Principali categorie farmacologiche
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Principali categorie farmacologiche

Le principali categorie farmacologiche: antinfiammatori non steroidei e glucocorticoidi.

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Antinfiammatori

L'infiammazione è la normale risposta protettiva ad un danno tessutale causato da agenti chimici, fisici o da microrganismi, approntata al fine di rimuovere gli agenti irritanti e preparare la zona alla riparazione tissutale.
A questo punto, generalmente, l'infiammazione recede in maniera automatica. Tuttavia, alle volte, la risposta infiammatoria è fornita a stimoli innocui e non pericolosi (es. il polline). In questi casi è l'infiammazione stessa a poter provocare danni se non adeguatamente trattata. L'infiammazione è innescata da mediatori chimici liberati dai tessuti danneggiati e dalle cellule migranti. I mediatori chimici sono differenti e variano al variare del tipo di processo infiammatorio, ed in questo è da ricercare la risposta al perché alcuni antinfiammatori siano tanto efficaci in alcune situazioni quanto inefficaci in altre.

Antinfiammatori non steroidei

Molti farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) agiscono mediante l'inibizione della sintesi delle prostaglandine, ovvero derivati degli acidi grassi insaturi contenenti 20 atomi di carbonio ed una struttura ciclica ad anello. Le prostaglandine sono prodotte, seppur in piccolissime quantità, da tutti i tessuti, e sugli stessi agiscono e vengono metabolizzate. Per tale ragione non circolano nel sangue in percentuale significativa. L'acido arachidonico è il principale precursore delle prostaglandine e dei composti simili, che agiscono come segnali chimici locali regolando finemente la risposta ad un particolare tipo di cellule. Le funzioni variano al variare dei tessuti.
I farmaci antinfiammatori non steroidei sono sostanze chimiche con azione antinfiammatoria, analgesica ed antipiretica. Agiscono per gran parte dei casi inibendo le cicloossigenasi. L'acido acetilsalicilico è il più comune farmaco antinfiammatorio e quello con il quale vengono confrontati gli altri. FANS di ultima generazione sono marginalmente superiori e provocano un'irritazione gastrointestinale ridotta o nulla. L'acido acetil salicilico è un acido organico debole, che inibisce irreversibilmente la cicloossigenasi, al contrario degli altri FANS che la inibiscono in maniera reversibile. L'acido acetilsalicilico è rapidamente deacetilato dalle esterasi organiche producendo salicilato con effetti antinfiammatori, analgesici e antipiretici. I salicilati agiscono inibendo la sintesi delle prostaglandine nei centri termoregolatori dell'ipotalamo e nei siti bersaglio periferici, inoltre, l'inibizione della loro sintesi, inibisce la sensibilizzazione dei recettori del dolore a stimoli meccanici e chimici. I più comuni effetti collaterali dovuti ai salicilati sono: sofferenza epigastrica, nausea, vomito, sanguinamento GI microscopico, viene ridotta l'aggregazione piastrinica, si può avere depressione respiratoria da sovradosaggio, viene inibita la formazione di ATP e l'energia è dispersa sottoforma di calore.

Glucocorticoidi

Rientrano nel gruppo degli ormoni steroidei, normalmente prodotti dalla corteccia surrenale (nella zona fascicolata) partendo dal colesterolo (precursore), stimolano la gluconeogenesi sia per effetto della captazione di amminoacidi attraverso il fegato ed il rene sia promuovendo l'attività enzimatica. I glucocorticoidi (es. cortisolo) Stimolano il catabolismo proteico, eccetto che nel fegato e la lipolisi, fornendo materiale ed energia per la sintesi del glucosio. Fornendo un quantitativo maggiore di glucosio a livello ematico, combattono lo stress causato da traumi, infezioni, malattie debilitanti. Possono agire, aumentandola, anche sulla pressione sanguigna. Causano una diminuzione di eosinofili, basofili, monociti e linfociti.
Fanno aumentare la distribuzione ematica di emoglobina, eritrociti, piastrine e leucociti polimorfonucleati. Il loro impiego è nel campo delle infiammazioni e della soppressione dell'immunità. Agiscono indirettamente sulla fosfolipasi A2 che, bloccando la liberazione di acido arachidonico, inibisce la produzione di prostaglandine, di cui è precursore. Aumenta la produzione di ormoni della crescita e blocca la sintesi si ormoni tiroidei. Gli effetti avversi sono riconducibile al quantitativo di ormoni in circolo. È possibile riscontrare un aggravamento delle ulcere per iperproduzione di pepsina e acido gastrico, ha influenze negative sul sistema nervoso, e sulla produzione ossea.