Attività fisica per la salute
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Attività fisica per la salute

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Attività fisica per la salute

L'importanza dell'attività fisica per la salute è sempre più riconosciuta a tutti i livelli, dai non addetti ai lavori così come dal personale sanitario si sente sempre più spesso parlare del fitness come mezzo di prevenzione. Ormai le palestre fanno di tutto per assomigliare più a centri medici dotati di ambulatori per anamnesi che si sono trasformate in vere e proprie visite mediche, che a luoghi per l'allenamento. Questo articolo non vuole andare contro la giusta attenzione che si pone allo stato di salute del cliente, ma vuole semplicemente ricordare che nelle palestre ci si occupa per l'appunto di clienti e non di pazienti come ogni tanto capita purtroppo di sentire. I pazienti vanno lasciati al personale sanitario, e purtroppo o per fortuna nemmeno il laureato in scienze motorie rientra in questa categoria, figuriamoci un istruttore o un personal trainer sprovvisto di laurea.

A mio parere sarebbe il caso di fermarsi un attimo per riportare un po' di equilibrio nel mondo del fitness e dell'allenamento in generale. Per fare questo bisogna prima di tutto chiarire che la parola prevenzione è molto generica e per questo può trarre in inganno. Esistono, infatti, tre tipi di prevenzione: la prevenzione primaria consiste nell'impedire l'insorgenza di nuovi casi di malattia nelle persone sane riducendo il rischio individuale, la prevenzione secondaria consiste nello scoprire e nel guarire i casi di malattia prima che essi si manifestino clinicamente, la prevenzione terziaria, infine, consiste nell'impedire l'invalidità nelle persone con malattie croniche e spesso combacia con la riabilitazione.

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso dell'attività fisica come arma di prevenzione soprattutto per la sindrome metabolica in generale e per le malattie cardiache ed il diabete mellito di tipo 2 nello specifico, ma la domanda da porsi è cosa si intende per prevenzione alla luce delle definizioni sopracitate. Nelle palestre ci si deve occupare della prevenzione primaria, l'unica rivolta a soggetti sani. La prevenzione secondaria, per non parlare di quella terziaria, sono rivolte a soggetti già malati, quindi a pazienti che devono essere trattati da personale sanitario. Purtroppo ormai non risulta più strano o sconveniente vedere istruttori o personal trainer che, senza timore e spesso anche con un pizzico di superbia, fanno programmi di allenamento a soggetti diabetici o affetti da sindrome metabolica, basandosi semplicemente sulle informazioni mediche riportate dal cliente/paziente. Intanto vengono dimenticati o ritenuti banali, quindi che non meritano attenzione ed approfondimento, tutti i principi base dell'allenamento.

La proposta che avanzo con questo articolo è di riportare l'attenzione sulla prevenzione primaria. Per capire davvero di che cosa si tratta bisogna analizzare in che cosa consiste: rimuovere o ridurre al minimo tutti i fattori di rischio con un intervento ampio che comprenda l'educazione ad un corretto stile di vita, politiche ambientali per la riduzione degli agenti inquinanti, vaccini per soggetti a rischio, ecc. Risulta ormai chiaro che quando si parla di prevenzione nel mondo del fitness si intende l'educazione ad un corretto stile di vita. I pilastri di una vita sana sono una attività fisica personalizzata, un'alimentazione corretta e la riduzione dei fattori di rischio individuali come il fumo, le droghe, l'alcool e lo stress. Appare evidente quanto, senza bisogno di invadere le competenze di altri professionisti, il lavoro di chi si occupa di fitness non sia per niente semplice. Per essere in grado di prescrivere la giusta quantità di esercizio, dare consigli sull'alimentazione senza dare diete ed indicare gli effetti di abitudini dannose, le competenze da acquisire non sono affatto poche. Invece di concentrarsi sulle patologie bisognerebbe tornare a porre l'attenzione sul soggetto sano così da evitare prima di tutto di arrecargli problemi o semplicemente frustrazione con programmi inefficaci che non tengono conto dei principi fondamentali dettati dall'anatomia e dalla fisiologia.

Le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità indicano la quantità e la qualità dell'attività fisica da svolgere nelle diverse fasce d'età per scongiurare il rischio di sviluppare le malattie legate alla sedentarietà:

• I bambini e i ragazzi tra i 5 e i 17 anni dovrebbero svolgere quotidianamente almeno un'ora di attività fisica di intensità variabile fra vigorosa e moderata. Almeno tre volte alla settimana dovrebbero essere svolti esercizi di potenziamento per i muscoli e le ossa. L'attività fisica per i bambini dovrebbe essere sempre strutturata in modo divertente.

• I soggetti di età compresa tra i 18 e i 64 anni dovrebbero svolgere attività aerobica moderata per almeno 150 minuti o vigorosa per almeno 75 minuti alla settimana, inoltre dovrebbero svolgere almeno due sessioni di potenziamento per tutti i maggiori gruppi muscolari alla settimana. Ulteriori benefici si ottengono portando l'attività aerobica a 300 minuti se di intensità moderata o a 150 minuti se di intensità vigorosa.

• I soggetti sopra i 65 anni dovrebbero svolgere la stessa attività dei soggetti adulti con un particolare riguardo alle attività che consentono di allenare l'equilibrio.

L'OMS identifica come attività moderata quella compresa fra i 3 e i 6 Met e come attività vigorosa quella superiore ai 6 Met per gli adulti e gli anziani e superiore ai 7 Met per i bambini e i ragazzi. Un Met o equivalente metabolico corrisponde al metabolismo basale, quindi a 3,5 ml di ossigeno per kg di peso corporeo al minuto.

L'INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) ha stabilito delle linee guida per la sana alimentazione italiana, le quali suggeriscono una serie di comportamenti che possono essere riassunti nei seguenti punti:

1. Mantenere il peso sotto controllo e rimanere fisicamente attivi
2. Mangiare quotidianamente cereali integrali, legumi, frutta e verdura
3. Limitare la quantità e scegliere la qualità dei grassi
4. Limitare zuccheri, dolci e bevande zuccherate
5. Bere acqua in abbondanza
6. Limitare l'uso del sale
7. Eliminare o limitare le bevande alcoliche
8. Variare spesso le scelte a tavola
9. Porre attenzione alla sicurezza dei cibi (metodi di preparazione, conservazione, ecc.)

A mio parere assumere seriamente il ruolo di "educatore" al fine di prevenire l'insorgere della malattia in soggetti sani dovrebbe essere altrettanto allettante, se non di più, quanto assumere il ruolo di "guaritore" che ultimamente tanto piace a chi lavora in palestra. Si dice che nell'antica Cina i medici fossero pagati fino a che i loro pazienti rimanevano in salute, che sia vero oppure no questo dovrebbe indurci a riflettere.