Patologia molecolare
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Patologia molecolare

Approfondimenti sui meccanismi molecolari degli stati patologici, il danno e la morte cellulare. Il sistema immunitario e i suoi costituenti. Analisi, possibili sviluppi, ed esiti dei processi infiammatori.

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Omeostasi e manifestazioni patologiche

L'organizzazione mondiale della sanità ha definito il concetto di salute . Viene indicato come uno stato di completo benessere sociale e psicofisico, e quindi non solo una condizione di assenza di patologie, ma in una visione più generale la situazione dell'organismo umano in un ambiente che consenta l'adeguato e ottimale funzionamento. La capacità degli organismi viventi di

Danno e morte cellulare

Le cellule attuano 3 sistemi di controllo fondamentali, i quali regolano: i rapporti con l'esterno (per mezzo della membrana plasmatica), il metabolismo energetico e la sintesi proteica per il rinnovo delle strutture sottoposte a turn over. Un danno cellulare può essere causato da agenti fisici, chimici e biologici che intervengono su uno dei sistemi di controllo fondamentali e, co

La risposta cellulare a seguito di danno

Un danno alla membrana plasmatica provoca l'aumento della sua permeabilità. In condizioni fisiologiche la concentrazione di ioni sodio (Na+) all'interno della cellula è molto inferiore (meno di 1/10) rispetto alla concentrazione dei medesimi ioni al suo esterno. Situazione diametralmente opposta per gli ioni potassio (K+) con concentrazioni nettamente inferiori all'esterno della

Apoptosi e necrosi

La morte cellulare è l'evento conclusivo dei danni di una data rilevanza, ed è un passaggio fondamentale in molte patologie. La morte è anche un evento normale che coinvolge la regolazione e il ricambio tissutale ecc. Una cellula che si avvia alla morte modifica la sua struttura entro un ventaglio di variabili limitate, e sono state descritte due modalità di morte cellulare: l'

Meccanismi d'azione dell' apoptosi e della necrosi

Studi recenti hanno evidenziato come apoptosi e necrosi non siano fenomeni distinti o in antitesi ma rappresentano gli estremi del medesimo processo. Si è potuto rilevare come, la medesima tossina, possa indurre apoptosi a basse concentrazioni e necrosi a concentrazioni più elevate. Gli equilibri fra una via o l'altra possono essere ricondotti alla differente quantità di ATP e dall

Meccanismi delle vie metaboliche

Per poter ben comprendere ed apprezzare le vie metaboliche ed i loro meccanismi di regolazione, dovremmo considerarle nel loro contesto, ossia all'interno dell'organismo. Gli organismi multicellulari adottano un sistema di differenziamento cellulare, ed una conseguente divisione dei lavori, in virtù delle caratteristiche proprie di ogni "categoria" di cellule e, per tale ragione, o

Meccanismi delle vie metaboliche - seconda parte

Amminoacidi Gli amminoacidi che raggiungono gli epatociti, al pari degli zuccheri, possono intraprendere diversi percorsi: possono divenire precursori della sintesi proteica necessaria al turnover proteico ed alla sintesi di proteine plasmatiche possono essere veicolati ad altri tessuti sempre per contribuire alla sintesi proteica; - utilizzo nella biosintesi di nucleotidi, o

Dall'ATP al lavoro muscolare

L' ossigeno respirato viene impiegato in percentuali variabili dal 50% (a riposo) sino al 90% (massima attività fisica) dal muscolo scheletrico. Il muscolo scheletrico è specializzato nella produzione di ATP come fonte energetica di pronto utilizzo. Il muscolo scheletrico può utilizzare acidi grassi liberi, corpi chetonici o glucosio per soddisfare le esigenze energetiche. Nelle

Utilizzo energetico da parte del cervello

Il cervello utilizza normalmente solo glucosio come sostanza nutriente e richiede circa il 20% dell'ossigeno respirato da un uomo in situazioni di riposo. Il cervello non possiede rilevanti riserve di glicogeno, per il cui rifornimento dipende dal circolo sanguigno. Se il livello del glicogeno ematico dovesse scendere al di sotto di una data soglia, anche per un breve periodo, i

Regolazione ormonale del metabolismo energetico

Uno degli elementi la cui omeostasi è fondamentale è il glucosio, la cui concentrazione dev'essere mantenuta pari a 4,5 mM. A tal fine intervengono in maniera coordinata insulina, glucagone e adrenalina. L' insulina segnala ai tessuti che la concentrazione di glucosio è più elevata del dovuto, conseguentemente l'eccesso di glucosio viene immesso nel fegato e convertito in sost

