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NonSoloFitness pubblica 'A scuola di salute': intervista all'autore

NonSoloFitness pubblica 'A scuola di salute': intervista all'autore

Buongiorno Fabio, prima di iniziare parlaci un po' di te

Ho conseguito la laurea in Scienze motorie all'Università Kore di Enna nel 2012 con il massimo dei voti e la lode. Fin da subito il mio interesse si è indirizzato al tema posturale, da lì è nata la mia prima pubblicazione "Postura e attività motoria" edita da Aracne editrice.

Attualmente sto conseguendo una seconda laurea in Podologia presso l'Università di Roma Tor Vergata. Essendo il piede uno dei protagonisti principali del corpo umano, del movimento e quindi della postura ho deciso di approfondire e dedicare il mio studio ad esso. Il mio desiderio è quello di unire ed integrare I miei due indirizzi di studio in un'unica professione, seguendo una visione olistica del corpo umano.

Corpo e mente: differenze tra Oriente e Occidente

Corpo e mente: differenze tra Oriente e Occidente

Pensiero occidentale e orientale sono stati molto distanti per millenti, ma nell'ultimo secolo sono stati protagonisti di una lenta marcia di avvicinamento.

Ciò che ha condizionato questi due mondi è senz'altro stato il modo con cui hanno guardato la vita e nella fattispecie il corpo.

Cosa faccio oggi ? Mmm quasi quasi mi invento un metodo di allenamento...

Cosa faccio oggi ? Mmm quasi quasi mi invento un metodo di allenamento...

Negli ultimi tempi mi è capitato spesso di assistere a degli allenamenti di gruppo quantomeno curiosi che hanno profondamente colpito la mia attenzione.

Tutto è cominciato quando ho visto un gruppo di ragazzi che sotto il forte incitamento di quello che presumibilmente era il personal trainer, per come urlava doveva esserlo per forza, sollevavano all'aria aperta enormi pneumatici da terra per poi lasciarli ricadere al suolo, altri invece adoperavano delle catene per eseguire delle alzate laterali, effettuavano trazioni alla sbarra, utilizzavano funi o sollevavano pesi di vario genere. Al segnale dell'allenatore gli atleti cambiavano velocemente postazione e iniziavano il nuovo esercizio.

Dimagrire: la classifica dei sistemi peggiori per perdere peso

Dimagrire: la classifica dei sistemi peggiori per perdere peso

Il desiderio di un corpo tonico ed asciutto è senza dubbio in cima alle aspettative di ciascuno, e non vi è timore di smentita se si afferma che la ragione principale che muove l'intero settore del fitness è proprio la voglia di perdere peso e, in seconda battuta, migliorare le proprie masse muscolari.

Quando un desiderio è così fortemente sentito gli strateghi del marketing non si fanno attendere e, facendo leva sull'atavica pigrizia del genere umano, condita da una discreta dose di ingenuità (o stupidità direbbe qualcuno), si ingegnano su come sfornare sempre nuovi rimedi che possano far gola a quanti desiderano raggiungere ottimi risultati, senza troppa fatica o sacrificio, e ovviamente nel minor tempo possibile.

Si fa presto a dire Personal Trainer

Si fa presto a dire Personal Trainer

Negli ultimi anni si è visto aumentare a dismisura l'interesse per il fitness, dall'atleta desideroso di aumentare le proprie masse muscolari alla casalinga che cerca una valvola di sfogo dalla routine quotidiana, fino alla persona più anziana alla ricerca di un benessere perduto.

La grande eterogeneità di persone che frequentano al giorno d'oggi una palestra necessita di preparatori e Personal Trainer che sappiano adattarsi alle diverse necessità di una vastissima clientela. All'aumentare del numero di frequentatori abituali delle palestre è aumentato ovviamente anche il numero di personal trainer, o presunti tali, che lavorano nelle stesse. Ma chi è effettivamente il Personal Trainer?

Scienze Motorie e Osteopatia: facciamo chiarezza

Scienze Motorie e Osteopatia: facciamo chiarezza

In un articolo precedente (Scienze motorie: fra mito e realtà) avevamo analizzato legislatura, possibilità e falsi miti che riguardano la laurea in Scienze motorie. In questo cercheremo di approfondire la conoscenza di quella che è una fra le strade più battute subito dopo la laurea, ci riferiamo in particolare all'osteopatia. In tanti, probabilmente delusi dal percorso di studi in scienze motorie per i motivi di cui abbiamo trattato in precedenza, cercano un'ancora di salvezza nelle professioni sanitarie (Fisioterapia, Podologia, Terapista della Neuropsicomotricità, ecc.). Per far questo devono nuovamente iscriversi ad un percorso di studi universitario della durata di tre anni previo superamento del test d'ammissione e con riconoscimento crediti a discrezione della facoltà. Altri ancora scelgono una "scorciatoia" o semplicemente la strada più semplice iscrivendosi ai corsi della disciplina sopracitata nella quale, invece, non serve il superamento di alcun test ma basta il possesso del diploma superiore, oltre ad un sostanzioso conto in banca. Probabilmente qualcuno fra gli osteopati che leggerà questo articolo si riterrà offeso dal fatto che abbia definito la sua disciplina come una scorciatoia ma questi converranno con me che, in virtù della legislazione attuale, investire in questo percorso, perché di investimento si tratta, rappresenta in Italia più che un azzardo o probabilmente il modo più semplice per spendere soldi e fare arricchire invece qualcun altro.

