Vigoressia: domande ed obiezioni
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Vigoressia: domande ed obiezioni

Le domande e le obiezioni in merito al tema della vigoressia. I dubbi più frequenti su una patologia grave ma spesso trascurata e sconosciuta

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Vigoressia: domande ed obiezioni

È da poco nelle più importanti librerie italiane (sul territorio ed online) il nuovo libro del dottor De Pascalis: "Vigoressia. Quando il fitness diventa ossessione".

In concomitanza con l'uscita del libro NonSoloFitness ha pubblicato uno studio sul fenomeno della vigoressia, sempre a cura del Dottor De Pascalis: 60.000 Italiani malati di fitness. Nell'articolo l'autore presenta l'indagine che ha portato realizzazione del libro.

Sui social network, ed in particolare su Facebook, sono scoppiati mille focolai di polemica. Molti amanti del fitness, ed in modo particolare i body builder, hanno visto nell'articolo (e nel libro) un attacco a loro ed al loro stile di vita.

Ovviamente non è così. L'articolo (per chi volesse leggerlo ribadiamo il link: 60.000 Italiani malati di fitness) affronta in maniera scientifica il tema della vigoressia.

Per chi fosse un po' pigro o impaziente, e reputasse l'articolo troppo lungo, o leggere l'intero libro troppo faticoso, abbiamo predisposto un piccolo compendio, un riassunto da leggere prima di scrivere inesattezze e fare pessime figure con i propri amici su Facebook o Twitter

La vigoressia è una bellissima dipendenza, ed io ce l'ho!

Chi fa questa affermazione più che essere vittima della vigoressia è vittima dell'ignoranza. La vigoressia è un disordine clinico, e non ha nulla a che vedere con la sana passione per il fitness o per il bodybuilding. Pensare che ogni appassionato di fitness sia vittima della vigoressia sarebbe come ritenere anoressiche tutte le donne magre. È una semplificazione raccapricciante che solo la mancata conoscenza del problema può portare ad affermare, oppure la voglia di esibizionismo di qualcuno desideroso di criticare ciò che ignora.

Io faccio bodybuilding, sono molto muscoloso ma non mi sento malato!

Essere una persona muscolosa, che si allena costantemente e si alimenta nel modo giusto, non significa essere affetti da vigoressia. La vigoressia è qualcosa di molto più complesso e grave, difficile da riassumere in poche righe (altrimenti non sarebbe stato scritto un libro), può portare a sbalzi d'umore così gravi da condurre al suicidio, a morte prematura per abuso di sostanze anabolizzanti, ad isolamento sociale, compromissione dei rapporti di coppia, difficoltà ad avere una vita sessuale serena e molto altro ancora. Per fortuna la stragrande maggioranza dei bodybuilder non ha questo genere di problemi

In fondo meglio essere ossessionati dal fitness che drogati, o no? Non esiste questa ossessione

Se ti lavi le mani 5 volte al giorno ami l'igiene, se te le lavi 200 volte hai un problema. Non dovrebbe essere difficile da capire, di vigoressia si muore, di passione per il fitness invece no (anzi va benissimo). Cosa non è chiaro di questa differenza? Fare sport per dimagrire e alimentarsi bene per non ingrassare è perfetto, ma essere anoressici non significa avere la passione per la linea perfetta, ma avere un problema. Se chiedessimo ad un tossicodipendente potrebbe rispondere che preferisce essere tale piuttosto che tabagista, chi è dipendente dal gioco dirà che è meglio quella dipendenza rispetto a essere drogati. Ma la realtà è che tutte queste persone hanno un problema, che lo ammettano oppure no. Anche se spesso sono più impegnate a convincersi che siano gli altri ad averlo. Avere la febbre a 38 significa avere un problema, e se anche ci si convince che la colpa sia del termometro o che è meglio avere la febbre che un cancro, il problema della febbre rimane, e se non curato porterà a conseguenze più gravi. L'ossessione è una cosa diversa dalla passione. Giocare un'ora al giorno alla Playstation è uno svago. Giocarci 10 ore al giorno, spendere tutti i soldi per comprare accessori e giochi sempre nuovi è il sintomo di un problema. Lo stesso vale per il fitness

Ma come mai prima d'ora non si è mai parlato di Vigoressia?

Per poter parlare di dipendenza dal fumo è stato necessario che prima si diffondessero le sigarette, prima della nascita del videopoker e dei giochi digitali, e prima della loro diffusione capillare, il problema della dipendenza dal gioco non esisteva se non in forme marginali. Allo stesso modo la Vigoressia non poteva emergere come problema prima della diffussione così importante del fitness

Sicuri che non si tratta di un'invenzione? La scienza ne parla?

La scienza ne parla ormai da oltre 20 anni, dal 1993 quando per la prima volta viene individuata e descritta in modo preciso. Da allora gli articoli scientifici e i libri che parlano di questo problema sono divenuti sempre più numerosi. Facendo una ricerca su PubMed, la principale banca dati mondiale per gli articoli a carattere scientifico, con il solo termine "reverse anorexia" (uno dei modi per definire la vigoressia) compaiono 282 articoli, sono invece 473 i libri in cui si parla di "vigorexia" e ben 1069 quelli in cui si cita la "bigorexia" (che è uno dei tanti termini usati per descrivere la vigorexia). Questo significa che solo partendo da questi termini, negli ultimi 20 anni ogni settimana si pubblicano nel mondo 2 testi (libri o articoli scientifici) che parlano di vigoressia. Un numero veramente elevato per pensare ad una moda o un allarme estemporaneo

E se fosse solo un business per vendere il libro?

Un business per chi?! Prima di fare queste affermazioni occorrerebbe sapere qual è il vero guadagno che deriva dalla vendita di un libro. Per l'autore in genere meno di 50 centesimi a copia, per guadagnare 1.000 euro (lordi) occorre vendere più di 2.000 copie! Considerato che la stesura di un libro scientifico comporta oltre un anno di lavoro, significa lavorare tanto per guadagnare (se va bene) molto poco. Per non parlare delle spese sostenute nell'acquisire le documentazioni, incontrare le persone ecc. Considerato quanto poco si legge in Italia, non è una buona idea quella di chi pensa di poter far soldi attraverso la vendita di un libro. Lo scopo è quello di informare e prevenire. Non a caso i risultati della ricerca presentati nel libro, ed una panoramica generale sulla vigoressia, sono accessibili gratuitamente a questo link: 60.000 Italiani malati di fitness

Video di approfondimento