La dieta (sbagliata) del giocatore di poker
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

La dieta (sbagliata) del giocatore di poker

Il poker è uno sport, e quindi occorre un'alimentazione corretta. Occorre stimolare il cervello, mettendo al bando bevande alcooliche e cibi troppo grassi.

Autore:
Ultimo aggiornamento:

La dieta (sbagliata) del giocatore di poker

Corretta alimentazione ed attività fisica non sono esattamente i primi due concetti che vengono in mente quando si parla di poker. Eppure, nonostante sia basato soprattutto sulla dimensione psicologica, quello del poker è considerato dagli esperti del settore come il gioco di carte che, in assoluto, richiede la più accurata preparazione psicofisica – specialmente quando finalizzato alla vittoria.

Con tornei che, se giocati a livello agonistico, possono durare fino ad una settimana, con una media di otto ore di impegno quotidiano (pause incluse), il poker sportivo è infatti un gioco che richiede ai propri giocatori enormi sforzi di concentrazione, sia per evitare errori fatali che per riuscire a mantenere veloci e dinamiche le capacità di ragionamento e valutazione delle diverse situazioni che possono presentarsi al tavolo.

Inserito dal Comitato Internazionale Olimpico nella tabella dei giochi che possono essere considerati come degli sport a tutti gli effetti, il gioco del poker, nella sua variante del poker texas hold'em, ha fatto nascere anche una nutrita letteratura (insieme ad una serie di inutili leggende metropolitane) su quali siano i modi migliori per prepararsi sia in termini di alimentazione che di allenamento psicofisico.

Al bando l'alcool ed i cibi troppo grassi

Nonostante moltissime persone abbiano avuto i loro primi contatti con il poker guardando delle pellicole ambientate nei casinò di mezzo mondo, da James Bond a 21 con Matt Damon ed Edward Norton, quello dell'alcool al tavolo è un mito da sfatare in maniera molto netta e chiara.

Perchè l'alcool, anche se assunto in piccole dosi, tende a rallentare i riflessi portando nella testa dei giocatori che accompagnano le proprie partite con una bevanda alcoolica una confusione pericolosissima sia per capire quanto accade realmente al tavolo che per interpretare tutti quei fondamentali segnali - tells, in gergo pokeristico – che i player inconsciamente inviano al tavolo rendendoli in qualche modo prevedibili.

Stesso discorso, poi, per i cibi fritti o ricchi di grassi. Nonostante lo stereotipo veda il giocatore di poker (soprattutto nel caso del poker online) come un insonne sempre circondato di patatine e snack, è meglio evitare questo tipo di cibi se ci si prepara a giocare a poker in maniera seria e contro dei professionisti veri. La digestione di alcuni cibi, infatti, porta nel corso di non troppo tempo un senso di pesantezza che rischia di diventare un nemico costante contro i tentativi di tenere sempre al massimo la propria soglia dell'attenzione.

Uno dei modi migliori per comprendere fino in fondo la necessità di prepararsi in maniera adeguata prima di giocare a poker ad alti livelli, è quello di considerare il gioco come un vero e proprio lavoro. E dunque comportarsi anche a poker come si farebbe sul proprio luogo di lavoro.

Molti giocatori alle prime armi, purtroppo, pensano di poter supplire alla qualità del proprio gioco e della propria preparazione con la quantità delle ore e delle mani giocate – come se tutto ciò che va male dovesse trasformarsi in qualcosa di positivo solo perchè lo si continua a fare.

Giocare troppo a poker porta all'affaticamento, e la stanchezza è sempre nemica della concentrazione.

Un falso mito: le bibite energetiche

Sfruttando proprio la necessità da parte dei giocatori di tenere altissimo il livello di concentrazione, alcune case produttrici di energy drink hanno incominciato a fare capolino nell'industria del poker conquistando l'attenzione di molti players ingaggiando star del gioco con ricchi contratti pubblicitari.

Come spesso accade, però, non tutto quello che la pubblicità cerca di venderci è esattamente come descritto – specialmente visto che numerosi studi americani hanno ammonito la diffusione delle bibite energetiche quando non accompagnate da un vero e proprio sforzo fisico. Non c'è, infatti, alcun motivo di introdurre sali minerali in un corpo che non è sotto esercizio. Allo stesso modo, alcune sostanze eccitanti contenute in eccesso in alcuni drink potrebbero contribuire ad aumentare il livello di stress in una situazione già sedentaria.

Gianluca Marcucci, giocatore professionista italiano, in proposito ha più volte sostenuto di fare perfettamente a meno delle bibite energetiche preferendo della molto più tradizionale liquirizia, considerandola perfetta per stimolare il cervello ed evitare dunque pericolosi errori causati dalla stanchezza.

Articolo realizzato in collaborazione con Italiapoker