Scienze Motorie e Osteopatia: facciamo chiarezza
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Scienze Motorie e Osteopatia: facciamo chiarezza

Il rapporto tra Scienze Motorie e Osteopatia è oggetto di accesa discussione. Andiamo ad analizzare la legislazione italiana nel dettaglio e verifichiamo cosa accade in altri Paesi come gli Stati Uniti

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Scienze Motorie e Osteopatia: facciamo chiarezza

In un articolo precedente (Scienze motorie: fra mito e realtà) avevamo analizzato legislatura, possibilità e falsi miti che riguardano la laurea in Scienze motorie. In questo cercheremo di approfondire la conoscenza di quella che è una fra le strade più battute subito dopo la laurea, ci riferiamo in particolare all'osteopatia. In tanti, probabilmente delusi dal percorso di studi in scienze motorie per i motivi di cui abbiamo trattato in precedenza, cercano un'ancora di salvezza nelle professioni sanitarie (Fisioterapia, Podologia, Terapista della Neuropsicomotricità, ecc.). Per far questo devono nuovamente iscriversi ad un percorso di studi universitario della durata di tre anni previo superamento del test d'ammissione e con riconoscimento crediti a discrezione della facoltà. Altri ancora scelgono una "scorciatoia" o semplicemente la strada più semplice iscrivendosi ai corsi della disciplina sopracitata nella quale, invece, non serve il superamento di alcun test ma basta il possesso del diploma superiore, oltre ad un sostanzioso conto in banca. Probabilmente qualcuno fra gli osteopati che leggerà questo articolo si riterrà offeso dal fatto che abbia definito la sua disciplina come una scorciatoia ma questi converranno con me che, in virtù della legislazione attuale, investire in questo percorso, perché di investimento si tratta, rappresenta in Italia più che un azzardo o probabilmente il modo più semplice per spendere soldi e fare arricchire invece qualcun altro.

L'osteopatia

L'osteopatia (dal greco osteon, osso + pathos, sofferenza) è una disciplina nata negli Stati Uniti verso la fine del XIX sec. per opera del dottor Andrew Taylor Still (1828-1917). Non ci soffermeremo qui sulla validità o meno delle pratiche osteopatiche né sullo studio della disciplina in sé, il lettore potrà farsi un'idea semplicemente facendo una ricerca su Google e trarre le sue conclusioni. Ci limitiamo a dire, non addentrandoci oltre, che i principi guida dell'Osteopatia sono principalmente 3: autoguarigione, relazione struttura-funzione, unità del corpo umano.

Sulla base di questi principi l'osteopata effettua dapprima una DIAGNOSI, comprendente l'anamnesi, l'osservazione e l'esame palpatorio, e dopo effettua la pratica manipolativa. L'osteopatia non è una pratica invasiva, non si avvale di farmaci, il solo strumento utilizzato è quello delle mani al fine di ricercare e correggere la disfunzione somatica. Negli USA l'osteopata è colui che ha conseguito una laurea quadriennale in Medicina ed ha proseguito gli studi con un triennio specialistico in Osteopatia. L'Osteopata è quindi a tutti gli effetti un medico, negli Stati Uniti…

L'osteopatia in Italia

In Italia la situazione è differente, l'osteopatia rientra infatti fra le medicine alternative, ossia fra quell'insieme di pratiche di cui non è comprovata l'efficacia e che per tale motivo non sono comprese all'interno della medicina scientifica tradizionale. I corsi organizzati in Italia da Enti privati hanno durata di 6 anni, si dividono generalmente in un ordinamento a tempo parziale per chi è già in possesso di una laurea e ordinamento a tempo pieno per chi, invece, è in possesso del solo diploma. Generalmente sono previsti 7-8 seminari all'anno della durata di 3-5 giorni. I costi variano dai 2.000 ai 3.000 euro per anno di corso per gli studenti a tempo parziale, anche 5.000 euro e più per gli studenti a tempo pieno.

Di certo una bella sommetta ma per carità ognuno ragiona con le sue tasche. Ciò che va precisato è che in Italia nessuna scuola, ente, associazione, ecc., che tratti di Osteopatia può rilasciare un titolo abilitante all'esercizio della professione, questo almeno finché lo Stato Italiano non legifererà in tal senso riconoscendo la figura dell'osteopata in quanto tale.

Sorge spontanea una domanda: "Quale qualifica professionale allora per lo studente che completa il suo percorso formativo in Italia presso una delle tante scuole che organizza corsi di osteopatia?" La risposta è: "Nessuna!".

Ciò è affermato anche dalla stessa S.I.F.O. (Scuola Italiana Formazione Osteopatia) nel proprio sito.

In merito a questo il Ministero della Salute è stato di recente abbastanza chiaro, limitando di fatto la pratica dell'Osteopatia solo a chi è in possesso di un titolo di laurea sanitario. "Le attività svolte dall'osteopata non sono semplici pratiche del benessere, ma rientrano nel campo delle attività riservate alle professioni sanitarie. L'osteopatia è quindi a tutti gli effetti un'attività sanitaria e come tale può essere esercitata solo da professionisti sanitari regolarmente abilitati tramite il superamento dell'esame di Stato. Chi la pratica senza essere in possesso di una laurea sanitaria commette il reato di esercizio abusivo di professione, problematica nei confronti della quale il Dicastero assicura di essere quanto mai vigile e di prendere parte attiva nel contrasto agli illeciti dei soggetti non autorizzati all'esercizio delle professioni sanitarie" (Ansa.it 20 Marzo 2014).

… e quindi?

Sulla base di quanto esposto dovrebbe essere chiaro anche al lettore meno attento che la pratica dell'osteopatia a chi non è in possesso di un titolo di laurea sanitario in Italia è vietata e perseguita penalmente dalla legge. La laurea in scienze motorie non rientra fra quelle sanitarie, ragion per cui iscriversi ad un corso di Osteopatia potrebbe rivelarsi non solo inutile ma anche deleterio. Figuriamoci poi per chi si iscrive e pratica senza il possesso di alcuna laurea. Diverso è invece il discorso per chi è in possesso di una laurea sanitaria e che quindi può praticare l'osteopatia come "attività sanitaria", quanto cioè affermato dal Ministero. Ciò non equivale a screditare la disciplina, semmai ad esaltarla. Il fatto che possa essere praticata solo da professionisti qualificati è una tutela soprattutto nei confronti dei pazienti ma contribuisce anche a legittimarla, a fare chiarezza su cosa sia l'osteopatia e quali reali benefici possa portare per la salute delle persone.

In definitiva se alcuni, nonostante non siano in possesso di una laurea sanitaria, vogliano ugualmente approcciarsi all'osteopatia sento di dover dire: "Faber est suae quisque fortunae" ("Ciascuno è artefice della propria sorte").