Il detection time
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Il detection time

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Il detection time

Il detection time o tempo di individuazione indica per quanto tempo una sostanza assunta viene rintracciata nel corpo attraverso esami chimici specifici. è determinato dal tempo necessario al corpo per eliminarne tutti i metaboliti.

Gli steroidi anabolizzanti essendo sostanze lipofile, sono eliminate lentamente e tendono a restare nell'organismo anche tramite metaboliti inattivi per periodi prolungati, pertanto i test anti-doping possono smascherare l'uso di queste sostanze anche parecchio tempo dopo l'ultima somministrazione. Gli steroidi anabolizzanti hanno un metabolismo molto differente tra loro e di conseguenza anche il tempo necessario all'eliminazione può variare considerevolmente.

15-18 mesi12 mesi4-5 mesi4-5 mesi4 mesi3 mesi2-3 mesi2 mesi9 settimane5-6 settimane4-5 settimane3 settimane2 settimane1 settimana3 giorni
Sostanza Detection time
Nandrolone decanoato, undecilenato
Nandrolone fenilpropionato
Boldenone undecilenato
Trembolone acetato, enantato
Testosterone undecanoato iniettabile
Testosterone cipionato, enantato
Quinbolone
Ossimetolone, fluossimesterone
Stanozololo iniettabile
Noretandrolone, mesterolone, metandienone
Metenolone enantato
Oxandrolone, stanozololo orale, metenolone acetato, drostanolone
Testosterone propionato
Testosterone undecanoato orale
Testosterone in sospensione

L'affinità con il recettore degli androgeni

Gli Steroidi anabolizzanti si legano al recettore degli androgeni con diverse affinità. Sono stati svolti studi (Saartok) comparativi sulla capacità di ciascuno steroide di legare il recettore androgeno, questi studi volevano spiegare la differente attività dei vari composti, infatti in teoria maggiore è la capacità di legare maggiore è l'attività. I risultati di questi studi in vitro evidenziano l'affinità relativa di diversi steroidi anabolizzanti a quella del superattivo metiltrienolone (uno steroide simile a trenbolone, ma con un sostituente 17α-alchilato) ai recettori degli androgeni nel citosol isolato dal muscolo scheletrico, della prostata del ratto e del muscolo scheletrico del coniglio. Il metiltrienolone è considerato un valore di riferimento in quanto lega in maniera fortissima il recettore. Gli studi in questione andavano a verificare come gli altri steroidi fossero in grado di spiazzare questo composto dal sito di legame recettoriale.

L'ordine delle affinità relative confronto al metiltrienolone, che ha appunto l'affinità più forte, è stato il seguente: nandrolone > methenolone > testosterone > mesterolone; questo gruppo aveva affinità elevata e generalmente simile in tutti i tessuti. La relativa associazione con fluossimesterone, metandienone e stanozololo era molto più debole e quello con ossimetolone ed etilestrenolo addirittura troppo bassa per essere determinata.

Alla luce di questi risultati si è notata una grande discrepanza rispetto alle attività in vivo di questi steroidi confrontati con la loro attività in vitro, anche tenendo conto di possibili differenze dovute alla biodisponibilità di questi steroidi, considerando anche l'affinità con la globulina legante gli ormoni sessuali nella circolazione sanguigna, tale discrepanza non è giustificata. Ad esempio, l'ossimetolone e lo stanozololo hanno affinità di legame relativa bassa rispetto al 17α-metilltestosterone nello studio in vitro, ma, al contrario, questi steroidi hanno un'attività miotrofica relativamente alta confrontata con lo stesso steroide. Inoltre, altri studi (Feldkoren) hanno scoperto che stanozololo e metandienone hanno affinità di associazione significativamente più bassa rispetto al testosterone, ma tutti e tre gli steroidi erano potenti attivatori del recettore degli androgeni. Pertanto il grado di associazione fisica al recettore degli androgeni, come misurato da queste analisi, non spiega completamente l'attività biologica degli steroidi anabolizzanti. è possibile che esista un profilo di espressione genica differente ottenuto dall'attivazione del recettore da parte di steroidi strutturalmente diversi, questo evento potrebbe spiegare in qualche modo queste discrepanze tra azione in vivo ed in vitro. Questa ipotesi è avvalorata da alcuni studi (Holterhus). In questi studi si valuta l'azione di tre degli steroidi considerati anabolizzanti (nandrolone, oxandrolone e stanozololo), insieme a tre androgeni virilizzanti  (testosterone, DHT e metiltrienolone) e due precursori di testosterone (DHEA e androstenedione). In un particolare modello, in cui tutti gli steroidi hanno dimostrato di essere potenti attivatori del recettore degli androgeni, gli steroidi anabolizzanti e i precursori del testosterone hanno mostrato di promuovere l'attivazione di profili genici distinto dagli androgeni. Il presupposto è che la conformazione specifica ligando-indotta determini come il complesso recettore-steroide può interagire con dei coregolatori e fattori di trascrizione genici differenti determinando risposte diverse. Questo evento potrebbe spiegare la suddetta discrepanza.

Alla luce di questi dati è evidente come l'attuale conoscenza delle componenti biologico-molecolari regolate dagli androgeni siano ancora parziali, lo sviluppo di queste conoscenze potrebbe portare a dimostrare che l'azione di queste sostanze può essere diversa a seconda del tessuto e del tipo di legame generato dallo steroide. Tutti questi dati sugggeriscono che vi sono realmente azioni distinte tra i vari steroidi anche se strutturalmente appartengono tutti alla stessa classe di sostanze.