Modificazioni del metabolismo cerebrale

In caso di digiuno le scorte energetiche (glicogeno epatico e muscolare, triacilgliceroli, proteine tissutali) tendono ad esaurirsi in proporzione alla loro quantità. Dopo una notte di digiuno le scorte di glicogeno sono fortemente compromesse, soprattutto quelle epatiche. Dopo 24 ore la concentrazione di glucosio nel sangue inizia a calare, la secrezione di insulina si abbassa

Il sistema immunitario

L'organismo umano, al fine di combattere ed ostacolare le aggressioni di virus, batteri e parassiti, si è organizzato strutturando 3 linee di difesa facenti parte del nostro sistema immunitario. Le linee di difesa sono di tipo aspecifico (meccaniche, chimiche e fattori dell'immunità aspecifica) e specifiche (fattori dell'immunità specifica). Esaminiamole nel dettaglio. Line

Antigeni e risposta immunitaria

Sia i fattori dell'immunità specifica, che i fattori dell'immunità aspecifica vengono riversati nel torrente ematico per il loro trasporto e per il riconoscimento degli antigeni. È definito antigene qualunque sostanza estranea che provoca una risposta immunitaria. Gli antigeni vengono definiti apteni se hanno peso molecolare inferiore agli 8000 Dalton, situazione in cui tend

Altri elementi del sistema immunitario

Immuno Globuline A Sono presenti in minima quantità nel sangue ma molto abbondanti nel muco e nelle altre secrezioni, sono presenti nel tratto respiratorio e nel latte. Vengono secrete sotto forma di 2 anticorpi uniti fra loro (dimero) con 4 siti di legame per l'antigene stabilizzato da una proteina J che unisce i due anticorpi. Il dimero ha una componente secretoria aggiunt

Linfociti

Linfociti T I linfociti T si dividono in due gruppi. Il primo è composto dai linfociti citotossici che riconoscono e uccidono le cellule infettate da un microrganismo. Il secondo, invece, è quello dei linfociti helper che entrano in contatto con la cellula bersaglio (globulo bianco) coadiuvandone l'azione. I linfociti T helper sono a loro volta divisi in: th1, che aiutano i macr

Processo infiammatorio

Si definisce infiammazione (o flogosi) l'insieme delle modificazioni che si verificano in un distretto dell'organismo colpito dall'azione lesiva di sostanze chimiche, di agenti fisici o da microrganismi la cui intensità non è tale da incidere sulla vitalità di tutte le cellule del distretto anatomico interessato. Il danno può scaturire da agenti di natura fisica (traumi, calore

Reazioni del microcircolo nell’infiammazione acuta

In seguito all'infiammazione acuta, nel microcircolo, sede di scambi gassosi con i tessuti, possiamo osservare una serie di reazioni: vasocostrizione: è la risposta più rapida, indotta dallo stimolo ricevuto, ed è immediatamente constatabile vasodilatazione: è provocata dai mediatori e per effetto del rilassamento delle cellule muscolari lisce ipertermia attiva: è provocata

Mediatori dell'infiammazione

Per essere definiti tali, i mediatori dell'infiammazione, devono rispondere a determinati requisiti. Devono essere presenti in sede solo durante l'evento infiammatorio; trattando un mediatore con un suo antagonista, l'azione infiammatoria d'evessere contrastata; l'inibizione del mediatore produce manifestazioni infiammatorie meno acute. Riconosciamo e distinguiamo i seguenti mediat

Esiti dell'infiammazione acuta

Gli esiti degli stati infiammatori acuti sono: › Necrosi : attraverso il rilascio di enzimi lisosomiali da cellule con proprietà fagocitarie. Nel caso in cui le cellule da fagocitare siano troppe o troppo grandi, i fagociti rilasciano lisosomi all'esterno, tale operazione è pericolosa per le cellule circostanti che sono digerite con formazione di pus e il conseguente ins

Aterosclerosi e ciclo del colesterolo

Perfino le cellule delle pareti arteriose sono implicate nella formazione di placche ateromatose nel loro lume. La causa di detta produzione è di natura genetica e ambientale. L'alimentazione, l'ipertensione, l'obesità sono tutte cause ambientali che promuovono la formazione di placche dal contenuto lipidico e fibroso. Funzioni del colesterolo Il colesterolo, trasporta

