Impiego degli stimolanti nello sport
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Impiego degli stimolanti nello sport

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Impiego degli stimolanti nello sport

Sostanze in grado di aumentare le capacità fisiche del corpo ed in grado di agire positivamente sul carattere sono chiaramente in grado di migliorare le prestazioni fisiche di un atleta. Soprattutto in caso di sforzi di resistenza, l'azione simpaticomimetica determina una maggiore capacità di una persona di sostenere la fatica. Gli effetti fisici e psichici conseguenti all'uso di stimolanti possono agevolare anche gli atleti impegnati in sport di situazione in cui il risultato è determinato anche dalla motivazione e dalla capacità dell'atleta di sopportare fatica per l‘intera gara che si protrae per diverso tempo.

Gli atleti possono assumere stimolanti per tre motivi principali:

  • Involontario (o presunto tale) consumo in seguito all'assunzione di un farmaco a scopo medicinale contenente la sostanza (per esempio farmaco per mal di testa, bronco dilatatore o decongestionante nasale), in questo caso si usa la sostanza per curare una patologia
  • Deliberato consumo per uso improprio della sostanza con finalità ricreative, l'atleta prende stimolanti per andare a divertirsi la sera, in quanto queste sostanze presentano potenziale d'abuso sociale (possono essere le cosiddette droghe da strada)
  • Consumo volontario per migliorare le prestazioni sportive

Gli stimolanti rientrano pertanto fra le sostanze vietate dal regolamento anti-doping ed il loro utilizzo è vietato prima delle competizioni, in quanto l'azione degli stimolanti determina un miglioramento delle performance solo se presi prima della gara.

Nel 2010 gli stimolanti sono stati circa il 10% dei test antidoping risultati positivi, nel 2009 il 6,5%.

Una serie di sostanze stimolanti non sono considerate vietate in assoluto ma sono soggette a monitoraggio che significa che la loro concentrazione deve essere inferiore ad una certa soglia. Questa scelta è stata fatta perché sono principi attivi comunemente contenuti in numerosi farmaci per l'automedicazione e di conseguenza risulterebbe anche difficile stabilire con assoluta certezza che un eventuale uso non derivi da reali esigenze curative. Per questa ragione sono stati stabiliti livelli sogli considerati terapeutici, mentre al di sopra di questi livelli si considera l'uso improprio.

Sostanze soggette a monitoraggio

Secondo le ultime note antidoping Le seguenti sostanze incluse nel Programma di Monitoraggio 2011 (bupropione, caffeina, fenilefrina, fenilpropanolamina, pipradolo, sinefrina) non sono considerate sostanze proibite in assoluto, ma tali se la loro concentrazione supera determinati valori.

Bupropione

Il bupropione è un antidepressivo atipico appartenente alla classe degli SSRI. Esso agisce come un debole bloccante della ricaptazione di dopamina e noradrenalina ed è ampiamente disponibile per il trattamento della dipendenza da tabacco. Attualmente viene utilizzato anche nelle terapie dimagranti come soppressore dell'appetito.

Non è chiaro se il bupropione  sia realmente in grado di influenzare le performance fisiche, tuttavia il suo utilizzo in concomitanza con attività intensa incrementa i livelli ematici di diversi ormoni quali GH, cortisolo, ACTH ed endorfine, inoltre produce ipertermia, pertanto l'uso sotto sforzo potrebbe dare pericoli di shock termico e disidratazione.

Caffeina

La caffeina è una trimetilxantina, un alcaloide naturale presente nel caffè, cacao, tè cola, guaranà e matè.

Questa sostanza è uno stimolante del sistema nervoso centrale ed è usata per contrastare stanchezza e sonnolenza. Essa agisce come antagonista dei recettori adenosinici. L'azione della caffeina è pertanto differente da quella degli stimolanti propriamente detti in quanto non è un simpaticomimetico. I recettori dell'adenosina sono presenti su molti tessuti e tra gli effetti indotti dalla loro attivazione vi è l'inibizione del rilascio di diversi neurotrasmettitori, il rilassamento della muscolatura stirata, la broncocostrizione e la riduzione del battito cardiaco. La caffeina essendo un antagonista recettoriale dell'adenosina agisce aumentando i livelli di noradrenalina, adrenalina ed alza la frequenza cardiaca.

Sul sistema nervoso la caffeina ha un effetto stimolante, di miglioramento dei riflessi e della capacità cognitive e di concentrazione ed ha anche un'azione analgesica.

Questa sostanza viene utilizzata anche come coadiuvante nelle terapie dimagranti. Diversi studi hanno confermato tale proprietà per effetto stimolante sul metabolismo basale. Come tutti gli stimolanti se presa a dosaggi eccessivi può dare nervosismo, irritabilità, insonnia e tachicardia.

La caffeina ha mostrato in diversi studi di essere un valido ergogeno sia negli sforzi aerobici che in quelli anaerobici, pertanto è usata per migliorare la performance in tutte le discipline sportive.

Attualmente è prassi associare la caffeina alla creatina per sinergizzare gli effetti ergogeni sia nelle discipline ad impegno anaerobico, sia in quelle ad impegno aerobico ed ovviamente anche in quelle ad impegno misto.

L'associazione caffeina, creatina viene inoltre accompagnata da β-alanina ed arginina. In pratica questo mix di integratori non è contemplato nelle sostanze dopanti e quindi può essere liberamente utilizzato per migliorare la performance atletica. I dosaggi utilizzati sono:

  • 100/400 mg caffeina
  • 2/10 gr creatina
  • 1/4 gr β-alanina
  • 2/8 gr arginina

Dal momento che la caffeina è presenta nel caffè e nei molti farmaci da banco, sarebbe difficile far rispettare il divieto totale di caffeina. Pertanto nell'ultima lista delle sostanze vietate la caffeina non compare più, mentre negli anni precedenti era considerata sostanza soggetta a monitoraggio e la sua presenza nelle urine doveva essere inferiore a certi limiti che hanno avuto diverse revisioni negli anni, fino ad essere totalmente esclusa nel 2011. è facile presumere che il suo uso sarà soggetto ad accurate revisioni anche negli anni venturi.

Questo fatto dimostra come la lista sia in costante evoluzione a causa delle valutazioni raggiunte dagli esperti che devono redigere la lista stessa.