Allergia e sport: un binomio possibile!
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Allergia e sport: un binomio possibile!

E' arrivata la bella stagione e, con lei, anche le fastidiose allergie, vera sofferenza per un gran numero di persone. Ma, anche nelle situazioni peggiori, è possibile continuare ad allenarsi regolarmente.

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Allergia e sport: un binomio possibile!

Da poco più di un mese è tornata a farci visita la primavera, la bella stagione che se da un lato ci farà dimenticare il freddo e le incessanti piogge, dall'altro vedrà come protagonista quella che per molti italiani rappresenta una tortura: in una parola, l'ALLERGIA. Nel nostro Paese si calcola che ne soffre circa il 18% della popolazione e che lo manifesti tramite specifiche reazioni come rinite, congiuntivite, dermatite, orticaria e soprattutto asma bronchiale.

Le cause che ci portano ad essere allergici dipende sia da una predisposizione genetica sia da fattori ambientali, come l'esposizione continua ad allergeni presenti nell'ambiente. Esistono poi altri elementi, per niente benefici, che aumentano l'effetto allergico come il fumo di sigaretta e lo smog. Nel corso degli anni la medicina ha progredito notevolmente anche nell'ambito del sistema immunitario, proponendo delle cure per reazioni del genere. In verità non esiste effettivamente una cura concreta per le allergie, ma è possibile procedere con una terapia di desensibilizzazione agli allergeni per mezzo di un vaccino; un'altra categoria di farmaci che ci giungono in aiuto è quella dei cromoni, dei broncodilatatori, degli antistaminici. Accanto ad una terapia farmacologica, si può prevenire uno stato allergico anche con l'attività motoria; è ormai diventata una consuetudine pensare che le malattie allergiche a carico dell'apparato respiratorio siano fattore limitante la pratica sportiva. Tale concetto, oltre ad essere irrisorio, può causare nel giovane difficoltà relazionali e psicologiche.

Da una statistica è stato rilevato che molti atleti ad alto livello agonistico che soffrono di malattie allergiche, opportunamente trattate, svolgono tranquillamente un'attività sportiva non limitante; inoltre basti pensare che tra gli atleti partecipanti alle Olimpiadi di Sidney del 2000, circa il 35% era affetto da allergie dell'apparato respiratorio. E allora, perchè condannare il movimento nei casi di allergia? Sia che si parli di asma o di allergia, si tratta comunque di malattie che oggi è possibile tenere completamente sotto controllo, consentendo al soggetto di svolgere non solo un'attività fisica ma anche quella per cui si è incline.

È ormai largamente dimostrato come lo sport possa rappresentare un metodo preventivo per le patologie respiratorie. In generale, l'attività fisica è una valida difesa: nei casi di asma uno sport generico non migliora la situazione, ma una pratica controllata può sfruttare l'effetto broncodilatatore che si ottiene con lo sprigionamento delle catecolamine, favorevole al soggetto asmatico. Nonostante sia scientificamente provato come lo sport praticato regolarmente non sia un impedimento, bensì una soluzione per irrobustire i muscoli respiratori e preservarne la loro attività, si è notato che la categoria di persone più restia a svolgere attività sia proprio quella dei soggetti allergici, timorosi di attivare una reazione a causa della iperventilazione o dell'ambiente intorno o addirittura di peggiorarla. Per sensibilizzare tale gruppo è opportuno far capire i vantaggi del movimento: gli sport di resistenza trasmettono al soggetto un senso di sicurezza e di controllo della situazione, favorendo una migliore percezione del proprio corpo per "sentire"in anticipo i segni premonitori di una reazione.

Lo sport va scelto in base alle proprie preferenze e ai benefici dal quale derivano: per esempio il nuoto provoca una ventilazione meno elevata e prevede invece un'alta percentuale di umidità con l'effetto di diminuire le probabilità di un attacco d'asma da sforzo. Per evitare un effetto broncodilatatorio violento da esercizio massimale si praticherà un'attività fisica di almeno 20-30 minuti aumentando la fase di riscaldamento.

In definitiva, a chi soffre di allergie è doveroso consigliare un'attività per ottenere risultati preventivi per la salute, in quanto viene migliorata la ventilazione, si riducono gli effetti della sedentarietà, nociva in ogni caso, ed è vantaggiosa anche per arricchire le relazioni sociali. Per chi soffre di allergia al polline, evitare l'esercizio fisico nelle ore centrali della giornata, specialmente in primavera e seguire le raccomandazioni e le terapie dell'allergologo. Un altro disturbo legato al movimento è l'insorgenza di orticaria e anafilassi che solitamente si manifestano dopo i pasti, quindi raccomandato l'esercizio lontano dai pasti che è più sicuro.
Inoltre, è più valido uno sport che prevede un'attività respiratoria regolare e mai esasperata o impegnativa ma di breve durata. Sul podio, in prima posizione tra le varie discipline, il nuoto è da sempre consacrato come lo sport che meglio si adatta a coloro che denunciano fastidi respiratori, in quanto risulta il meno asmogeno: a parità di sforzo richiesto, nel nuoto le vie respiratorie si chiudono di meno e riducono il rischio di crisi per chi lo pratica. Perciò, niente più scuse: l'attività fisica è il vero eilisir di lunga vita!