Blog NonSoloFitness

Il Blog di NonSoloFitness: le ultime novità sul mondo del fitness e del wellness per personal trainer, istruttori e appassionati. Le news sul mondo di NonSoloFitness, le nostre iniziative e i nostri corsi di formazione per istruttori e personal trainer.

Il fitness sbarca a Bibione

Il fitness sbarca a Bibione

Si è conclusa da pochi giorni la spettacolare kermesse che ha trasformato la splendida spiaggia di Bibione in un maxi centro fitness all'aperto coinvolgendo e impegnando migliaia di persone accorse da tutta Italia per seguire il Bibione Beach Fitness 2014. I numeri sono stati da capogiro con ben 12 pedane a disposizione degli amanti del fitness, appassionati di lungo corso o neofiti in cerca di divertimento. Oltre 240 ore di lezione a suon di musica che neppure un meteo un po' ballerino è riuscito a ridimensionare. 210 i presenters impegnati con ben 240 masterclasses.

Come se non bastasse in concomitanza col Bibione Beach Fitness si è tenuta la Beach Volley Marathon che ha visto coinvolte squadre provenienti da tutta Europa, migliaia di atleti incontrarsi (e scontrarsi) su 250 campi di beach volley a disposizione, e ben 2.400 squadre per il più grande torneo open della specialità per atleti di ogni età e livello.

Il giusto abbigliamento in palestra

Il giusto abbigliamento in palestra

La domanda che spesso ci si pone, soprattutto il primo giorno di palestra, è "quale abbigliamento scegliere affinché possiamo praticare la nostra disciplina preferita senza problemi?"; a differenza di quanto si possa credere, non è un quesito partorito prettamente dalla mente di un neofita di sesso femminile, ma anche molti uomini si pongono il dubbio su quale siano i requisiti di scelta dell'abbigliamento in palestra.

Ebbene, ecco alcune linee guida secondo le quali orientarvi. Molti, giovani soprattutto, credono che dagli indumenti debba trasparire, per prima cosa, uno stile, ovvero rendono primario l'aspetto estetico, basta cioè essere alla moda e il gioco è fatto...

I dieci principi fondamentali del Taiji

I dieci principi fondamentali del Taiji

1. Xuling Dingjin

Dingjin significa mettere la testa nella posizione giusta e concentrare lo spirito nel cervello. Xuling significa posizione naturale. Xuling Dingjing serve a elevare il morale. Per avere l'energia alla sommità del capo bisogna tenere la testa e la faccia ben diritte in modo che l'energia mentale (Shen) raggiunga il punto più alto. Ma non bisogna usare forza muscolare (Li) altrimenti il collo si irrigidirebbe ostacolando la circolazione del sangue e del Ch'i. La mente deve essere vuota (Hsü) e pronta (Ling) in maniera naturale. Se la mente non è vuota, pronta e se l'energia non è alla sommità del capo, è impossibile risvegliare lo spirito di vitalità (Ching Shen).

2. Far rientrare il petto e raddrizzare la schiena

Per mantenersi in equilibrio e far circolare bene l'aria nell'organismo. Tenere rientrato (Han) il petto (Hsün) significa tenerlo (naturalmente) un poco in dentro in modo da facilitare la discesa e la concentrazione del Ch'i nel Tan Tien (respirazione diaframmatica). Evitate di gonfiare il torace altrimenti il Ch'i si concentrerà nel petto; la parte superiore del vostro corpo diventerà allora pesante e quella inferiore leggera. Ciò farà perdere la stabilità ai vostri piedi. Per stirare (Pa) la schiena (Pei) bisogna far aderire a essa il Ch'i. Se teniamo rientrati il petto la nostra schiena si stirerà naturalmente e potremmo emettere forza (Li) dalla colonna vertebrale. Saremo allora “senza rivali”.

NonSoloFitness pubblica 'A scuola di salute': intervista all'autore

NonSoloFitness pubblica 'A scuola di salute': intervista all'autore

Buongiorno Fabio, prima di iniziare parlaci un po' di te

Ho conseguito la laurea in Scienze motorie all'Università Kore di Enna nel 2012 con il massimo dei voti e la lode. Fin da subito il mio interesse si è indirizzato al tema posturale, da lì è nata la mia prima pubblicazione "Postura e attività motoria" edita da Aracne editrice.

Attualmente sto conseguendo una seconda laurea in Podologia presso l'Università di Roma Tor Vergata. Essendo il piede uno dei protagonisti principali del corpo umano, del movimento e quindi della postura ho deciso di approfondire e dedicare il mio studio ad esso. Il mio desiderio è quello di unire ed integrare I miei due indirizzi di studio in un'unica professione, seguendo una visione olistica del corpo umano.

Corpo e mente: differenze tra Oriente e Occidente

Corpo e mente: differenze tra Oriente e Occidente

Pensiero occidentale e orientale sono stati molto distanti per millenti, ma nell'ultimo secolo sono stati protagonisti di una lenta marcia di avvicinamento.

Ciò che ha condizionato questi due mondi è senz'altro stato il modo con cui hanno guardato la vita e nella fattispecie il corpo.

Cosa faccio oggi ? Mmm quasi quasi mi invento un metodo di allenamento...

Cosa faccio oggi ? Mmm quasi quasi mi invento un metodo di allenamento...

Negli ultimi tempi mi è capitato spesso di assistere a degli allenamenti di gruppo quantomeno curiosi che hanno profondamente colpito la mia attenzione.

