sensibile all'azione degli ormoni maschili e l'eccessiva stimolazione da parte di questi può determinare ipertrofia e la comparsa di tumori ormone correlati generalmente benigni, ma non sempre.

In seguito ad assunzione di androgeni incrementa anche la secrezione di sebo e la conseguente comparsa di acne per ostruzione dei pori della pelle.

Anche i bulbi piliferi sono attivati da questi ormoni, quindi un atleta che utilizza steroidi può manifestare crescita di pelo e possibile perdita di capelli dato che i follicoli piliferi del cuoio cappelluto, responsabili della formazione dei capelli, possono lasciare cadere i capelli in seguito allo stimolo di androgeni e di sostanze affini.

Il fegato, responsabile del metabolismo del testosterone e dei suoi derivati sintetici, può venire danneggiato dall'uso di steroidi in quanto il loro metabolismo epatico può determinare epatopatie, ittero e steatosi a causa dell'eccessivo lavoro a cui viene sottoposto questo organo nel caso debba metabolizzare eccessive quantità di steroidi. I valori ematici della funzionalità epatica (transaminasi e gamma GT) generalmente tendono ad alzarsi in caso di utilizzo di questi ormoni. Viene alterato anche il rapporto HDL/LDL, in quanto il primo tende ad abbassarsi ed il secondo ad alzarsi determinando un maggiore rischio di problematiche di natura arteriosclerotica. Inoltre l'uso di steroidi può generare carcinomi ed altre forme di tumore al fegato. Non tutti gli steroidi presentano la stessa epatotossicità, infatti esistono particolari anabolizzanti maggiormente epatotossici, come i 17α-alchilati, che verranno presentati in seguito. Ciò non significa però che esistono anabolizzanti non epatotossici, tutta questa classe di farmaci presenta questo effetto, alcuni in misura maggiore altre in forma più moderata.

Infine anche i reni possono venire danneggiati dall'abuso di steroidi anabolizzanti, in particolare ci sono sostanze come il trembolone ed i suoi derivati che sono particolarmente tossiche per i nefroni (cellule del rene responsabili dell'attività di filtrazione di questo organo).