L'osteopatia

L'osteopatia (dal greco osteon, osso + pathos, sofferenza) è una disciplina nata negli Stati Uniti verso la fine del XIX sec. per opera del dottor Andrew Taylor Still (1828-1917). Non ci soffermeremo qui sulla validità o meno delle pratiche osteopatiche né sullo studio della disciplina in sé, il lettore potrà farsi un'idea semplicemente facendo una ricerca su Google e trarre le sue conclusioni. Ci limitiamo a dire, non addentrandoci oltre, che i principi guida dell'Osteopatia sono principalmente 3: autoguarigione, relazione struttura-funzione, unità del corpo umano.

L'ignoranza (dopata) di giornalisti e mass media

L'ignoranza (dopata) di giornalisti e mass media Se c'é una persona che non ha mai fatto mistero della propria avversione nei confronti del doping, e di tutto quanto ruota intorno, è probabile che quella persona possa essere io. Non poche volte ho scritto le mie considerazioni in articoli, editoriali e perfino in un libro attirandomi spesso non solo delle critiche, ma anche una buona dose di antipatie!

Però quando si parla di doping occorre farlo in modo serio, perché se la si butta in caciara, se si grida "al lupo" solo per il gusto dello scoop, allora si fa proprio il gioco di chi vive di doping, spesso sulla pelle altrui.

È notizia di oggi quella di un padre condannato perché ossessionato per la performance del giovane figlio, nuotatore, spinto verso atteggiamenti esasperati nella ricerca spasmodica della vittoria, fino a indurlo all'uso di sostanze dopanti.

Estetica del corpo

Estetica del corpo

Ci sono poche cose che accomunano veramente le persone, una di queste è il fatto di avere un corpo. Oggi viviamo in un'epoca in cui grande importanza viene data all'estetica, alla cura di sé, all'apparire. Il corpo rappresenta il fulcro delle nostre attenzioni. Fin dal mattino quando ci alziamo dal letto e ci guardiamo allo specchio cerchiamo, chi più chi meno, di presentarci agli altri nella migliore maniera possibile.

L'incredibile diffusione e diversificazione che ha avuto il fitness al giorno d'oggi è dovuta non tanto alla ricerca di una migliore prestazione agonistica quanto invece all'esaltazione dell'estetica del proprio corpo. Ce ne accorgiamo anche solo guardando le comuni pubblicità in televisione, l'estetica del corpo è esaltata da modelli dai fisici scultorei. Questo rappresenta un input indiretto per lo spettatore che tenta così di emulare ed avere i muscoli ed il fisico del Brad Pitt di turno.

Il nuoto è uno sport completo... o no?

Il nuoto è uno sport completo... o no?

Scrivendo questo articolo mi rendo conto che probabilmente si scateneranno su di me le ire di tutti quegli appassionati della disciplina natatoria che ritengono il nuoto come sport perfetto per eccellenza. Tale convinzione deriva da anni e anni in cui si è sempre detto che il nuoto avesse effetti benefici sulla salute delle persone, in particolare sulla schiena, talvolta addirittura curativi, perfino sulle scoliosi. Tali credenze non sono solo diffuse fra le persone comuni o fra i praticanti della disciplina ma anche fra i medici, in particolare gli ortopedici consigliano spesso il nuoto come attività sportiva ideale per le caratteristiche appena citate. Ma sarà vero tutto questo?

Il nuoto come sappiamo è una disciplina sportiva che si svolge in un ambiente antigravitario rappresentato dall'acqua. Senza scomodare Archimede ed il suo principio, possiamo dire che lo stare in acqua implica delle forze e delle pressioni sul nostro corpo sostanzialmente diverse ed inferiori rispetto a quando ci troviamo fuori. Potremo dire quindi che all'interno dell'ambiente acquatico il nostro corpo è sostanzialmente "in scarico", non sottoposto cioè all'estenuante pressione della forza di gravità che continuamente ci spinge al suolo. Ciò ovviamente ha delle importanti ripercussioni sul nostro moto. In acqua necessitiamo di una coordinazione, di un movimento, di un coinvolgimento muscolare e di una forza di propulsione totalmente diversi rispetto a quando camminiamo sulla terra ferma.

Scienze motorie: fra mito e realtà

Scienze motorie: fra mito e realtà

Dubbi, speranze, incertezze attanagliano e accomunano un po' tutti gli universitari, dagli studenti di Medicina a quelli di Economia, da Giurisprudenza a Lettere fino a Biologia. La difficile situazione economica e lavorativa attuale ha determinato una condizione di sofferenza e insicurezza fra i più giovani, soprattutto in chi dopo la laurea ha difficoltà ad affacciarsi per la prima volta al mondo del lavoro.

Ogni giorno nei telegiornali si sentono notizie allarmanti circa la disoccupazione giovanile, condizione che coinvolge sempre più i giovani laureati. Chi più e chi meno ha insomma il problema di trasformare i propri studi in una professione e se fino a qualche tempo fa il solo fatto di essere laureati offriva una concreta possibilità e una discreta sicurezza di fare carriera oggi non è più così, anzi spesso è l'esatto opposto.