Si fa presto a dire Personal Trainer
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Si fa presto a dire Personal Trainer

Il Personal Trainer è fondamentale per chi vuole allenarsi in maniera proficua e salutare. Ma chi è il Personal Trainer? Dal palestrato al laureato in Scienze Motorie, una carrellata dei Personal Trainer che più spesso troviamo in palestra

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Si fa presto a dire Personal Trainer

Negli ultimi anni si è visto aumentare a dismisura l'interesse per il fitness, dall'atleta desideroso di aumentare le proprie masse muscolari alla casalinga che cerca una valvola di sfogo dalla routine quotidiana, fino alla persona più anziana alla ricerca di un benessere perduto.

La grande eterogeneità di persone che frequentano al giorno d'oggi una palestra necessita di preparatori e Personal Trainer che sappiano adattarsi alle diverse necessità di una vastissima clientela. All'aumentare del numero di frequentatori abituali delle palestre è aumentato ovviamente anche il numero di personal trainer, o presunti tali, che lavorano nelle stesse. Ma chi è effettivamente il Personal Trainer?

Come fare di una passione una professione

Nell'accezione comune il Personal Trainer è quella persona che accompagna l'atleta nel suo allenamento, effettuando dapprima una valutazione del suo stato fisico e redigendo un programma di allenamento personalizzato finalizzato ad uno scopo (dimagrimento, ipertrofia muscolare, preparazione ad una gara, ecc.). Essendo l'allenamento e l'attività fisica una cosa molto molto seria in grado di influenzare positivamente ed agire in maniera determinante sulla salute dell'individuo, ciò è stato più volte ribadito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, dovrà essere seria anche la preparazione del Personal Trainer. La conoscenza dell'anatomia, della fisiologia, della psicologia sportiva, della didattica dell'allenamento, ecc. saranno fondamentali per operare coscienziosamente e con criterio.

Oggi in molti si fregiano del titolo di Personal Trainer ma in realtà ciò non vuol dire assolutamente nulla. Chiunque può essere al giorno d'oggi un Personal Trainer semplicemente perché non esiste un profilo professionale che identifichi tale figura. Così anche chi non ha acquisito le conoscenze e le competenze necessarie per la disciplina svolge la stessa senza problema.

Questo è particolarmente vero soprattutto per tutti quegli appassionati che generalmente hanno cominciato da giovani a frequentare palestre e centri fitness e dopo qualche anno di pratica si sentono pronti a trasmettere il proprio "sapere" ad altri. Cosicché si candidano ad essere dei Personal Trainer perché l'allenamento ha avuto su di loro gli effetti voluti, generalmente un aumento indiscriminato della massa muscolare, e quindi per gli stessi principi deve averlo anche sugli altri.

Queste persone hanno grandissima conoscenza sia degli attrezzi che degli esercizi ma basano la loro professione semplicemente sul "ciò che è andato bene a me lo sarà anche per te", senza avere minimamente idea di cosa voglia dire personalizzazione dell'allenamento. Per loro la preparazione sta nella grandezza di un muscolo e guai a contraddirli o porre obiezione se non hai un bicipite voluminoso almeno quanto il loro. Per carità finché questi ultimi si limitano a seguire chi come loro ha il solo interesse di avere un fisico alla Arnold Schwarzenegger probabilmente il problema non sussiste, anzi forse riescono anche bene nel loro intento. Il problema nasce semmai quando, tornando al discorso iniziale sull'eterogeneità dei frequentatori della palestre, a questi si affidano giovani, anziani o neofiti che si approcciano per la prima volta al mondo del fitness e rischiano di compromettere la loro salute e non migliorarla. Il discorso che sovente si sente dire a questi Personal Trainer è che "comunque male non può fargli". Si provi a far fare degli Squat ad un soggetto con lombalgia o ernia discale e si verifichi l'affermazione precedente. Spesso per questi istruttori il dolore durante un esercizio non è un campanello d'allarme ma significa che "stai lavorando bene". Per loro l'alimentazione non ha segreti, meglio di un qualsiasi dietologo o nutrizionista sanno suggerire al giovane un po' smilzo che per ingrassare e mettere su massa è necessario mangiare a colazione 4 uova ogni giorno, senza tener conto delle conseguenze di questa scelta, e che soprattutto senza integratori non si va lontano.

L'altra faccia della medaglia

Un'altra categoria di Personal Trainer è quella di alcuni laureati in scienze motorie, probabilmente la maggioranza, che in virtù degli studi effettuati si appropriano o credono di avere il diritto di essere le uniche menti meritevoli di metter bocca su salute, fitness e quindi di essere gli unici, secondo loro, a poter lavorare in una palestra. In realtà, come abbiamo spiegato in precedenti articoli, purtroppo la preparazione del laureato in scienze motorie è spesso concentrata solo sugli aspetti nozionistici della disciplina e poco o niente su quelli pratici. Cosicché il Personal Trainer sarà in questo caso bravissimo ad esempio nello spiegare cosa significhi il lavoro aerobico, cosa voglia dire ipertrofia, ecc. ma quando gli si chiederà una variante per fare gli addominali probabilmente non sarà in grado di mostrare un esercizio.

La speranza è che le Università e i corsi di laurea si indirizzino verso gli aspetti più coerenti con la disciplina, quindi anche una maggiore pratica, e che successivamente la legiferazione consenta alla figura del laureato in Scienze motorie di acquisire una maggiore "esclusività" sul lavoro.

Il giusto mix

Sembra quasi superfluo aggiungere che il personal trainer ideale dovrebbe possedere un mix fra le giuste conoscenze teoriche, che ripetiamo essere fondamentali, con l'esperienza maturata sul campo, altrettanto importante. Solo in quest'ultimo caso è lecito professarsi come Personal Trainer a tutti gli effetti, una figura che può effettivamente agire promuovendo la salute delle persone.