Degradazione proteine, glicogeno, triacilglicerolo

Ad esclusione del fegato, dove agisce la glucochinasi, in tutti gli altri tessuti, l'esochinasi fosforila il glucosio. Successivamente alla sua introduzione con la dieta, la glucochinasi fosforila il glucosio e lo libera per gli altri tessuti. Il glucosio, fosforilato a glucosio-6-fosfato, può accedere a diverse vie, divenendo glucosio ematico, glicogeno epatico, piruvato, via

Diabete mellito

Il diabete mellito primario, è la terza causa di morte dopo il cancro e l'infarto. Può essere di due tipi: Diabete insulino dipendente (di tipo I) La causa del diabete insulino dipendente è nell'assenza di secrezione di insulina a causa della distruzione delle cellule pancreatiche beta. Rappresenta circa il 10% dei casi. È caratterizzato da un'insorgenza precoce e dall

Obesità, cause e problematiche correlate

È uno dei più gravi problemi di salute, si calcola che, in Italia, 4.000.000 di soggetti, fra adulti e bambini, sono obesi. È una condizione fortemente a rischio di mortalità per malattie cardiovascolari, e può sviluppare insulino resistenza. Il rilascio di acidi grassi nel sangue determina iperglicemia che causa insulino resistenza e ipercolester

Osteoporosi

Le ossa sono costituite da: matrice organica (35%), sali minerali (60%), cellule (5%). La matrice organica, a sua volta, è costituita da: fibre collagene di tipo I (sintetizzate dagli osteoblasti) e da sostanza fondamentale (liquido extracellulare contenente proteoglicani). Il collagene è costituito da 3 catene polipeptidiche organizzate in una tripla elica. Due catene sono alf

Ipertensione

La pressione arteriosa media è la media delle pressioni arteriose che, in ogni istante, spingono il sangue nel grande circolo sistemico. I valori normali variano nelle varie fasi della vita. Alla nascita è pari a 70mmHg, nell'età adulta 100 mmHg, nell'età avanzata 110 mmHg. I valori pressori medi corrispondono a 120/140 mmHg per la pressione sistolica e 80/90 mmHg per la pressione

Sindrome Metabolica

La Sindrome Metabolica è una malattia molto diffusa. Con questo termine non si indica una singola patologia ma un insieme di fattori predisponenti che, uniti insieme, collocano il soggetto in una fascia di rischio elevata per malattie come diabete, problemi cardiovascolari e steatosi epatica. Numerose sono le definizioni della Sindrome Metabolica che la letteratura propone, cias

Cirrosi biliare

La cirrosi biliare è una malattia cronica che determina l'infiammazione, il danneggiamento e, nei casi più gravi, la scomparsa dei piccoli dotti biliari presenti nel fegato. I dotti biliari hanno la funzione di trasportare la bile, secreta dal fegato, alla cistifellea dove viene immagazzinata tra un pasto e l'altro. Subito dopo un pasto la bile viene trasportata al duodeno,

Diagnosi e prognosi della cirrosi biliare

Ad oggi, la cirrosi biliare viene diagnosticata più precocemente rispetto al passato con circa il 50-60% dei pazienti che sono asintomatici al momento della diagnosi (Prince et al., 2004). La diagnosi viene posta sulla base di tre criteri principali: Presenza di anticorpi anti-mitocondrio (AMA) dosabili nel siero Aumento degli genzimi epatici (soprattutto la f

Il carcinoma polmonare: epidemiologia

L'apparato respiratorio è composto da un insieme di organi cavi, le vie aeree e da due organi parenchimatosi, i polmoni, la cui funzione è quella di trasferire l'ossigeno respirato al circolo sanguigno e eliminare l'anidride carbonica prodotta a livello tissutale dal metabolismo ossidativo dei substrati energetici. Durante la respirazione, l'aria entra nell'organismo attraverso n

Cancro ai polmoni, fattori di rischio: tabagismo

La grande maggioranza delle morti per tumore polmonare è attribuibile al fumo di sigaretta. Esso è responsabile di circa il 90% dei casi di carcinoma polmonare negli Stati Uniti e in altri paesi in cui il fumo di sigaretta è comune 1 . Il rischio di carcinoma polmonare tra i fumatori aumenta con la durata dell'esposizione e con il numero di sigarette fumate al giorno. Infatt

Cancro ai polmoni, fattori di rischio: fattori ambientali

Durante una giornata tipica, un adulto inspira in media circa 10.000 litri di aria 1 . Di conseguenza, anche le sostanze cancerogene presenti nell'aria a bassa concentrazione, provenienti da fonti di vario tipo, sono importanti fattori di rischio per lo sviluppo del carcinoma polmonare. Infatti, il cancro al polmone è significativamente correlato all' esposizione quotidiana prolu