NonSoloFitness pubblica 'A scuola di salute': intervista all'autore
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NonSoloFitness pubblica 'A scuola di salute': intervista all'autore

Intervista a Fabio Marino, autore del nuovo libro pubblicato da NonSoloFitness: 'A scuola di salute', un volume sulla fondamentale importanza del movimento e dell'attività fisica in età evolutiva

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NonSoloFitness pubblica 'A scuola di salute': intervista all'autore

Buongiorno Fabio, prima di iniziare parlaci un po' di te

Ho conseguito la laurea in Scienze motorie all'Università Kore di Enna nel 2012 con il massimo dei voti e la lode. Fin da subito il mio interesse si è indirizzato al tema posturale, da lì è nata la mia prima pubblicazione "Postura e attività motoria" edita da Aracne editrice.

Attualmente sto conseguendo una seconda laurea in Podologia presso l'Università di Roma Tor Vergata. Essendo il piede uno dei protagonisti principali del corpo umano, del movimento e quindi della postura ho deciso di approfondire e dedicare il mio studio ad esso. Il mio desiderio è quello di unire ed integrare I miei due indirizzi di studio in un'unica professione, seguendo una visione olistica del corpo umano.

Svolgo l'attività di docente per Nonsolofitness per i corsi di Istruttore Ginnastica Posturale, Istruttore fitness per bambini e Istruttore fitness per la terza età.

Scrivo articoli di approfondimento scientifico su fitness, benessere e salute all'interno del sito di NonSoloFitness. Approfondendo i temi della prevenzione e dell'importanza dell'attività motoria in età evolutiva è nato il mio nuovo testo "A scuola di salute".

Come mai la scelta di questo titolo per il tuo libro?

La scuola è l'istituzione educativa per eccellenza, il luogo all'interno del quale viene trasmesso il sapere. Mi sono reso conto però che nella scuola attuale si tende di gran lunga a privilegiare un sapere di tipo nozionistico e teorico piuttosto che fisico e corporeo.

Con questo libro ho voluto in un certo senso ristabilire le giuste distanze, rivalutando quella che è l'importanza del movimento e dell'attività fisica nello sviluppo non solo corporeo ma anche cognitivo, psicologico e sociale del bambino. Quale istituto se non proprio quello scolastico può far sue le raccomandazioni per un corretto stile di vita per trasmetterle poi ai propri allievi? Ecco perché il titolo "A scuola di salute".

Spiegaci brevemente l'importanza del movimento in età evolutiva

Può sembrare un paradosso ma il movimento è lo strumento conoscitivo per eccellenza. Fin dalla nascita il bambino impara a conoscere se stesso, gli altri e l'ambiente che lo circonda attraverso il proprio corpo e l'esperienza sensoriale che deriva da esso.

Il movimento andrebbe sempre incoraggiato in un bambino e non invece castigato o punito come avviene oggi. È più frequente sentire un genitore che incoraggia il figlio a correre e giocare oppure rimproverarlo urlandogli "stai fermo"? Non ci rendiamo più conto che oggi nella società esteta per eccellenza in cui viviamo operiamo in realtà la mortificazione più elevate del corpo, già a partire dall'età infantile.

Dopo 5-6 ore scolastiche in cui i bambini trascorrono il tempo seduti e piegati sui libri tornano a casa e noi adulti li incoraggiamo a distrarsi con un po' di televisione o a giocare ai videogames, prima di rituffarsi nuovamente sui compiti. Pensiamo che un paio di ore settimanali dedicate ad un'attività sportiva bastino poi a compensare una vita essenzialmente sedentaria. Ci accorgiamo poi delle conseguenze di queste cattive abitudini quando compaiono i ben noti dolori alla schiena, alterazioni posturali o sviluppo di obesità. Il movimento è la chiave per sconfiggere definitivamente questi mali ancor prima che insorgano. Ancor più importante è che la salute dei più piccoli, ma anche degli adulti in realtà, sia affidata a degli esperti come il laureato in scienze motorie e non a personale improvvisato.

Nel libro insisti in particolare sul concetto di prevenzione

Mi sono reso conto che la stragrande maggioranza delle persone sottovaluta o magari ignora alcuni piccoli accorgimenti che in realtà garantirebbero sicuramente una migliore qualità della vita. Siamo portati a pensare che seguire dei comportamenti che sappiamo essere sbagliati possa nuocere agli altri ma non a noi. Così poco importa se sto per ore spaparanzato sul divano, mangio bibite gassate e patatine fritte in continuazione oppure indosso scarpe con tacchi vertiginosi.

Quando poi il male bussa alla nostra porta ci affrettiamo a imbottirci di farmaci, a fare visite su visite dai medici e a spendere i nostri soldi in cure non sempre efficaci.

Io ritengo invece che la maggior parte delle patologie che caratterizzano la modernità, fra tutte mal di schiena e obesità, possano essere prevenute perseguendo corretti stili di vita. Per far questo è necessario sensibilizzare quanto prima le persone, in particolare genitori e insegnanti per fare in modo che loro trasmettano queste conoscenze alle nuove generazioni. Questo significa essenzialmente prevenzione ed è questo il senso vero del libro: far capire alle persone che prevenire è sempre meglio che curare.

Tu hai già pubblicato un testo dal titolo "Postura e attività motoria", quanto il tema della postura è presente in questo nuovo libro?

Mentirei se non dicessi di essere un vero e proprio patito della postura e che quindi anche in questo testo gli aspetti inerenti assumono un'importanza fondamentale. Tuttavia volendo restare coerente con il tema del libro ho approfondito il discorso sulla postura prendendo in considerazione l'età evolutiva.

Ancora oggi si applicano infatti interventi correttivi senza rispettare i ritmi fisiologici di crescita del soggetto. La postura di un bambino è essenzialmente diversa da quella di un adulto, è necessario pertanto conoscere come evolve la struttura muscolo-scheletrica di un soggetto in formazione prima di attuare interventi sbagliati e potenzialmente deleteri.

Nell'ultimo capitolo del testo parli del rapporto fra bambini e adulti nella competizione sportiva, puoi anticiparci qualcosa?

Il connubio sport-salute viene sempre e solo visto nei suoi aspetti positivi, io ho invece voluto sottolineare l'altra faccia della medaglia. Può lo sport fare male? La risposta è assolutamente sì. Lo dimostrano le percentuali infortunistiche fra atleti professionisti. È chiaro che verrei considerato come un folle se consigliassi ad un bambino di non praticare sport, in realtà è l'esatto opposto andrebbero praticati quanti più sport per evitare una specializzazione precoce in una sola disciplina.

Ho analizzato inoltre i motivi che spingono sempre più frequentemente i più giovani ad abbandonare lo sport e non è stata una sorpresa constatare che ai primissimi posti vi sono problemi con lo studio. Possibile che una cosa debba per forza escludere l'altra? Il mio auspicio è che questo contrasto possa essere definitivamente risolto per fare in modo di andare veramente "A scuola di salute".

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