Naprossene
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Naprossene

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Naprossene

Il naprossene è un altro analgesico, antinfiammatorio da banco contenuto in Aleve e Momendol (dosati a 220 mg), ha la stesso profilo farmacologico e le stesse indicazioni dell'ibuprofene, ha però attività più lunga (circa 12 ore) ed è generalmente ben tollerato a livello gastrico. Questa sostanza viene utilizzata come analgesico alla dose di 220 mg e come antinfiammatorio alla dose di 500 mg due o tre volte al giorno.

Il naprossene viene usato dagli atleti come l'ibuprofene in quanto hanno un profilo farmacologico simile, pertanto rimane un farmaco di seconda scelta per trattare infortuni, in quanto nimesulide, diclofenac ed altri risultano maggiormente efficaci. L'utilizzo prima delle competizioni riduce la sensazione di dolore ma non migliora il recupero come già detto per l'ibuprofene.

Indometacina

L'indometacina è un derivato dell'acido acetico contenuto nel Metacen, è un potente antinfiammatorio più tossico ma più efficace di aspirina e ibuprofene, non viene utilizzato come analgesico o per le infiammazioni minori, si utilizza nel trattamento di artrite reumatoide ed infiammazioni importanti.

L'indometacina viene somministrata sia oralmente alla dose di 25 / 50 mg due o tre volte al giorno sia tramite iniezione intramuscolare con 50 mg due volte al giorno. Le iniezioni sono particolarmente efficaci come antidolorifico e vengo spesso scelte come intervento prima di una competizione, quando un atleta è afflitto da dolori articolari ma vuole comunque competere.

Diclofenac

Il diclofenac è contenuto nel Voltaren ed ha attività più potente dell'indometacina, viene utilizzato per le patologie infiammatorie croniche ed in fase acuta negli infortuni dell'apparato muscoloscheletrico. Questa sostanza viene somministrata sia tramite pastiglie (50 mg due o tre volte al giorno) che con iniezioni (75 mg una o due volte al giorno). Esistono anche creme e gel a base di questa sostanza.

Il doclofenac risulta però particolarmente epatotossico e nefrotossico, inoltre presenta anche una discreta attività gastrolesiva, per ridurre gli effetti collaterali, in particolare la sua gastrolesività, viene preferita la somministrazione intramuscolare. Inoltre sembra che questa sostanza come gli inibitori selettivi della COX2 aumenti l'incidenza di rischio di infarto del miocardio.

Il diclofenac è la prima scelta tra gli atleti afflitti da infortuni per attenuare i dolori che ne seguono, viene preso per recuperare dagli infortuni, per attenuarne i fastidi, per allenarsi e gareggiare anche in caso della presenza di dolori acuti. Tale pratica come anticipato risulta particolarmente pericolosa in quanto l'atleta non sentendo il dolore tende a sforzare la zona infortunata, rischiando così di aggravare l'infortunio.

Gli atleti spesso utilizzano anche i gel per somministrazioni topiche (spalmando il gel ogni due o tre ore) su zone infiammate o contuse, tuttavia tale pratica non sembra essere particolarmente efficace e si dimostra utile solamente per trattare i dolori particolarmente lievi. Ovviamente l'uso topico riduce drasticamente il rischio di insorgenza di effetti collaterali, in quanto una bassissima percentuale della sostanza entra in circolo e va ad agire sugli organi sede degli effetti collaterali (rene, stomaco, fegato e cuore). Gli infortuni più comunemente trattati con creme a base di diclofenac sono le contusioni, le borsiti e le tendiniti come le epicondiliti.

Ketorolac

Il ketorolac è un potente analgesico e blando antinfiammatorio contenuto nel Tora-dol. Viene utilizzato per via intramuscolare nel trattamento del dolore come alternativi agli oppioidi. Rispetto agli oppioidi non dà tolleranza, dipendenza e depressione del sistema respiratorio, tuttavia risulta particolarmente gastrolesivo (è stato anche fatale in alcuni casi), in misura maggiore degli altri FANS e può dare tossicità renale. Per questi suoi effetti avversi è utilizzato solo per il trattamento a breve termine del dolore. Oralmente viene utilizzato nella terapia del dolore acuto alla dose di 5 /10 mg (massimo per 5 giorni) e per via parenterale con dosaggi maggiori (10 mg ogni 4 / 6 ore, per massimo 2 giorni) nel trattamento del dolore postoperatorio.

Gli atleti utilizzano il ketorolac per trattare i dolori acuti causati da traumi ed infortuni sportivi vari. Tuttavia è importante ripetere quanto già detto: vista la sua elevata grastolesività non è opportuno utilizzare questo farmaco oltre i 5 giorni in caso di somministrazioni orali ed oltre i 2 giorni nel caso di iniezioni.

Sulindac

Il Sulindac è contenuto nel Clinoril, è un profarmaco convertito nel corpo attraverso una riduzione nella forma attiva. Questa sostanza appartiene alla classe dell'indometacina ed ha attività analgesica comparabile ad essa, però, rispetto a quest'ultima, sembra essere meno tossico. In uno studio (Walker) si è dimostrato più efficace dell'ibuprofene nel favorire il recupero da infortuni articolari.

Piroxicam

Il piroxicam è contenuto nel Feldene. Ha una lunga durata d'azione (oltre 24 ore), e pertanto ha il vantaggio di poter essere somministrato giornalmente. Rispetto ad altri FANS comporta maggiori rischi gastrolesivi.

In uno studio (Santilli) il piroxicam si è dimostrato più efficace dell'ibuprofene nel trattamento di infortuni dovuti all'attività fisica, mentre in un altro studio simile (Heere) questo principio attivo si è dimostrato meglio tollerato di naprossene ed indometacina.