Laurea in Scienze motorie e mercato del lavoro
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Laurea in Scienze motorie e mercato del lavoro

Qual è il valore della laurea in Scienze Motorie nell'attuale mercato del lavoro? Perché attualmente sembra non esserci alcuna differenza tra chi è laureato e chi non lo è?

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Laurea in Scienze motorie e mercato del lavoro

Ancora dopo diversi anni dalla nascita della nuova laurea in scienze motorie, non sono stati definiti in maniera chiara gli sbocchi occupazionali e professionali, nonché i percorsi formativi post laurea degli specialisti del movimento.
Il problema fondamentale è a mio avviso l'inquadramento professionale.

Una volta era relativamente semplice: si diventava insegnanti di educazione fisica.
Oggi, invece, si viene "catapultati" in un mondo di materie medico scientifiche, in cui le specializzazioni sono molteplici e di conseguenza l'insegnamento a scuola diventa solo uno dei possibili sbocchi occupazionali. Però mentre attualmente fare l'insegnante di educazione fisica è un percorso professionale lineare che inquadra correttamente il laureato in scienze motorie, chi insegna in centri sportivi o fa il preparatore atletico spesso incontra notevoli difficoltà ad operare.

Tale difficoltà è data dal fatto che ad un certo punto confluiscono per la stessa mansione istruttori, laureati e tecnici federali, senza alcuna distinzione, anzi, in alcuni casi, la conoscenza pratica della materia fa la differenza e così chi è laureato senza esperienza per poter diventare istruttore o insegnare in palestra, deve fare corsi su corsi, spesso senza alcuna differenza di percorso con chi non è laureato. Tutto questo a mio parere è paradossale.

Sarebbe molto bello, a mio avviso, che l'università rappresentasse il vivaio dei futuri istruttori e preparatori atletici, sarebbe bello che i corsi post laurea siano finalizzati ai laureati e al corretto inquadramento professionale di quest'ultimi.

Ma al momento l'accesso ai corsi di formazione, è aperto un po' a tutti gli atleti che vogliono intraprendere la carriera di istruttore. Esistono poche federazioni o associazioni che differenziano i percorsi formativi tra laureati e chi non lo è.

Attenzione non ho nulla in contrario con chi diventa istruttore senza essere laureato e non vado a sindacare nemmeno la preparazione (personalmente ho conosciuto istruttori con una preparazione molto valida), poi lo sport per sua stessa natura deve essere di libero accesso e fruibile da tutti, non mi permetterei mai di affermare il contrario o limitarne l'uso ai soli professionisti, sia dal punto di vista dell'insegnamento sia dal punto di vista della pratica.

Il punto in tutta la questione diventa un altro: perché in questo sistema il laureato deve confrontarsi con chi non lo è? Perché a chi è laureato troppo spesso non viene riconosciuto il titolo a livello ufficiale? Perché tante volte la laurea diventa un qualcosa in più, non spendibile, almeno che non si decida di avviare un'attività in proprio.

Penso che il laureato in scienze motorie all'interno di una struttura sportiva dia un valore aggiunto di notevole importanza sotto diversi punti di vista e sia una figura insostituibile per quello che riguarda il movimento, il benessere, e la prescrizione degli esercizi in tutti quei casi in cui si richiede una conoscenza specialistica della materia.

La preparazione universitaria ti consente di capire analizzare e studiare qualsiasi gesto motorio, così come ti consente di adattare l'attività motoria alle diverse patologie orga-niche, ma il tutto senza inventarsi niente di nuovo. La differenza non viene fatta sulla tipologia di esercizi che vengono prescritti, quello che cambia è il fine del gesto e alcune variazioni nell'esecuzione dell'esercizio stesso che rendono quest'ultimo più o meno funzionale a seconda del fine.

Giusto per fare un esempio: le alzate laterali sono tali in qualsiasi settore, dal riabilitativo allo sportivo. Quello che varia è l'impugnatura da prona a supina a martello o ancora l'escursione del movimento, tutti parametri che sono sotto la responsabilità del laureato in scienze motorie che apporta queste modifiche a seconda dei casi.

Con questo voglio semplicemente sottolineare che gli studi effettuati non si limitano ad apprendere l'esecuzione del gesto in se stesso, quello è relativamente semplice ed è alla portata di quanti si appassionano di movimento in maniera sana. La preparazione universitaria ti consente di fare qualcosa in più, altrimenti non avrebbe senso avere un corso di laurea.

Un'ultima considerazione. È ovvio che essere laureati consente di ricavare ed adattare le metodiche di allenamento nelle diverse discipline, ma non necessariamente specializza la persona alla conoscenza di tutti gli sport, lo sport che si conosce meglio è naturalmente quello che viene o è stato praticato.