I SERM
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

I SERM

Autore:
Ultimo aggiornamento:







I SERM

I modulatori selettivi del recettore degli estrogeni SERM (Selective estrogen receptor modulator) sono una classe di farmaci di natura non steroidea che agiscono sui recettori degli estrogeni.

La caratteristica che li distingue dagli agonisti ed antagonisti puri dei recettori, è il fatto che, a seconda dei vari tessuti dove agiscono, esplicano una differente attività, garantendo la possibilità di fungere da agonista su alcune funzioni o tessuti, e da antagonista su altri.

Questo composti sono vietati dalle norme antidoping in quanto in grado di alterare i livelli di testosterone. Questi farmaci non hanno certo il potenziale anabolizzante degli androgeni, tuttavia sono in grado di interagire con essi.

Spesso sono utilizzati dagli atleti ed in particolare dai body builder per contrastare gli effetti collaterali generati dall'uso di steroidi anabolizzanti. Infatti come già spiegato parte degli effetti collaterali degli steroidi è causato dalla loro proprietà di aromatizzare ed essere convertiti in estrogeni più o meno attivi, di conseguenza uno sostanza che riduce l'attività estrogenica è in grado di contrastare parte degli effetti collaterali indotti da testosterone e suoi derivati. Per questa ragione i SARM rientrano tra i farmaci usati dagli sportivi.

I SERM sono una classe di sostanze con diverse attività usati in funzione delle patologie curate e dei tessuti coinvolti dalla loro azione.

Clomifene

Il clomifene è usato per favorire l'ovulazione nelle donne e viene utilizzato anche in caso di amenorrea (mancanza di mestruazioni). Questa sostanza agisce da antagonista dei recettori ipotalamici degli estrogeni. Antagonizzando l'azione degli estrogeni sull'ipotalamo questa sostanza determina il rilascio da parte dell'ipofisi di LH ed FSH, favorendo così la produzione di ormoni sessuali e l'ovulazione nella donna. Questo farmaco viene utilizzato anche nel trattamento dell'infertilità maschile e dell'ipogonadismo secondario in quanto attiva l'asse HPTA.

Il clomifene viene usato dagli atleti alla fine di un ciclo di steroidi anabolizzanti per riattivare l'asse HPTA e alzare la produzione endogena di testosterone compromessa dall'azione degli steroidi. Generalmente gli atleti utilizzano 50/200 mg al giorno per un periodo compreso tra le 2 e le 4 settimane.

Enclomifene

L'enclomifene è lo stereoisomero realmente attivo come anitestrogeno del clomifene. Il clomifene presenta due isomeri (due forme uguali e speculari) ma solamente la forma E è quella con attività antiestrogena. Pertanto l'enclomifene presenta le stesse proprietà con maggiore potenza e viene utilizzato come il clomifene con dosaggi inferiori. Questo farmaco infatti, è stato recentemente immesso sul mercato statunitense come cura per l'ipogonadismo secondario. Ovviamente per gli atleti ha le stesse applicazioni del clomifene ma con maggiore efficacia, pertanto viene anch'esso usato a fine ciclo di steroidi per ripristinare la funzionalità gonadica.

Raloxifene

Il raloxifene (Evista) è un SERM con attività estrogenica sul tessuto osseo mentre agisce da antagonista su utero e seno. Questo farmaco viene usato nel trattamento dell'osteoporosi. In alcuni studi (Jacobsen) si è dimostrato efficace nell'incrementare la massa magra e la forza in persone anziane.

Anche il raloxifene attiva l'asse HPTA però sembra in misura inferiore del clomifene, pertanto può essere usato dagli atleti come intervento post-ciclo con steroidi per riattivare la funzione testicolare al posto del clomifene. Tuttavia visto la minore efficacia gli atleti preferiscono utilizzare il clomifene.

Ciclofenil

Il ciclofenil è in altro SERM che agisce come il clomifene, viene pertanto usato dagli atleti alla fine di un ciclo con steroidi per riattivare l'asse HPTA. I dosaggi generalmente utilizzati variano dai 400 ai 600 mg al giorno per 2/4 settimane.

Tamoxifene, toremifene

Toremifene (Fareston) e tamoxifene (Nolvadex) sono SERM utilizzati per trattare il tumore al seno. Queste sostanze agiscono da antagonisti dei recettori degli estrogeni in diversi tessuti ed in particolare nel seno. Questi farmaci sono anche in grado di inibire l'attività dell'aromatasi, enzima responsabile della conversione di testosterone in estradiolo.

Toremifene e tamoxifene vengono utilizzati anche per ridurre la ginecomastia nell'uomo e per trattare l'infertilità della donna.

L'azione anitestrogeno di queste sostanze viene sfruttata dagli atleti che utilizzano steroidi anabolizzanti per ridurne gli effetti collaterali. Questi farmaci vengono presi assieme agli steroidi, in particolare con testosterone e con le altre sostanze che aromatizzano fortemente per moderare l'azione negativa indotta dalla maggiore presenza di estrogeni generata dall'uso di steroidi. Pertanto riducono ginecomastia, ritenzione idrica e soppressione dell'asse HPTA indotti dagli steroidi. Vengono inserito anche in fase post-ciclo per riattivare la funzione gonadica, anche se per questo tipo di terapia sembra preferito il clomifene.

Gli atleti utilizzano il tamoxifene a dosaggi che possono variare dai 10 ai 30 mg al giorno, mentre il toremifene è usato a dosaggi compresi tra i 60 ed i 120 mg al giorno per tutto il ciclo di steroidi.

L'azione di questi composti presi senza steroidi appare limitata, in quanto la capacità di stimolare la produzione di testosterone in funzione della azione antagonista per gli estrogeni non sembra in grado di migliorare le capacità di un atleta, tuttavia l'uso di tamoxifene e toremifene è considerato doping visto l'uso sempre più frequente di questi farmaci associati a steroidi.

Questi composti presentano una certa epatotossicità che si va a sommare a quella degli steroidi, pertanto l'uso simultaneo di queste sostanze aumenta gli effetti negativi sul fegato già elevati per la maggior parte dei derivati del testosterone. Altri effetti collaterali che si possono presentare usando questi farmaci sono nausea, ipertensione, demineralizzazione ossea e possibile attivazione di adenocarcinomi ed altre patologie dell'endometrio nella donna.