Meno fatica, più risultati
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Meno fatica, più risultati

La sensazione di affaticamento spesso scoraggia dal proseguire gli allenamenti, vediamo le principali cause e come prevenirle, per avere più risultati con meno fatica!

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Meno fatica, più risultati

Le sensazioni di affaticamento e di lavoro eccessivo possono essere un forte deterrente rispetto alla pratica sportiva. Innescano una condizione di disagio fisico ed emotivo tale da far avvertire in modo negativo l'idea di un nuovo lavoro. Associare ripetutamente l'attività fisica a qualcosa di spiacevole porta alla lunga ad una drastica diminuzione dell'entusiasmo e forti probabilità di abbandonare la pratica sportiva.

Occorre essenzialmente individuare le cause di questa spiacevole condizione cercando di prevenirle. Tra le principali ragioni c'è spesso il troppo o il troppo poco. Sul fronte del troppo ci si riferisce ovviamente ad una pratica particolarmente intensa e frequente, tale da essere quasi esasperata. Ripetute sessioni allenanti strutturate in questa maniera non consentono all'organismo adeguati tempi di recupero e, oltre a non produrre dei vantaggi supplementari, spesso sono il primo passo verso una condizione di sovrallenamento. Circostanza che determina una condizione catabolica assai maggiore rispetto al processo di crescita e miglioramento, sia da un punto di vista strutturale che della performance. Anche le riserve energetiche, in primis il glicogeno muscolare, potrebbero far fatica ad essere completamente ripianate, rendendo persistente una sensazione di stanchezza eccessiva che, alla lunga, può portare anche ad eventi più gravosi. Non meno incidente è il cosiddetto troppo poco. Vale a dire allenamenti troppo diluiti nel tempo che non permettono all'organismo di avviare quella serie di adattamenti che portano poi al raggiungimento di condizioni di fitness migliori, tali da attenuare significativamente la sensazione di affaticamento, o comunque da renderlo commisurato all'attività svolta, e spesso legato ad una sensazione di piacevole appagamento e non di frustrante difficoltà. Lavori regolari, con intensità commisurate al reale grado di allenamento del singolo soggetto, con impegno crescente, determinano quel graduale miglioramento che rende piacevole e sicura la pratica sportiva.

L'alimentazione svolge un ruolo che non è assolutamente secondario. Spesso l'elemento più importante, vale a dire i carboidrati, vengono drasticamente ridotti. Accade per i principianti che pensano di accelerare il dimagrimento, ma capita anche a sportivi di lungo corso, che ricercano condizioni di definizione sempre maggiore, e succede anche a coloro i quali si lasciano affascinare dalle diete "all'ultima moda", senza mai comprendere che l'alimentazione non è un capo d'abbigliamento, che dura una singola stagione, ma deve diventare l'acquisizione di uno stile salutare da mantenere a lungo. Nessuna restrizione eccessiva, anche senza considerare i danni che produce, può umanamente essere tollerata per sempre.

La carenza di carboidrati non accelera né migliora i risultati, ma pone una gravosa premessa e rischio di riduzione delle masse muscolari, che sono il vero paracadute anche contro gli eccessi calorici. Determina poi una sensazione di affaticamento tale da ridurre l'intensità della performance e, di fatto, i risultati che se ne possono conseguire.

Infine l'abbigliamento giusto è un ulteriore elemento che può scongiurare la sensazione di enorme affaticamento. Anche qui la condizione più comune (ed errata) risiede in un vestiario eccessivo, che non consente la corretta dispersione del calore e quindi innesca una serie di reazioni avverse che portano a sensazioni spiacevoli. L'idea è spesso quella di indurre un dimagrimento repentino attraverso una sudorazione più copiosa ed ovviamente, come tutte le semplificazioni, è del tutto errata e, se non fosse quasi drammatica la sua applicazione, farebbe di sicuro ridere.

L'attività fisica non ha nei suoi intenti quello di creare una spiacevole sofferenza. Evitare workout improbabili per intensità e frequenza, alimentarsi correttamente e con la giusta dose di carboidrati, utilizzare un abbigliamento consono alle condizioni ambientali, sono tre semplici regole che permettono di avere i massimi benefici senza la gravosa sensazione di affaticamento.