Tutto è cominciato quando ho visto un gruppo di ragazzi che sotto il forte incitamento di quello che presumibilmente era il personal trainer, per come urlava doveva esserlo per forza, sollevavano all'aria aperta enormi pneumatici da terra per poi lasciarli ricadere al suolo, altri invece adoperavano delle catene per eseguire delle alzate laterali, effettuavano trazioni alla sbarra, utilizzavano funi o sollevavano pesi di vario genere. Al segnale dell'allenatore gli atleti cambiavano velocemente postazione e iniziavano il nuovo esercizio.

Dimagrire: la classifica dei sistemi peggiori per perdere peso

Dimagrire: la classifica dei sistemi peggiori per perdere peso

Il desiderio di un corpo tonico ed asciutto è senza dubbio in cima alle aspettative di ciascuno, e non vi è timore di smentita se si afferma che la ragione principale che muove l'intero settore del fitness è proprio la voglia di perdere peso e, in seconda battuta, migliorare le proprie masse muscolari.

Quando un desiderio è così fortemente sentito gli strateghi del marketing non si fanno attendere e, facendo leva sull'atavica pigrizia del genere umano, condita da una discreta dose di ingenuità (o stupidità direbbe qualcuno), si ingegnano su come sfornare sempre nuovi rimedi che possano far gola a quanti desiderano raggiungere ottimi risultati, senza troppa fatica o sacrificio, e ovviamente nel minor tempo possibile.

Si fa presto a dire Personal Trainer

Si fa presto a dire Personal Trainer

Negli ultimi anni si è visto aumentare a dismisura l'interesse per il fitness, dall'atleta desideroso di aumentare le proprie masse muscolari alla casalinga che cerca una valvola di sfogo dalla routine quotidiana, fino alla persona più anziana alla ricerca di un benessere perduto.

La grande eterogeneità di persone che frequentano al giorno d'oggi una palestra necessita di preparatori e Personal Trainer che sappiano adattarsi alle diverse necessità di una vastissima clientela. All'aumentare del numero di frequentatori abituali delle palestre è aumentato ovviamente anche il numero di personal trainer, o presunti tali, che lavorano nelle stesse. Ma chi è effettivamente il Personal Trainer?

Scienze Motorie e Osteopatia: facciamo chiarezza

Scienze Motorie e Osteopatia: facciamo chiarezza

In un articolo precedente (Scienze motorie: fra mito e realtà) avevamo analizzato legislatura, possibilità e falsi miti che riguardano la laurea in Scienze motorie. In questo cercheremo di approfondire la conoscenza di quella che è una fra le strade più battute subito dopo la laurea, ci riferiamo in particolare all'osteopatia. In tanti, probabilmente delusi dal percorso di studi in scienze motorie per i motivi di cui abbiamo trattato in precedenza, cercano un'ancora di salvezza nelle professioni sanitarie (Fisioterapia, Podologia, Terapista della Neuropsicomotricità, ecc.). Per far questo devono nuovamente iscriversi ad un percorso di studi universitario della durata di tre anni previo superamento del test d'ammissione e con riconoscimento crediti a discrezione della facoltà. Altri ancora scelgono una "scorciatoia" o semplicemente la strada più semplice iscrivendosi ai corsi della disciplina sopracitata nella quale, invece, non serve il superamento di alcun test ma basta il possesso del diploma superiore, oltre ad un sostanzioso conto in banca. Probabilmente qualcuno fra gli osteopati che leggerà questo articolo si riterrà offeso dal fatto che abbia definito la sua disciplina come una scorciatoia ma questi converranno con me che, in virtù della legislazione attuale, investire in questo percorso, perché di investimento si tratta, rappresenta in Italia più che un azzardo o probabilmente il modo più semplice per spendere soldi e fare arricchire invece qualcun altro.

L'osteopatia

L'osteopatia (dal greco osteon, osso + pathos, sofferenza) è una disciplina nata negli Stati Uniti verso la fine del XIX sec. per opera del dottor Andrew Taylor Still (1828-1917). Non ci soffermeremo qui sulla validità o meno delle pratiche osteopatiche né sullo studio della disciplina in sé, il lettore potrà farsi un'idea semplicemente facendo una ricerca su Google e trarre le sue conclusioni. Ci limitiamo a dire, non addentrandoci oltre, che i principi guida dell'Osteopatia sono principalmente 3: autoguarigione, relazione struttura-funzione, unità del corpo umano.

L'ignoranza (dopata) di giornalisti e mass media

L'ignoranza (dopata) di giornalisti e mass media Se c'é una persona che non ha mai fatto mistero della propria avversione nei confronti del doping, e di tutto quanto ruota intorno, è probabile che quella persona possa essere io. Non poche volte ho scritto le mie considerazioni in articoli, editoriali e perfino in un libro attirandomi spesso non solo delle critiche, ma anche una buona dose di antipatie!

Però quando si parla di doping occorre farlo in modo serio, perché se la si butta in caciara, se si grida "al lupo" solo per il gusto dello scoop, allora si fa proprio il gioco di chi vive di doping, spesso sulla pelle altrui.

È notizia di oggi quella di un padre condannato perché ossessionato per la performance del giovane figlio, nuotatore, spinto verso atteggiamenti esasperati nella ricerca spasmodica della vittoria, fino a indurlo all'uso di sostanze dopanti.