Il nuoto è uno sport completo... o no?
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Il nuoto è uno sport completo... o no?

Hai mal di schiena ? Vai a fare nuoto … Hai la scoliosi ? Prova con il nuoto … Suo figlio ha il dorso curvo ? Lo porti a fare nuoto… Il nuoto ha effetti miracolosi o le aspettative sono miracolistiche?

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Il nuoto è uno sport completo... o no?

Scrivendo questo articolo mi rendo conto che probabilmente si scateneranno su di me le ire di tutti quegli appassionati della disciplina natatoria che ritengono il nuoto come sport perfetto per eccellenza. Tale convinzione deriva da anni e anni in cui si è sempre detto che il nuoto avesse effetti benefici sulla salute delle persone, in particolare sulla schiena, talvolta addirittura curativi, perfino sulle scoliosi. Tali credenze non sono solo diffuse fra le persone comuni o fra i praticanti della disciplina ma anche fra i medici, in particolare gli ortopedici consigliano spesso il nuoto come attività sportiva ideale per le caratteristiche appena citate. Ma sarà vero tutto questo?

Il nuoto come sappiamo è una disciplina sportiva che si svolge in un ambiente antigravitario rappresentato dall'acqua. Senza scomodare Archimede ed il suo principio, possiamo dire che lo stare in acqua implica delle forze e delle pressioni sul nostro corpo sostanzialmente diverse ed inferiori rispetto a quando ci troviamo fuori. Potremo dire quindi che all'interno dell'ambiente acquatico il nostro corpo è sostanzialmente "in scarico", non sottoposto cioè all'estenuante pressione della forza di gravità che continuamente ci spinge al suolo. Ciò ovviamente ha delle importanti ripercussioni sul nostro moto. In acqua necessitiamo di una coordinazione, di un movimento, di un coinvolgimento muscolare e di una forza di propulsione totalmente diversi rispetto a quando camminiamo sulla terra ferma.

Se possiamo considerare queste come delle ovvietà dovrebbe essere altrettanto ovvio che l'acquisizione di particolari abilità di destrezza, equilibrio e tecnica in ambiente acquatico non determinano gli stessi benefici in un ambiente terrestre. Per rendere più chiaro il concetto, noi sappiamo che attraverso la motricità e le esperienze di movimento sviluppiamo fin da bambini uno schema corporeo, cioè la conoscenza e la consapevolezza che noi stessi abbiamo del nostro corpo. Più saranno varie le esperienze di movimento e più sarà facilitata una buona strutturazione dello schema corporeo.

Chiarito questo, possiamo esagerare nel dire che un bambino abilissimo in ambiente acquatico potrebbe perfettamente essere un bambino goffo in ambiente terrestre. Letteralmente "un pesce fuor d'acqua". Questo perché le esperienze di motricità e le abilità acquisite attraverso la pratica del nuoto sono sostanzialmente diverse da quelle necessarie a vivere in un ambiente fuori dall'acqua, sono appunto scarsamente trasferibili. In un momento formativo fondamentale da un punto di vista motorio come quello dell'infanzia, in cui le nostre strutture cognitive sono più plasmabili e determinano quindi un apprendimento migliore rispetto all'età adulta, limitare la scelta dell'attività sportiva solo al nuoto potrebbe essere controproducente.

Il consiglio è quindi di affiancare nell'infanzia al nuoto anche un'altra attività sportiva di tipo gravitario. Non solo per quanto detto finora ma anche per salvaguardare la salute delle nostre ossa. Al di là di molte false credenze l'osso non è un tessuto morto ma vivo, sottoposto a continue azioni di rimodellamento, soprattutto in età giovanile. Il picco di massa ossea viene raggiunto in tarda adolescenza, dopo gli incrementi di massa saranno minimi per arrivare fino all'anzianità dove invece prevalgono i fenomeni di perdita di massa. Ciò non si verifica in maniera uguale per tutti, concorrono in buona parte fattori genetici e anche di genere. Tuttavia fornire da giovani alle nostre ossa continui stimoli dati dall'attività fisica, di tipo gravitario, ne garantisce la salvaguardia anche in età senile, prevenendo ad esempio possibili patologie degenerative come l'osteoporosi. Un pò come dire che se voglio fare un lungo viaggio con la macchina devo necessariamente fare il pieno prima, altrimenti rischio di restare a piedi. Quello cioè che potrebbe succedere praticando il nuoto come unica attività sportiva per tutta la vita.

Per quanto riguarda gli "effetti curativi" o presunti tali del nuoto su scoliosi, dorso curvo, mal di schiena ecc., una recente ricerca da parte dell'Isico (Istituto scientifico italiano colonna vertebrale) ha chiarito questo aspetto. La ricerca si chiama appunto: "Swimming is not a scoliosis treatment: a controlled cross-sectional survey", ovvero "il nuoto non è una terapia della scoliosi". Ha confrontato 112 nuotatori a livello agonistico con 217 studenti di pari età. Il risultato a dir poco sorprendente è stato che i praticanti presentavano delle asimmetrie del tronco più accentuate ed erano ipercifotici, di conseguenza con una frequenza maggiore di dorsi curvi e mal di schiena.

Uno studio realizzato da Geyer e Vercauteren ci dice inoltre che nelle scoliosi con gibbo dorsale superiore ai 10 mm, le forze applicate al torace, come nel nuoto, agiscono in senso autodeformante.

Al di là delle ricerche, se valutiamo la dinamica natatoria di alcuni stili, come la rana o il delfino, è facile verificare come venga accentuata la curva lombare con conseguente iperlordosi. Non ci sarebbe da sorprendersi quindi se la pratica continua di questi stili possa determinare nel tempo una lombalgia.

Non è mia intenzione demonizzare questo sport, anzi lo ritengo per certi aspetti adatto ad essere affiancato all'aggettivo "completo". Il nuoto impegna globalmente le nostre masse muscolari richiedendo al tempo stesso un adeguato intervento cardiocircolatorio e respiratorio. E' inoltre un'attività intrinsecamente divertente e allo stesso tempo rilassante, il che non guasta. In tempi come quelli moderni in cui sedentarietà e obesità regnano sovrani sarei un folle se mi permettessi di sconsigliare il nuoto come attività fisica o sportiva. Tuttavia vanno evitati anche gli estremismi di esaltazione verso questa disciplina. Il nuoto non è la panacea di tutti i mali. Per i miracoli rivolgersi altrove.