Metiltrienolone
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Metiltrienolone

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Metiltrienolone

Il metiltrienolone o metribolone è uno steroide anabolizzante di elevatissima potenza. Lega il recettore degli androgeni in modo cosi forte che viene usato come tester in studi di farmacologia per valutare l'affinità degli altri steroidi: in base a quanto un'altra sostanza sia in grado di spiazzare dal recettore il metiltrienolone si valuta la forza di legame del composto.

Il metiltrienolone è una forma di trenbolone, derivato del nandrolone, metilato in 17α, è un trenbolone17α-alchilato, pertanto è uno steroide orale particolarmente epatotossico e nefrotossico. Il trenbolone risulta essere già particolarmente tossico per questi organi, l'alchilazione in 17 rende qualunque sostanza maggiormente tossica di conseguenza la tossicità del metribolone è ovviamente altissima, sembra che già 2 mg al giorno per alcune settimane possano dare ittero ed altre problematiche epatiche.

La altissima capacità di legare i recettori androgeni del metiltrienolone determina una potenza anabolica ed androgena decisamente maggiore del testosterone, infatti il rapporto A:A è stimato in 12000:6000, presenta una vita attiva di 4-6 ore ed un tempo di rilevamento ancora non noto.

Il metrebolone non aromatizza e sopprime l'asse HPTA in misura inferiore al testosterone, inoltre in seguito al suo utilizzo è possibile avere difficoltà di erezione e ridotta spermatogenesi come per il trenbolone e per il nandrolone, ma in misura maggiore, in quanto la soppressione dell'asse determina ridotta presenza di testosterone ed estrogeni, ormoni coinvolti in spermatogenesi ed erezione, quindi la carenza di questi può portare a problemi di impotenza ed infertilità.

Essendo un derivato del nandrolone questa sostanza presenta anche attività progestinica, infatti lega anche i recettori del progesterone in maniera molto forte, quindi può portare a problemi quali la ginecomastia.

Pur non potendo essere convertiti in DHT la sua elevatissima attività androgena può portare ad ipertrofia prostatica e perdita di capelli. L'elevatissima capacità di questa sostanza di legare i recettori degli steroidi lo rendono particolarmente capace di attivare e fare proliferare i tumori ormone correlati quali ad esempio il tumore alla prostata ma non solo.

Da segnalare che il metiltrienolone in molti studi viene ancora menzionato con il suo nome d'origine R1881, a causa dello scarso impiego che se ne ha. Ogni sostanza nuovamente sintetizzata riceve una sigla identificativa poi se l'uso di questo composto ha un futuro gli viene anche attribuito un nome, di conseguenza quando una sostanza non trova campi di applicazione viene scarsamente impiegata e rimane menzionata con la sigla attribuitagli originariamente.

Essendo il metiltrienolone una sostanza così pericolosa, sono poche le informazioni esistenti riguardo l'utilizzo sull'uomo, in quanto anche gli studi clinici sono decisamente scarsi, inoltre non essendo mai esistito come farmaco, ma essendo una sostanza presente solo nei laboratori sperimentali è decisamente difficile per un atleta reperirlo, tuttavia diversi pesisti greci sono stati trovati positivi a questa sostanza alle olimpiadi di Pechino.

Secondo le voci circolanti su internet pare che chi riesce ad averlo lo utilizzi a dosaggi compresi tra 0,5 ed 1 mg al giorno per non più di 3-4 settimane e pare che i risultati in termini di incrementi di forza e massa muscolare siano davvero enormi.

Mibolerone

Il mibolerone è uno steroide anabolizzante con altissima affinità per i recettori degli androgeni, maggiore anche del metribolone, di conseguenza ha anche una elevatissima potenza.

Il mibolerone fino ad ora non ha avuto nessun uso terapeutico. Questo steroide viene utilizzata nella ricerca farmaceutica per caratterizzare i recettori degli androgeni. In pratica lega in maniera così forte questi recettori che viene utilizzato come segnale per marcare nei tessuti i recettori stessi e di conseguenza per fare analisi cliniche legate all'espressione dei recettori in questione.

Il Mibolerone viene usato in alcuni paesi, ma non in Italia, per controllare i calori ed il ciclo riproduttivo degli animali in un prodotto chiamato Cheque Drops. Viene usato dagli allevatori per regolare le cucciolate.

Gli effetti che questa sostanza può avere sull'uomo non sono ancora noti, chiaramente visti i presupposti il mibolerone è un anabolizzante di elevatissima potenza, però anche gli effetti collaterali sono altrettanto marcati. In particolare presenta una elevatissima tossicità per il fegato che si può manifestare già dopo pochi giorni di assunzione continuativa. Il suo rapporto A / A sembra essere 900:500. Non aromatizza ma ha anche una forte affinità per il recettore del progesterone, di conseguenza ha una elevatissima attività progestinica che può portare a ginecomastia e inibire l'asse HPTA. Non avendo mai trovato impiego terapeutico sull'uomo non ci sono studi clinici sul mibolerone sufficienti a valutarne gli effetti, di conseguenza non è possibile prevederne i possibili effetti collaterali di un uso a lungo termine di questa sostanza.

Gli atleti utilizzano il mibolerone oltre che per l'azione anabolizzante anche prima delle competizioni per aumentare la propria aggressività, infatti sembra essere particolarmente efficace nel promuovere queste modificazioni comportamentali. In particolare sono gli atleti del ring, ed i fighter ad utilizzare il mibolerone prima degli incontri per picchiare più selvaggiamente l'avversario. Alcune voci mai confermate che girano su internet asseriscono che venne preso anche da Tyson prima dell'incontro con Holyfield, quando gli strappò l'orecchio.

Il mibolerone si presenta in forma liquida da assumere oralmente in gocce, come viene utilizzato negli animali. Come anabolizzante viene utilizzato alla dose di 5 mg al giorno per non più di 2 settimane per limitarne, se possibile, gli effetti collaterali. Questo steroide è sicuramente poco noto e di difficile reperibilità, tuttavia è una sostanza molto forte ed altrettanto pericolosa.